Aspetti giuridici in ingegneria: il caso pratico del pullman precipitato dal viadotto


Atti del Seminario : “Aspetti Meccanici del Calcestruzzo e Comportamento Strutturale” - Senise (PZ), 17 gennaio 2015

Il caso dell’incidente stradale verificatosi domenica 28.7.2013, ore 20.30, sul tratto autostradale A16, Napoli – Canosa, viadotto Acqualonga.

 

1. INTRODUZIONE
Il tema a me affidato, con raffinata persuasione, da Matteo Felitti, autore e organizzatore del Seminario “Aspetti Meccanici del Calcestruzzo e Comportamento Strutturale” è stato quello di illustrare, dare un volto corporeo alla scienza ingegneristica applicata al diritto, evidenziando la peculiarità dell’indagine scientifica quando l’oggetto dell’accertamento non è la mera causa tecnica di un accadimento, ma l’individuazione di quella causa o di quelle cause da cui è derivato un fatto giuridicamente rilevante, ossia un fatto che comporta l’attribuzione di responsabilità in capo a un soggetto attinto da un processo penale o civile.
Consapevole della responsabilità di affrontare un argomento ancora molto dibattuto e la cortesia degli ospiti ingegneri, molti iscritti negli Albi dei Periti e CTU, ho pensato di proporre all’attenzione degli intervenuti un caso di cronaca che, a mio avviso, offre maggiori spunti di riflessione per delineare la differenza metodologica dell’attività del tecnico libero professionista da quella del perito ausiliare tecnico del Giudice.
Preciso che per introdurre il presente lavoro, mi sono avvalsa di fonti giornalistiche e studi sul caso dell’incidente stradale avvenuto il 28.7.2013, sull’Autostrada A16 Napoli – Canosa, sul quale peraltro non si è definita alcuna “verità processuale”, con l’unico intento di offrire qualche spunto di riflessione sulla diversità dell’approccio ingegneristico di fronte a situazioni che coinvolgono l’accertamento della causalità scientifica rispetto all’accertamento della causalità giuridica e di contribuire a sostenere l’esigenza, avvertita soprattutto in ambito accademico, di dare una trattazione sistematica specialistica all’Ingegneria Legale.

2. IL CASO
Domenica 28 luglio 2013, intorno alle 20.30, nel tratto autostradale A16, Napoli Canosa, sul viadotto che collega Montefusco a Baiano (AV), un pullman con a bordo 48 persone, di ritorno da un pellegrinaggio a Pietrelcina, dopo aver tamponato una serie di auto incolonnate per rallentamenti, sfonda il guardrail (new jersey) e con un volo di circa 30 metri precipita nella scarpata sottostante. Dal fatto deriva la morte di 40 persone (fig. 1).
La prima ricostruzione dell’incidente, fatta sulla base delle visualizzazioni dell’autobus da parte di alcuni testimoni e dalle tracce ritrovate sul tragitto in circa due chilometri dal punto di uscita di strada evidenziano che (fig. 2) :
1. il pullman affronta la galleria di Monteforte Irpino e inizia un lungo tratto in ripida discesa che si snoda tra curve e viadotti;
2. a circa 1 Km e 100 metri: un addetto dell’autostrada, che sta segnalando dei rallentamenti sulla corsia, racconta che il pullman procedeva a forte velocità e con la portiera aperta;
3. a circa 1 km: l’autobus perde pezzi meccanici e l’autista si sposta sulla corsia di emergenza per evitare di travolgere le auto in coda;
4. a circa 800 metri: l’autista si appoggia sul guard rail nel tentativo di frenare il mezzo;
5. a circa 400 metri dall’uscita di strada: l’autobus è in discesa, tampona 13 auto incolonnate a causa dei rallentamenti. Gli occupanti di un'auto che viaggiava dietro il pullman riferiscono di un'esplosione del pneumatico posteriore sinistro e di un cerchione staccato dall'asse;
6. al Km 32,600, il pullman arriva sul viadotto, sfonda il guard rail e precipita nel burrone.

Le testimonianze e le tracce sul luogo del sinistro fanno ipotizzare (fig. 3, 4, 5):



Dalla ricostruzione del fatto, la Procura della Repubblica di Avellino ipotizza i reati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo e iscrive nel Registro degli indagati il proprietario del pullman, titolare della ditta di autotrasporti Travel Mondo Gennaro Lametta (fratello del conducente deceduto) e alcuni funzionari di Autostrade s.p.a. responsabili della manutenzione del tratto autostradale luogo del sinistro (le indagini sono state chiuse lo scorso 13 gennaio 2015).
In sede civile, i parenti delle vittime avviano le azioni di risarcimento danni nei confronti della compagnia di assicurazione dell’autobus e nei confronti di Autostrade s.p.a.
 

Nell'articolo completo:
3. LE DOMANDE
4. LE RISPOSTE DELL’INGEGNERE (LA CAUSALITA’ SCIENTIFICA)
5. IL PROBLEMA DEL GIURISTA: IL NESSO DI CAUSALITA’ (LA CAUSALITA’ GIURIDICA)
6. L’ACCERTAMENTO DELLA CAUSALITA’ GIURIDICA. LA RISPOSTA DELL’INGEGNERE LEGALE.
7. CONCLUSIONI