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Il Niño è alle porte: un aggiornamento sulle recenti osservazioni

Il Niño, un importante fenomeno climatico, sembra essere imminente, come indicato nell'aggiornamento ENSO di maggio 2023. Le recenti misurazioni e le previsioni dei modelli climatici hanno rafforzato l'ipotesi di un imminente El Niño, suscitando grande interesse tra gli esperti del clima. Vediamo insieme i dettagli di questa situazione.

L'El Niño, uno dei fenomeni climatici più significativi e complessi del nostro pianeta, sembra essere in procinto di fare il suo ritorno, secondo l'aggiornamento ENSO (El Niño/Southern Oscillation) di maggio 2023.

Questa notizia suscita grande interesse tra i climatologi, poiché l'El Niño può avere un impatto significativo sul clima globale e sulle condizioni meteorologiche regionali.

Attraverso i dati di ENSO (El Niño/Southern Oscillation), dell’osservatorio del NOAA a Mauna Loa, nelle Hawaii e il sito governativo sul clima degli Stati Uniti ho raccolto le informazioni che esplorano le previsioni e le possibili implicazioni di questo fenomeno.

Cos'è l'El Niño

L'El Niño è un'anomalia climatica che coinvolge l'Oceano Pacifico equatoriale e si caratterizza per un riscaldamento delle acque superficiali in questa regione.

Durante un evento di El Niño, le temperature delle acque nell'Oceano Pacifico equatoriale diventano anormalmente calde rispetto alla media, interrompendo i normali schemi di circolazione atmosferica e influenzando il clima in tutto il mondo.

L'aggiornamento ENSO di maggio 2023 indica la presenza di segnali che indicano la possibile formazione di un evento di El Niño.

Le temperature delle acque superficiali nell'Oceano Pacifico equatoriale stanno aumentando, e le osservazioni suggeriscono una debole anomalia termica positiva. Tuttavia, è ancora troppo presto per fare previsioni precise sull'intensità e la durata di un potenziale El Niño.

Temperature dell'Oceano Pacifico

Secondo il dataset ERSSTv5, le temperature medie della superficie marina nella regione Niño-3.4 (area principale di monitoraggio per l'ENSO) di aprile sono risultate superiori di 0,1 °C rispetto alla media a lungo termine (1991-2020). Questo valore è aumentato di 0,2 °C rispetto a marzo ed è la prima volta, dopo aprile 2020, che la temperatura mensile di Niño-3.4 supera la media. Le misurazioni settimanali dell'indice Niño-3.4 hanno mostrato un valore di 0,4 °C sopra la media a lungo termine, appena a 0,1 °C dalla soglia di 0,5 °C necessaria per dichiarare le condizioni di El Niño.

Atmosfera e indici climatici

Nonostante le indicazioni di un imminente El Niño a livello oceanico, l'atmosfera tropicale mostra una certa riluttanza e rimane saldamente in uno stato neutro dell'ENSO. Gli indici di Oscillazione del Sud e di Oscillazione Equatoriale del Sud, misurati ad aprile, sono stati vicini allo zero, indicando una circolazione di Walker vicino alla media.

Per dichiarare le condizioni di El Niño, ci si aspetta valori negativi di questi indici, che indicano un indebolimento della differenza di pressione superficiale tra l'Oceano Pacifico occidentale e centrale orientale, nonché una riduzione dei venti di scambio da est a ovest, che sono parte integrante della circolazione di Walker.

Previsioni future

Gli esperti del clima hanno una grande fiducia in un imminente El Niño, basata sia sul rapido cambiamento delle condizioni dell'Oceano Pacifico tropicale che sulla convergenza delle previsioni dei modelli climatici.

Secondo il North American Multi-Model Ensemble (NMME), un insieme di modelli climatici all'avanguardia, la temperatura della superficie del mare nella regione Niño-3.4 è molto probabile che superi la soglia di El Niño entro i prossimi mesi e rimanga in territorio di El Niño per il resto del periodo previsto.

Implicazioni e prospettive

La possibilità di un El Niño significativo è in aumento: secondo le attuali valutazioni, vi è una probabilità del 55% che si verifichi un forte El Niño, con un indice Niño-3.4 superiore a 1,5 °C. Questo valore è aumentato di quasi il 15% rispetto al mese scorso.

