Legge di Bilancio 2023
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DL Fiscale, Nocivelli (Confindustria): “Taglio del 65% lede la fiducia delle imprese”

Roma, 28 marzo 2026 – Un duro colpo alle imprese italiane: il decreto fiscale pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale taglia del 65% il credito d’imposta 5.0 prenotato tra il 7 e il 27 novembre 2025, colpendo soprattutto investimenti in energie rinnovabili come i fotovoltaici ad alta efficienza registrati da ENEA.

Allarme Confindustria: DL fiscale azzera fiducia imprese con taglio 65% su credito 5.0. Nocivelli: “Effetti retroattivi inaccettabili, pagate i debiti prima di nuovi fondi!” Scopri le reazioni e le richieste al Governo.


DL FISCALE: NOCIVELLI (CONFINDUSTRIA), LESA LA FIDUCIA DELLE IMPRESE

DICHIARAZIONE DI MARCO NOCIVELLI, VICE PRESIDENTE PER LE POLITICHE INDUSTRIALI E IL MADE IN ITALY

Roma, 28 marzo 2026 - Il decreto fiscale pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale introduce disposizioni molto penalizzanti per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d’imposta 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025.
 
Il testo prevede un taglio del 65% del credito d’imposta richiesto. La misura inoltre esclude gli investimenti in fonti di energia rinnovabile, in particolare gli impianti fotovoltaici a più elevata efficienza iscritti nel registro dell’ENEA, che le imprese sono state indotte ad acquistare.
 
Una simile decisione – che ricordiamo ha effetti retroattivi e lede il principio del legittimo affidamento - penalizza pesantemente le imprese che hanno completato ingenti investimenti nel 2025 e che si troveranno ad affrontare ulteriori problemi di liquidità in un momento già particolarmente complesso. 
 
A novembre avevamo avuto rassicurazioni dai ministri Giorgetti, Foti e Urso  sul fatto che le cosiddette imprese “esodate” del 5.0 con progetti congrui avrebbero avuto accesso all’agevolazione secondo le condizioni previste nel Piano, la cui conclusione era fissata al 31 dicembre 2025. 
 
Il fatto di non poter fare affidamento sulle norme e sulle dichiarazioni del Governo mina profondamente la fiducia delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle misure di incentivo e scoraggia chi vorrebbe continuare a fare impresa in Italia.
 
Apprendiamo infine, dalle dichiarazioni del Mimit di questa mattina, che si sarebbero trovate altre risorse per l’iperammortamento: la nostra risposta è prima si paghi I debito con le imprese esodate del 5.0.

Chiediamo quindi al governo di ripristinare gli impegni presi col tessuto produttivo ed industriale italiano al più presto,  e comunque, non oltre il passaggio parlamentare che deve avvenire in tempi rapidissimi.

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