I dispositivi di prevenzione da utilizzare per lavorare in quota in totale sicurezza

SICURPAL SRL 06/11/2018 2632

DPC e DPI: i dispositivi di protezione collettiva e i dispositivi di protezione individuali

Quando il lavoro in quota non può essere eseguito in condizioni di sicurezza adeguate, devono essere selezionate soluzioni tali da consentire lo svolgimento delle attività in sicurezza, prediligendo soluzioni di protezione collettiva (DPC) su quelle individuali (DPI).
Il riferimento normativo italiano è il D.Lgs. 81/08, che agli articoli 75 e 111, rimarca la priorità di scelta per le misure di protezione collettiva rispetto a quelle individuali. Quando i DPC non possono essere utilizzati, sarà necessario considerare l’utilizzo di DPI.

Questo implica la necessità di una valutazione che cerchi di ridurre il più possibile i rischi, considerando le possibili modalità di caduta e l’utilizzo di appositi DPI, per i quali si richiede formazione personale periodica.

Elementi del sistema anticaduta e dei DPI

In generale, il sistema anticaduta è composto dai seguenti elementi:

  1. L’ancoraggio, composto da:
    • un punto di ancoraggio, norma EN 795 (linee vita, ancoraggi singoli, ancoraggi removibili, binario)
;
  2. Il collegamento, composto da
    • un connettore, norma EN 362;
    • un elemento di collegamento contenete, se necessario, un dissipatore di energia, norme EN 360/EN 358/EN 355/EN 354/EN 353-1/EN 353-2
;
    • un altro connettore
.
  3. La presa del corpo, composta da
:
    • un’ imbracatura, norma EN 361.

I DPI da utilizzare vanno divisi in base alla loro primaria funzione, di posizionamento o protezione dalle cadute dall’alto.

schema_dpi-sicurpal.jpg

Fonte: Guida ai lavori in quota, di Lucio Fattori e Francesco Marcandelli, EPC Editore, 2014

Cordini
, i collegamenti tra punti di ancoraggio e imbracatura

I DPI necessari come collegamento tra Punti di Ancoraggio e Imbracatura si possono dividere in due grandi gruppi:

  • dispositivi che prevengono la caduta;
  • dispositivi che entrano in funzione dopo la caduta

I cordini che prevengono la caduta dell'operatore, obbligando a lavorare in trattenuta e/o posizionamento, sono cordini fissi con dissipatore di energia, e la loro lunghezza deve essere predefinita prima di svolgere la lavorazione, per massimo 1,5 m, certificati secondo la norma (EN 364).

Chi deve regolare il dispositivo per raggiungere il punto di lavoro, rimanendo sempre in trattenuta, necessiterà di cordini con lunghezze fino a 20 m ma con dispositivo di regolazione meccanica. Questi prodotti sono certificati secondo la norma (EN 368).

Chi infine necessita di massima libertà di lavoro ed essere trattenuto dopo la caduta (situazione peggiore e con rischio più elevato), dovrà utilizzare cordini rigidi o elasticizzati (quest'ultimi sono prodotti identificati rigidi ma con fettuccia elasticizzata che garantisce maggiore comodità di utilizzo), di lunghezza massima 1,5 m a cui viene abbinato un dissipatore certificato secondo la norma (EN 355). La lunghezza massima di questo cordino deve essere di massimo 2 m considerando anche i moschettoni di aggancio dello stesso.

Tipologie di imbracature

Ne esistono di differenti tipologie, e la distinzione è presente anche a livello normativo:

  • imbracature anticaduta norma EN 361;
  • cintura per il posizionamento norma EN 358;
  • cintura con cosciali per la sospensione norma EN 813.

Le imbracature debbono essere conformi a una o più norme sopra citate e inoltre, per essere considerate anticaduta, dovranno essere sempre conformi alla norma EN 361.

dpi-sicurpal01.jpg

Altri sistemi di protezione

In seguito alla valutazione del rischi dell’area di lavoro, il datore di lavoro deve fornire al lavoratore tutti i DPI necessari, tra i quali: scarpe di sicurezza, elmetti di protezione, guanti e otoprotettori.

>>> maggiori informazioni su www.sicurpal.it