Impatti economici dell'El Niño: Perdite globali e prospettive future

L'El Niño ha un impatto persistente sulla crescita economica a livello dei singoli paesi. Gli eventi di El Niño del 1982-83 e del 1997-98 sono stati responsabili di perdite di reddito globali stimate rispettivamente a 4,1 trilioni e 5,7 trilioni di dollari.

Queste cifre indicano l'entità delle conseguenze economiche legate a tali eventi climatici estremi.

Cambiamento climatico e CO2: la situazione sta peggiorando

Mentre i dati ci indicano quindi che la possibilità di un El Niño significativo sia in crescita è interessante andare a vedere come ci stiamo comportando per ridurre il riscaldamento della terra e quindi evitare che possano accadere questi fenomeni. E purtroppo i dati non sono buoni: i livelli di anidride carbonica nell'atmosfera segnano un aumento quasi record.

Gli scienziati dell'Istituto Scripps di Oceanografia e dell'Amministrazione Nazionale Oceanica e Atmosferica hanno dichiarato che l'aumento annuale dei livelli di CO2 di quest'anno è uno dei più elevati mai registrati. La quantità attuale di anidride carbonica nell'atmosfera è ora il 50% più alta rispetto all'era preindustriale, secondo il rapporto redatto dagli scienziati del NOAA e dello Scripps.

La media mensile dei livelli di CO2 a maggio è stata di 424,0 parti per milione (ppm), registrando il quarto aumento annuale più significativo in 65 anni di misurazioni presso l'osservatorio del NOAA a Mauna Loa, nelle Hawaii.

Conclusione

L'El Niño è in procinto di fare il suo ritorno e i segnali di questa imminente situazione si stanno rafforzando sempre di più.

Gli esperti del clima hanno aumentato la loro fiducia nelle previsioni, con la probabilità di un El Niño che si avvicina al 90% per l'estate e supera il 90% per tutto l'autunno e l'inverno successivi.

D’altra parte l'aumento quasi record dei livelli di anidride carbonica nell'atmosfera sottolinea l'urgenza di agire per contrastare il cambiamento climatico. È fondamentale ridurre drasticamente le emissioni di CO2 e adottare misure più efficaci per proteggere il nostro pianeta e le generazioni future.

La sfida globale richiede una collaborazione senza precedenti e un impegno congiunto per affrontare la crisi climatica e preservare il nostro ambiente per le generazioni a venire.

E’ un problema anche di natura economica. Le proiezioni future indicano che, in uno scenario di mitigazione delle emissioni in linea con gli attuali impegni, l'aumento dell'ampiezza dell'ENSO e le teleconnessioni causate dal riscaldamento potrebbero portare a perdite economiche di straordinaria entità nel corso del XXI secolo. Si stima che tali perdite raggiungano l'incredibile cifra di 84 trilioni di dollari.

La sensazione è che al di là del blabla mediatico sul clima, il problema sia vissuto con serietà solo in Europa.  

Negli Stati Uniti BIDEN è stato costretto a negoziare un abbassamento delle attenzioni sull’ambiente e ad allargare le concessioni sulla produzione di energia da fonti fossili per poter innalzare il debito pubblico ed evitare il default. Nello stesso paese ci sono 19 stati che hanno realizzato un’alleanza per contrastare l’uso degli ESG.

Nel frattempo l’India sta aumentando la produzione di carbone a livelli record: la produzione degli impianti alimentati da combustibili fossili è aumentata dell'11,2%, la crescita più rapida in oltre tre decenni, grazie ad un'impennata del 12,4% nella produzione di elettricità dal carbone, secondo l'analisi, che ha compensato un calo del 28,7% nella generazione da impianti a gas più puliti, in quanto l'impennata globale dei prezzi del GNL ne ha scoraggiato l'utilizzo. Nel nuovo anno fiscale iniziato il 1° aprile, si prevede che le centrali elettriche indiane bruceranno circa l'8% in più di carbone.

E malgrado la transizione da carbone a gas naturali sia molto lenta, secondo il nuovo Gas Market Report della IEA, la domanda di gas naturale nel mondo è destinata ad aumentare di 140 miliardi di metri cubi (bcm) tra il 2022 e il 2025.

In conclusione la domanda di energia cresce, i livelli di CO2 continuano ad aumentare, la temperatura del pianeta fa lo stesso … diventa ovvio che l’avversaria di fenomeni come quello del Niño sarà sempre più probabile: per fermarli non basta il blabla prodotto dalle voci di chi governa (e neppure il nostro).

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