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abusi edilizi
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Abuso Edilizio
Ampliamento in sopraelevazione: se modifica l'edificio serve il permesso di costruire
La sopraelevazione di dimensioni significative, che apporta modifiche sostanziali alla costruzione originale, non può rientrare tra gli interventi di manutenzione straordinaria e non può essere considerata pertinenziale all'edificio: senza permesso di costruire la demolizione è inevitabile.
Decreto Salva Casa e gazebi: nessuna retroattività per gli abusi edilizi
Il Decreto Salva Casa (legge 105/2024) introduce una serie di novità in materia di edilizia libera, dando la possibilità di realizzare strutture leggere come tende, pergole e coperture, purché non comportino la creazione di spazi chiusi o variazioni volumetriche significative. La sentenza del TAR Lazio n. 869/2025, sottolinea che le opere di notevole dimensione, come strutture autonome e chiuse, non possono beneficiare delle semplificazioni del decreto, sottolineando che il decreto non costituisce una sanatoria retroattiva valida per tutti gli abusi edilizi passati.
Abusi edilizi senza permesso o SCIA: in zona vincolata si demolisce di default
Per le opere abusive eseguite in assenza di titolo edilizio in aree paesaggisticamente vincolate vige un principio di indifferenza del titolo necessario all'esecuzione di interventi in dette porzioni di territorio, configurandosi legittimo l'esercizio del potere repressivo demolitorio in ogni caso, a prescindere.
La presenza di vincoli può bloccare il condono edilizio
Il condono edilizio è una misura straordinaria che ha contribuito alla regolarizzazione di numerosi abusi edilizi. Esso ha avuto un’evoluzione temporale complessa, fino ad arrivare al terzo condono, il quale ha introdotto criteri più rigorosi rispetto ai precedenti condoni. Tuttavia, con la sentenza del TAR Lazio, si evidenzia come determinati vincoli possano impedire la sanatoria di opere abusive, sottolineando che il rispetto delle normative è essenziale per preservare l’interesse pubblico e la tutela dei luoghi sensibili, pur in presenza di abusi pregressi.
Difformità esecutive pre-1942? Non sono configurabili come abuso edilizio se documentate
Esistono diverse tipologie di lucernari, aperture in copertura che favoriscono l’ingresso di luce naturale e migliorano la ventilazione degli ambienti, contribuendo al risparmio energetico. Ma gli abusi non sono tutti uguali, principalmente se datati precedentemente all’introduzione delle prime disposizioni urbanistiche (L. 1150/42). Un caso giudiziario rappresentativo della possibile regolarizzazione di abuso datato è la sentenza del TAR delle Marche n. 38/2025, la quale illustra come la presenza storica di un’apertura nel solaio, attestata da documentazione fotografica e planimetrie del 1940, abbia portato all’annullamento di un’ordinanza di demolizione, riconoscendo la legittimità di un lucernario preesistente.
Abusi edilizi: anche il semplice possessore dell'immobile è responsabile dell'illecito
In materia di abusi edilizi la mancata individuazione del responsabile materiale non esclude che l'ordine di demolizione possa essere comunque rivolto al proprietario, o al possessore, ovvero detentore dell'immobile abusivo stesso, giacché questi, anche se estraneo all'abuso, rimane comunque il destinatario finale degli effetti del provvedimento.
Pali per antenne: quando è necessaria l'autorizzazione paesaggistica?
I pali telescopici per antenne sono sistemi molto funzionali, realizzati in alluminio, acciaio inox e fibra di vetro. Nonostante ciò potrebbero nascere condizioni in aree soggette a vincoli paesaggistici, dove la distinzione tra nuova costruzione e manutenzione straordinaria potrebbe determinare la necessità di un’autorizzazione paesaggistica. La sentenza del Consiglio di Stato n. 9616/2025 gioca un ruolo cruciale, confermando la legittimità dell’ordinanza comunale che dichiarava abusivo un palo di sostegno per antenne, installato senza le necessarie autorizzazioni.
