I sistemi di Kerakoll per il restauro degli edifici storici
Restaurare un edificio storico significa donare nuovamente vitalità e splendore ad un immobile sia all’interno che all’esterno. Il pregiatissimo patrimonio architettonico italiano deve essere protetto e ripristinato con i prodotti della stessa natura per non alterarne l’aspetto e mantenere l’originalità dell’edificio.
L’articolo inquadra i principali fattori di degrado degli edifici storici, con attenzione a raggi UV e agenti atmosferici. Descrive l’approccio di restauro basato su finiture minerali tradizionali, orientate a traspirabilità e compatibilità con i supporti. Presenta la gamma Biocalce e il sistema tintometrico Green Design per la colorazione delle finiture minerali, con paste coloranti all’acqua e soluzioni pensate per la gestione del surriscaldamento delle superfici.
Agenti atmosferici e raggi UV i peggiori nemici del patrimonio architettonico
Il pregiatissimo patrimonio architettonico italiano, costantemente esposto agli effetti dannosi degli agenti atmosferici e alla costante azione dei raggi ultravioletti del sole deve essere protetto e, dove occorre, ripristinato con i prodotti della stessa natura per non alterarne l’aspetto e mantenere l’originalità dell’edificio. Il restauro di un edificio storico significa donare nuovamente vitalità e splendore ad un immobile, ad una casa, sia all’interno che all’esterno.
I sistemi naturali minerali di Kerakoll
In passato gli edifici storici venivano dipinti con prodotti a base di calce o silicati, soluzioni prive di additivi organici, capaci di mantenere una elevatissima traspirabilità delle murature e resistenza all’abrasione o agli agenti atmosferici.
Con lo sviluppo della nuova gamma Biocalce, Kerakoll ha aperto una nuova era nel mondo dell’edilizia sostenibile, realizzando sistemi costruttivi e finiture a base o calce silicato traspiranti, che migliorano la qualità dell’aria degli ambienti per costruire un edificio sano, proteggerlo dalle aggressioni esterne donando superfici decorate con toni tenui dagli effetti decorativi morbidi tipici delle nostre tradizioni.
Green Design, il sistema tintometrico di Kerakoll
Oggi il restauro di un edificio storico va al di là della pura conservazione e quindi è di fondamentale importanza l’aspetto estetico. Kerakoll ha messo a punto una gamma di paste coloranti, una selezione raffinata di terre naturali, perfettamente compatibili alla pigmentazione delle finiture naturali minerali ma soprattutto idonee per la colorazione dell’intera gamma delle soluzioni Kerakoll.

Green Design è il sistema tintometrico evoluto e affidabile di Kerakoll che, con le sue paste coloranti completamente all’acqua, prive di solventi e a bassissime emissioni di VOC, consente la realizzazione di infinite sfumature colorate, abbracciando così l’intero spazio cromatico. La costante ricerca e l’utilizzo di tecnologie innovative hanno consentito inoltre di completare la nostra proposta con innovativi pigmenti termoriflettenti che, nonostante la colorazione intensa, riflettono gran parte della radiazione solare rimanendo più freddi e risolvendo le problematiche del surriscaldamento dell’edificio decorato con tinte tradizionali.
Grazie alla massima precisione dei sistemi di dosaggio, alla eccezionale durata del colore e alla massima copertura, Green Design è il punto di riferimento in termini di qualità, affidabilità e innovazione.
Tutta la potenzialità e la qualità della produzione industriale Kerakoll è ora disponibile direttamente all’interno della rivendita: un’unica macchina dosatrice, con un software di gestione sempre connesso con il Centro di Ricerca GreenLab Kerakoll e 20 paste coloranti all’acqua.

Tutte le soluzioni Kerakoll completano i sistemi e le tecnologie per l’isolamento termico, per il rinforzo e il consolidamento strutturale degli edifici storici, sistemi che possono essere utilizzati per l’ottenimento dei bonus edilizi attualmente in vigore.
FAQ TECNICHE + Edifici storici: finiture minerali Biocalce e colori Kerakoll
1) Che cos’è il sistema proposto per il restauro degli edifici storici?
È un insieme di cicli e finiture minerali per interni ed esterni, impostati su prodotti a base calce/silicati e su una gestione controllata del colore. L’obiettivo è intervenire senza “snaturare” l’aspetto e il comportamento delle murature storiche.
2) A cosa serve e in quali contesti d’uso è indicato?
Serve a proteggere e ripristinare superfici degradate (intonaci, rasature, finiture) soggette ad agenti atmosferici e UV. È un’impostazione tipica dei lavori su edifici storici e su contesti dove la traspirabilità e la compatibilità materica sono centrali.
3) Quali prestazioni e requisiti vanno verificati in progetto?
Prima di scegliere il ciclo vanno verificati: stato del supporto, coesione, presenza di umidità e sali, assorbimento, esposizione e requisiti di traspirabilità. Le prestazioni (anche cromatiche e di resistenza agli agenti) vanno lette in funzione della configurazione e delle schede tecniche del sistema selezionato.
4) Quali vantaggi rispetto a soluzioni standard più “filmogene”?
Il vantaggio atteso è una maggiore coerenza con supporti minerali storici: finiture prive di additivi organici “pesanti” tendono a mantenere elevata traspirabilità e un aspetto più vicino alle tradizioni applicative (calce/silicati). Questo riduce il rischio di alterare la lettura materica e cromatica del manufatto.
5) Indicazioni di posa e integrazione progettuale: cosa considerare?
Nodo chiave è la preparazione del supporto: pulizia, rimozione parti incoerenti, eventuale regolarizzazione e scelta del ciclo in base ad assorbimento e condizioni igrometriche. In facciata vanno gestiti dettagli e discontinuità (riprese, imbotti, marcapiani) per evitare differenze di assorbimento e “stacchi” cromatici.
6) Comfort, sicurezza e durabilità: quale ruolo hanno finiture e colore?
Su esterni esposti, la durabilità dipende dalla resistenza a UV e agenti atmosferici e dalla capacità del sistema di “respirare” con la muratura. L’articolo richiama anche l’uso di pigmenti termoriflettenti per limitare il surriscaldamento delle superfici colorate, tema utile quando si lavora su facciate molto esposte.
7) Errori tipici da evitare o criteri di scelta per il progettista
Errori ricorrenti: scegliere il ciclo solo “per estetica” senza diagnosi del supporto; trascurare umidità/sali; non uniformare assorbimenti tra zone ripristinate e zone esistenti; saltare campionature colore in opera. Criterio pratico: partire da rilievo e prove preliminari, poi definire ciclo e tinta coerenti con supporto, esposizione e requisiti prestazionali.
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