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Scossa di terremoto sulla costa adriatica. Magnitudo 5.7, in superficie

Un terremoto di magnitudo ML 5.7 è avvenuto nella zona: Costa Marchigiana Pesarese con coordinate geografiche (lat, lon) 44.0130, 13.3240 ad una profondità di 8 km.

"Questa mattina, mentre stavo facendomi la barba ho sentito un mancamento, come una botta di pressione, e mi sono ritrovato quasi per terrra. Mia moglie dal piano di sopra che urlava, terremoto, è questa la parola che ho sentito, i miei figli che correvano verso la porta, i lampadari che ballavano come non mai, ... e il palazzo che continuava ad oscillare. Che facciamo, scendiamo ? no, quattro piani di scale, non è sicuro, tutti vicini al pilastro. Ecco si è fermato. Mio figlio piange, siamo tutti bianchi, ci guardiamo smarriti. E' andata bene. Tutto è a posto."

Questa la cronaca di quanto accaduto in casa mia, a Rimini, alle ore 7 e 07, quando pochi istanti prima un terremoto di magnitudo ML 5.7 è avvenuto nella zona: Costa Marchigiana Pesarese con coordinate geografiche (lat, lon) 44.0130, 13.3240 ad una profondità di 8 km.

Il terremoto è stato localizzato a  31 Km a NE di Fano e 35 Km a E di Pesaro. L'epicentro si trova a  61 Km da Rimini.

L'ha sentito anche l'amico Massimo Mariani, esperto di sismica e consigliere uscente del CNI, da Gubbio. Mi ha chiamato poco dopo.

Non c'erano state scosse nelle ore successive, ce ne sono state altre diciotto da quel momento ad ora (8 e 12 minuti) che sto scrivendo. Una successiva, 5 minuti dopo, di magnitudo 4, diverse sopra la magnitudo 3.

Ho chiamato qualche amico, velocemente, nelle Marche. Mi ha detto che si è sentita forte, che la gente è scesa subito in strada. Adesso vederemo se ci saranno segnalazioni di crepe e fessurazioni negli edifici.

Dai giornali apprendo che i vigili del fuoco di Ancona segnalano che la clinica privata Villa Igea sta evacuando parzialmente la struttura e che il traffico ferroviario sospeso in via precauzionale nei pressi di Ancona, sulla Linea adriatica, per sospetti danni ai binari e per svolgere verifiche.

Cosa fare durante il terremoto

Mantenete la calma e gestire il panico. Non scappare precipitosamente, ma identificate i luoghi più sicuri. Non perdere tempo a recuperare oggetti di valore.

In un edificio a più piani non precipitarsi verso le scale e non usate l'ascensore. Cercare riparo vicino a un pilastro, nel vano di una porta inserita in un muro portante (quelli più spessi), sotto una trave o sotto un tavolo robusto, lontano dalle librerie e dai pensili.

Aspettare che la scossa finisca prima di allontanarvi dal luogo dove vi trovate.

"Ancora mi gira la testa, me lo avevano detto, fa così, gli effetti restano dentro. Ma è passata. Tutto bene. Tutto bene il cavolo, abito in un edificio degli anni 50, oltre 150 unità immobiliari su 8 piani, abbiamo speso più di un milione e mezzo (in gran parte dello stato) per ridipingerlo, e siamo in una città dove ogni cento anni circa accade un terremoto importante.  No, non va tutto bene. Ci affidiamo troppo al Padre Eterno, al fato, per poi piangere quando il terremoto ci arriva addosso."

E a Marina Centro a Rimini, come su quasi tutta la costa la situazione è questa. Quasi tutti gli edifici sono stati costruiti negli anni 50/60, con telai in calcestruzzo armato che fanno rabbrividire solo al pensiero che debbano resistere a un carico dinamico. Il rinnovo non c'è, bloccato dalla scelta di impedire il cambio di destinazione d'uso e dai vincoli normativi. Siamo circondati da edifici abbandonati perchè o ex piccoli alberghi, quindi non interessanti per investimenti immobiliari o edifici storici, impossibili da ristrutturare.

Non esiste un piano di rinnovo. Abbiamo sperperato come Paese i soldi nei bonus inutili - mobili, monopattini, televisori, facciate - invece di fare un piano di rinnovo obbligatorio del patrimonio immobiliare vulnerabile. Oggi l'abitabilità è un valore senza scadenza, viene data al momento della costruzione. Per un auto va rinnovato periodicamente.

E la colpa è nostra, è mia, è di ognuno di noi che fa finta che i terremoti accadono sempre dove abitano gli altri.

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