Abusi edilizi: l'ampliamento con nuova cucina richiede il permesso di costruire
Un ampliamento volumetrico dell'edificio preesistente, attuato attraverso la realizzazione di un nuovo e ulteriore ambiente abitativo adibito a cucina-soggiorno è abusivo in assenza di permesso di costruire in quanto configura una nuova costruzione.
Come il Salva casa diventa uno strumento di risoluzione delle controversie edilizie
Il Decreto Salva Casa (Decreto-legge 69/2024) rappresenta un'importante iniziativa legislativa volta a semplificare le procedure edilizie e a regolarizzare lievi irregolarità nel patrimonio immobiliare esistente. Un caso emblematico di applicazione del Decreto Salva Casa è rappresentato dalla sentenza del Tar del Lazio n. 2729/2025, in cui un'ordinanza di demolizione del Comune di Monterotondo è stata annullata grazie all'intervento normativo.
Nella nozione di responsabile dell'abuso rientra non solo chi ha posto in essere materialmente la violazione contestata ma anche chi ha la disponibilità dell'immobile, per cui sono destinatari dell'ordine di demolizione sia il nuovo proprietario che il responsabile materiale dell'illecito.
Parti comuni e non comuni: le responsabilità condominiali
Le parti comuni di un condominio sono disciplinate dall'art. 1117 del codice civile italiano, includendo spazi e strutture necessarie per l'uso collettivo, come fondazioni, scale e impianti. La questione delle aree non comuni è stata approfondita tramite la sentenza n. 1923/2025 del Tar del Lazio, che chiarisce le responsabilità dell’amministratore condominiale in merito ai provvedimenti amministrativi e alla rimozione di opere abusive.
Abusi edilizi: quando gli infissi in ferro-alluminio sono oggetto di demolizione
I serramenti comprendono porte, finestre, persiane e portoni, e sono fondamentali per l'isolamento termico e acustico, nonché per l'aspetto visivo di un'abitazione. Tuttavia, la questione degli infissi in ferro-alluminio viene approfondita attraverso un caso legale, in cui il Tar Campania ha confermato l'ordinanza di demolizione delle opere edilizie abusive, tra cui tali infissi, evidenziando l'importanza di una valutazione complessiva delle modifiche apportate all’immobile.
Sopraelevazione e cambio d'uso del lastrico solare: occhio agli abusi edilizi
Per realizzare una sopraelevazione con contestuale cambio di destinazione d'uso del lastrico solare occorre il titolo abilitativo adeguato, cioè il permesso di costruire, ed è necessario rispettare le regole sulle distanze tra costruzioni, da calcolare considerando le modifiche apportate, incluse tettoie, muri sopraelevati e terrazzi.
Trasformazione del sottotetto in superficie abitabile: niente SCIA, serve il permesso
Un intervento edilizio concernente la trasformazione del sottotetto in superficie abitabile con l'abbassamento del solaio intermedio, demolizione e sostituzione della falda inclinata a coppi con l'attuale solaio piano, non può essere assentito con SCIA ma necessita del permesso di costruire, in quanto integra un aumento di superficie utile abitabile con modifica della sagoma e dei prospetti dell'immobile.
L’ordine di demolizione è reso inefficace dalla sanatoria?
L'emanazione di ordinanze di demolizione per opere abusive è uno degli strumenti fondamentali per la tutela del territorio e il ripristino della legalità in ambito urbanistico. Con la sentenza del Consiglio di Stato n. 526/2025 si chiarisce il principio secondo cui la presentazione di una domanda di sanatoria non incide sugli effetti dell'ordinanza di demolizione, confermando così la necessità di un approccio equilibrato nella gestione delle opere abusive.
Il parere della Commissione edilizia è obbligatorio per il condono edilizio?
Il condono edilizio si presenta come una procedura volta alla regolarizzazione di edifici costruiti senza autorizzazione, permettendo di sanare irregolarità attraverso il pagamento di un'oblazione. Un caso esemplificativo è rappresentato dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 954/2025, che ha affrontato un ricorso avverso il diniego di condono per il superamento dei limiti volumetrici, stabilendo che il parere della Commissione edilizia non è obbligatorio per il condono.
