La Bulloneria Strutturale protagonista delle nuove normative sull'acciaio: approfondimento nel 2 quaderno CTA

Il secondo Quaderno Tecnico del CTA è dedicato a tutta la normativa e responsabilità relative alla Bulloneria Strutturale

quaderno-2-acciaio-cta-2019.jpgLa Bulloneria Strutturale è oggetto ormai da qualche tempo di una profonda e qualificata revisione normativa in ambito europeo, che ne ha “rivoluzionato” la filosofia non solo dal punto di vista del produttore (caratteristiche dei materiali, produzione, controllo di qualità, modalità di fornitura) o dell’utilizzatore acquisto, conservazione, montaggio, controllo), ma anche del progettista, al quale mette ora a disposizione, con gli Eurocodici, precise e articolate procedure di calcolo. E tutti gli attori del processo - costruttore, utilizzatore, progettista – si devono confrontare anche con la norma EN 1090-2 di esecuzione delle strutture di acciaio, via via revisionata e ormai indicata dalle NTC2018 come la norma con la quale realizzare le strutture in acciaio, nella quale trovano spazio i collegamenti strutturali e la bulloneria in particolare. 

A fronte delle novità proposte, ma soprattutto per la “nuova filosofia” introdotta dalla normativa (e forse proprio per questa), si è dovuto registrare una risposta piuttosto lenta e a volte disordinata, da parte dei destinatari che devono applicare e realizzare il cambiamento. Alla base della normativa europea - sostanzialmente recepita anche in Italia dalle NTC - c’è una forte riqualificazione del componente bullone, direi a 360°, che restituisce la dovuta “dignità” a un componente strutturale considerato sino ad ora un po' di serie B. 

Il fabbricante di bulloneria, per essere autorizzato a marcarla CE, deve ora produrre nel rispetto di rigorosi criteri qualitativi, che coinvolgono in particolare materiali, standard produttivo, tracciabilità dei lotti.
Il bullone dovrà essere testato secondo procedure regolamentate dalla norma, per ricavarne le caratteristiche di serraggio, completo di dado e rondelle. Deve quindi essere consegnato all’utilizzatore o già assiemato, se in classe K2, oppure con dado e rondelle imballati a parte ma comunque provenienti da un unico lotto esteso se in classe K1.
L’acquirente ha così a disposizione un prodotto di qualità che, proprio perché tale, dovrà trattare e conservare con cura. Lo deve montare come un “assieme unico”, proveniente da un ben preciso lotto esteso rintracciabile, non più quindi come il generico assiemaggio di vite, dado e rondella di varia e spesso sconosciuta provenienza.

E il progettista? La norma lo “solleva” dalla responsabilità di calcolare o comunque di decidere la coppia di serraggio da applicare in fase di montaggio senza però averne sotto controllo tutte le variabili. È già stata ottenuta a monte dal produttore, che dichiara sull’imballo del prodotto il coefficiente k e la coppia stessa. 

Questo Quaderno tecnico fa parte della nuova serie realizzata dal CTA - Collegio dei Tecnici dell’Acciaio, come supplemento della rivista Costruzioni Metalliche, ed ha lo scopo di fornire un insieme coordinato di informazioni aggiornate ai tecnici e ai progettisti che operano nel campo della costruzione metallica, anche quelle non strettamente legate alla progettazione, analizzando il tema “bullone” nei suoi diversi aspetti, dalla normativa alla fabbricazione, dalla fornitura al montaggio. 

Dell’attuale normativa vengono analizzati i punti qualificanti e le problematiche che ha inteso chiarire, ma anche i dubbi e le critiche che ne accompagnano l’applicazione.

L'Autore del Quaderno Tecnico è 

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