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Esperti catastrofali e Protezione Civile, il CNI chiede accesso diretto permanente per i professionisti ordinistici

Il CNI chiede di rendere permanente l’accesso diretto dei professionisti ordinistici al Ruolo degli esperti catastrofali, valorizzando competenze già riconosciute e riducendo le duplicazioni procedurali. Tra le proposte anche maggiori tutele per i tecnici impegnati nella Protezione Civile, rimborsi più semplici e specifici permessi per i dipendenti pubblici.

Esperti catastrofali, il CNI propone l’accesso diretto permanente degli iscritti agli Ordini

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri interviene sul futuro del Ruolo degli esperti catastrofali e, più in generale, sull'organizzazione delle attività tecniche connesse alla Protezione Civile. In occasione dell’audizione parlamentare sul disegno di legge A.C. 3083, relativo alla conversione del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, il CNI ha avanzato una serie di proposte finalizzate a valorizzare maggiormente le competenze dei professionisti iscritti agli Ordini e a rendere più efficiente il sistema di gestione delle emergenze.

Come riportato in un comunicato stampa del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), all’audizione presso le Commissioni Riunite V – Bilancio, Tesoro e Programmazione – e VIII – Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici – hanno partecipato, in rappresentanza del Consiglio, i consiglieri Alberto Romagnoli e Felice Monaco.

Il provvedimento in discussione contiene disposizioni urgenti riguardanti la funzionalità della Pubblica Amministrazione e degli enti territoriali, oltre a specifiche misure in materia di Protezione Civile. Il CNI condivide l’obiettivo di accelerare le procedure e migliorare la capacità di risposta agli eventi calamitosi, ma ritiene necessario farlo valorizzando competenze professionali già riconosciute dall’ordinamento.

Secondo Alberto Romagnoli, occorre infatti evitare la creazione di ulteriori percorsi abilitativi o di sistemi di controllo sovrapposti che rischierebbero di aumentare la complessità amministrativa e rallentare l’intervento dei professionisti qualificati.

Uno degli aspetti centrali riguarda l’articolo 23 e il Ruolo degli esperti catastrofali. Le modifiche introdotte riconoscono il valore della rete dei professionisti tecnici ordinistici, già sottoposti a norme in materia di abilitazione, formazione, deontologia e responsabilità professionale.

Il punto critico, secondo il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, riguarda tuttavia il carattere temporaneo della previsione. Per questo il CNI propone che venga resa permanente la possibilità di iscrizione diretta al Ruolo degli esperti catastrofali per i professionisti ordinistici, naturalmente nel rispetto dei limiti e delle competenze previsti dai rispettivi ordinamenti professionali.

Ricostruzione e responsabilità: cancellazione dagli elenchi solo in presenza di gravi violazioni

Un ulteriore passaggio delle osservazioni del CNI riguarda l’articolo 18 e le condizioni che possono determinare la cancellazione dall’Elenco speciale della ricostruzione.

Secondo il Consiglio, una misura di questo tipo dovrebbe essere applicata esclusivamente in presenza di responsabilità individuali gravi, accertate e adeguatamente motivate.

Il procedimento dovrebbe inoltre garantire pieno contraddittorio al professionista, definire in maniera chiara le fattispecie rilevanti e dimostrare l’esistenza di un effettivo rapporto causale tra la condotta del tecnico e gli eventuali ritardi verificatisi nelle attività di ricostruzione.

Meno duplicazioni e maggiore tutela delle competenze professionali

Tra le richieste avanzate dal CNI figura anche quella di evitare nuove abilitazioni per attività già comprese nelle competenze professionali previste dalla normativa vigente.

La strada indicata dal Consiglio è piuttosto quella della formazione specialistica, affiancata dalla definizione di protocolli tecnici condivisi, capaci di garantire uniformità operativa senza creare ulteriori livelli burocratici.

Il CNI chiede inoltre che nella normativa venga inserita una specifica clausola di salvaguardia delle competenze professionali, con particolare riferimento alle attività più delicate, come le valutazioni strutturali, di stabilità e di sicurezza degli edifici.

Sul fronte dei controlli, viene inoltre proposto un migliore coordinamento tra la vigilanza esercitata da CONSAP e le funzioni disciplinari attribuite agli Ordini professionali, attraverso sistemi di interoperabilità e di scambio delle informazioni.

Struttura Tecnica Nazionale: circa 6mila professionisti a supporto della Protezione Civile

Nel corso dell’audizione è intervenuto anche Felice Monaco, nella sua veste di Coordinatore della Struttura Tecnica Nazionale, richiamando il ruolo svolto dalla STN nelle attività di supporto alla Protezione Civile.

La struttura può contare su circa 6mila tecnici attivi distribuiti su tutto il territorio nazionale. Un esempio concreto è rappresentato dall’intervento nell’area dei Campi Flegrei, dove, secondo i dati forniti dal CNI, 138 tecnici risultano impegnati dal 5 agosto nelle attività di censimento dei danni conseguenti agli ultimi eventi sismici.

Monaco ha posto l’attenzione soprattutto su due criticità operative.

La prima riguarda il sistema dei rimborsi spese per i professionisti impegnati nelle attività di Protezione Civile. Il CNI propone l’introduzione di un meccanismo di rimborsi forfettari, attraverso una modifica della normativa attualmente in vigore, in modo da semplificare e rendere più sostenibile la partecipazione dei tecnici alle attività emergenziali.

La seconda questione interessa invece gli iscritti alla Struttura Tecnica Nazionale che lavorano come dipendenti della Pubblica Amministrazione. Quando vengono mobilitati per attività di formazione, esercitazioni o censimento dei danni, questi professionisti non dispongono attualmente di uno specifico permesso che consenta loro di assentarsi dal posto di lavoro e sono quindi spesso costretti a utilizzare giorni di ferie.

Per il CNI sarebbe necessario introdurre una disposizione normativa specifica, analoga a quelle previste per altre forme di distacco dei dipendenti pubblici.

Protezione Civile e ricostruzione: valorizzare le competenze già disponibili

La conversione del decreto-legge n. 144/2026 rappresenta quindi, secondo il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, un’opportunità per rafforzare il modello italiano di gestione delle emergenze e della ricostruzione.

L’obiettivo indicato è utilizzare in maniera più efficace le competenze professionali già presenti sul territorio, facendo leva sulla struttura capillare degli Ordini e sull’esperienza dei tecnici impegnati nelle attività di Protezione Civile.

Gli ingegneri e, più in generale, i professionisti tecnici ordinistici possono rappresentare una componente strategica del sistema, a condizione che vengano evitati duplicazioni procedurali e nuovi ostacoli amministrativi.

Il CNI ha quindi confermato la propria disponibilità a collaborare con le Commissioni parlamentari sia per ulteriori approfondimenti tecnici sia per la definizione dei possibili emendamenti al testo in fase di conversione.


Fonte: Comunicato stampa CNI

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