Abusi edilizi con false autorizzazioni in zona sismica: tutti i responsabili
La Cassazione, in una recente sentenza, ricorda che sono responsabili per gli abusi edilizi realizzati in zona sismica tutti i soggetti - committente, proprietario, titolare della concessione edilizia, direttore dei lavori, esecutore dei lavori - che hanno violato gli obblighi imposti dall'articolo 95 del Testo Unico Edilizia.
Lavori di sopraelevazione: quando scatta l'abuso edilizio
Se si è ottenuto un permesso di costruire per dei lavori di sopraeleveazione di due piani del piano rialzato e si eseguono, oltre alle divisioni interne, alle aperture e ai balconi difformi, anche tre unità abitative in più rispetto a quelle autorizzate (una per piano), si è in totale difformità dal titolo abilitativo e quindi scatta l'abuso edilizio con conseguente demolizione.
Lastrico solare in sopraelevazione: serve il permesso anche in preesistenza del solaio
La trasformazione materiale e funzionale di un lastrico solare in terrazza deve essere necessariamente subordinata a permesso di costruire, in quanto comporta un incremento rilevante della superficie utile residenziale, ossia una proiezione verso l'esterno dello spazio abitativo fruibile (in termine di affaccio e sosta), sia pure in via accessoria.
Quando si può procedere con l’acquisizione gratuita degli immobili abusivi
L’acquisizione gratuita degli immobili abusivi da parte dei Comuni, come previsto dall’art. 31 del DPR 380/2001 consente ai comuni di acquisire senza corrispettivo gli immobili che non siano stati demoliti e ripristinati dal proprietario entro novanta giorni dall’ingiunzione. La sentenza del Tar Campania n. 7452/2024 rappresenta un punto importante in questo contesto, confermando la legittimità dell’acquisizione gratuita di un immobile abusivo da parte del Comune.
Abusi edilizi: quando l'acquisizione al patrimonio comunale è illegittima
L'atto di acquisizione al patrimonio comunale dell'immobile a seguito di inottemperanza all'ordine di demolizione deve individuare il bene oggetto di acquisizione e la relativa area di sedime, nonché l'eventuale area ulteriore, nei limiti del decuplo della superficie abusiva, la cui ulteriore acquisizione deve essere specificamente motivata con riferimento alle norme urbanistiche vigenti. Se tutto questo manca, l'acquisizione è illegittima
Sanatoria parziale e Decreto Salva Casa: quando l'abuso edilizio autonomo si può regolarizzare
La sanatoria parziale è prevista dall'articolo 36-bis del Testo Unico Edilizia, introdotto dal Decreto Salva Casa, ma era già possibile in precedenza, per opere autonome e scindibili dal resto dell'immobile, purché non vi sia un legame inestricabile con le altre parti. Devono cioè esserci elementi che consentano di separare le parti sanabili da quelle non sanabili.
Serve il permesso di costruire per una casa mobile? Se sì, quando?
Le case mobili, abitazioni prefabbricate e trasportabili, sono spesso utilizzate specialmente come seconde case o residenze stabili in contesti rurali. La sentenza del Tar del Lazio n. 17860/2024 chiarisce che l'uso permanente di una casa mobile giustifica l’obbligo di autorizzazione edilizia, quindi anche le strutture temporanee sono soggette ad autorizzazione preventiva.
Il miglioramento della servitù di passaggio: abuso se realizzato senza permesso di costruire
La servitù di passaggio è un diritto legale che consente al proprietario di un terreno di accedere in modo regolamentato al proprio fondo attraverso un terreno limitrofo, qualora la proprietà sia interclusa e non abbia possibilità di accesso diretto alla rete viabile. Recenti sentenze, come quella del TAR del Lazio n. 16484/2024, chiariscono che anche in presenza di una servitù preesistente, è necessario rispettare le normative edilizie, in quanto opere abusive possono comportare l’ordinanza di demolizione da parte delle autorità competenti.
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