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Prevenzione sismica degli edifici pubblici: 285 milioni per verifiche e interventi

Il Programma nazionale definisce priorità, criteri di selezione e modalità di finanziamento fino al 2028. Comuni ed enti locali possono essere coinvolti come soggetti attuatori, mentre programmazione, coordinamento, controllo e gestione delle risorse restano affidati alle Amministrazioni centrali

Con decreto del Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare del 31 luglio 2026, adottato di concerto con il MEF, è stato approvato il Programma di mitigazione strutturale della vulnerabilità sismica degli edifici pubblici, previsto dalla legge n. 213/2023, che dispone di 285 milioni di euro per il periodo 2024-2028.

L’obiettivo è costruire una strategia nazionale coordinata per conoscere la vulnerabilità del patrimonio pubblico e finanziare gli interventi più urgenti. La quota principale, 221,5 milioni – il 77,7% del totale – è destinata agli interventi strutturali; 35 milioni, pari al 12,3%, finanziano le verifiche di vulnerabilità, mentre altri 28,5 milioni, il 10%, potenziano il Piano nazionale di prevenzione sismica dell’art. 11 del D.L. 39/2009.

Quali edifici hanno la priorità

La precedenza spetta agli edifici pubblici strategici, cioè quelli indispensabili nella gestione dell’emergenza: ospedali, centri di coordinamento e COC, caserme dei Vigili del fuoco e sedi istituzionali. Seguono gli edifici rilevanti, nei quali un eventuale collasso avrebbe conseguenze particolarmente gravi, come scuole, strutture molto affollate ed edifici di interesse storico e culturale. Gli altri immobili pubblici destinati a servizi di pubblica utilità possono essere finanziati solo in presenza di condizioni documentate di grave vulnerabilità o rischio imminente.

Le verifiche di vulnerabilità

Le verifiche devono essere effettuate come valutazioni della sicurezza ai sensi delle NTC 2018. Per rendere confrontabili i risultati è prevista la compilazione della scheda di sintesi aggiornata dall’O.C.D.P.C. n. 978/2023.

Nelle graduatorie vengono privilegiati gli immobili con il maggiore indice di rischio, determinato considerando congiuntamente pericolosità sismica del territorio, vulnerabilità dell’edificio ed esposizione, legata anche al numero degli occupanti. Costituisce inoltre elemento favorevole la disponibilità di rilievi e indagini già eseguiti. Le verifiche dovranno concludersi entro il 31 dicembre 2028.

Gli interventi antisismici finanziabili

Sono ammessi gli interventi di miglioramento e adeguamento sismico previsti dalle NTC 2018. Gli interventi locali sono normalmente esclusi, salvo casi motivati anche sulla base di valutazioni costi-benefici. Per gli edifici strategici e rilevanti il miglioramento deve generalmente raggiungere almeno il 60% del livello di sicurezza previsto per le nuove costruzioni; per gli altri edifici è richiesto un incremento minimo del 20%. Se l’adeguamento non è tecnicamente ed economicamente conveniente, può essere finanziata anche la demolizione e ricostruzione, eventualmente con delocalizzazione.

Per accedere alla linea degli interventi strutturali l’immobile deve, tra l’altro, trovarsi in zona sismica 1 o 2, presentare un indice ζE inferiore a 0,8, disporre almeno di un PFTE già approvato e prevedere l’ultimazione dei lavori entro il 31 dicembre 2028.

Quali spese sono ammissibili

Sono finanziabili, per costi sostenuti dal 1° gennaio 2024, le opere strutturali e quelle edili strettamente connesse, gli oneri della sicurezza, le spese tecniche per progettazione, direzione lavori, rilievi, indagini, coordinamento della sicurezza e collaudo, oltre all’IVA non recuperabile. Nella demolizione e ricostruzione sono ammessi anche i costi di demolizione. Le spese devono essere sostenute entro il 31 dicembre 2028; eventuali opere non ammissibili e incrementi di costo restano a carico dell’Amministrazione beneficiaria.

Il ruolo di Comuni ed enti locali

Il Programma non configura un unico bando nazionale al quale i Comuni accedono direttamente. Le Amministrazioni centrali assegnatarie delle risorse restano responsabili delle rispettive linee: individuano gli immobili e gli interventi, adottano gli atti necessari, scelgono i soggetti attuatori, coordinano e controllano l’esecuzione e gestiscono il circuito finanziario.

Comuni ed enti territoriali possono quindi essere coinvolti come soggetti attuatori o proprietari degli immobili, nell’ambito delle procedure predisposte dall’Amministrazione centrale competente. Quest’ultima può attuare direttamente gli interventi oppure ripartire le risorse a favore di uno o più soggetti attuatori. ANCI, UPI e Conferenza delle Regioni svolgono inoltre una funzione di supporto all’attuazione locale.

Le scadenze

Entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto di approvazione devono essere predisposte le linee guida per la comunicazione e l’aggiornamento degli interventi in corso.

Entro 45 giorni le Amministrazioni devono presentare le graduatorie degli edifici da sottoporre a verifica e gli elenchi degli interventi strutturali, questi ultimi fino a un massimo di 20 proposte per Amministrazione. La graduatoria nazionale degli interventi viene quindi elaborata entro 60 giorni dall’acquisizione degli elenchi e approvata con decreto ministeriale nei 30 giorni successivi.


IL DECRETO E IL PROGRAMMA SONO SCARICABILI IN ALLEGATO

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