Sistemi radianti con pavimentazioni sottili: resine, cementi e microcementi

É possibile posare un rivestimento in resina su un impianto di riscaldamento e raffrescamento radiante? Quali sono i vantaggi dell’abbinamento tra sistema radiante e rivestimento continuo in resina? Di seguito un articolo di approfondimento dell'Ing. Clara Peretti.

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Pavimentazioni in resina: fonte 123rf.com


Sistemi radianti e rivestimenti sottili a pavimento

Di norma su un impianto di riscaldamento e raffrescamento radiante è possibile posare qualsiasi tipo di pavimentazione, sia su sistemi tradizionali che sui sistemi per le riqualificazioni nei quali, ad esempio, sono impiegate lastre fresate in gessofibra. Tale affermazione risulta valida anche per i rivestimenti resinosi, che presentano diversi vantaggi quando abbinati ai sistemi radianti sia in riscaldamento che in raffrescamento. Il primo vantaggio è relativo alla resistenza termica dei prodotti, legata anche al loro spessore: le resine infatti sono materiali ad elevata conducibilità termica e a ridotto spessore (qualche millimetro). Di seguito un articolo di approfondimento.

Le differenze tra un pavimento in resina, cemento e microcemento

Anche se talvolta l’aspetto estetico può risultare somigliante, ci sono notevoli differenze tra i pavimenti in resina, cemento e microcemento. 

I pavimenti in cemento industriale hanno spessore più elevato e richiedono delle giunture che limitino la possibilità che si verifichino lesioni. I colori più comuni sono grigio, rosso, verde. 

In questa soluzione possono presentarsi microlesioni. E dato che per effettuare la posa in opera vengono utilizzati dei mezzi meccanici, nei punti più difficili da raggiungere, come ad esempio gli angoli, la superficie può non risultare completamente uniforme.

I pavimenti in cemento spatolato, come indica il nome sono realizzati mediante l’uso di una spatola. Sono caratterizzati da un’elevata resistenza alle microlesioni, dovuta alle fibre di vetro che si trovano, senza essere visibili, nello strato superficiale.

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I pavimenti in microcemento sono caratterizzati da uno spessore ridotto. Sono costituiti da un sistema in cemento bicomponente con un diverso modulo elastico. La particolarità di questa pavimentazione è il rapporto durezza/elasticità, grazie al quale assicura un’elevata resistenza agli urti.

I pavimenti in resina comprendono molteplici tipologie e solitamente sono composti da resine autolivellanti a colata. Questo tipo di pavimento ha un aspetto più plastico e uniforme, e il suo spessore medio, estremamente contenuto, permette di non dover intervenire su altri elementi come porte e balconi che si trovano in prossimità. Inoltre si contraddistingue per un’alta conducibilità termica che consente di abbinarlo in modo ottimale a sistemi radianti a pavimento, oltre che per un’eccellente resistenza all’usura e una notevole impermeabilità.

Caratteristiche prestazionali dei pavimenti in resina e normativa di riferimento

Le pavimentazioni in resina, oltre alle caratteristiche richieste a tutte le pavimentazioni quali la resistenza meccanica e quella all’usura, devono possedere anche resistenza all’aggressione delle sostanze chimiche, facilità di pulizia, impermeabilità, controllo delle polveri e un’elevata qualità estetica e architettonica.

I pavimenti in resina sono costituiti da un supporto la cui superficie può essere o impregnata o ricoperta da uno specifico strato resinoso per ottenere particolari prestazioni funzionali.

Le resine sintetiche impiegate nella realizzazione dei rivestimenti resinosi, distinte in base alla sigla e alla loro costituzione, sono essenzialmente le seguenti: 

  • EP, resina epossidica, termoindurente per poliaddizione;
  • PUR, poliuretano, termoindurente per poliaddizione;
  • MMA, polimetilmetacrilato, termoplastico per polimerizzazione. 

Esistono anche altri sistemi resinosi impiegati nelle pavimentazioni, che utilizzano sia leganti termoindurenti che termoplastici, eventualmente combinati con legante idraulico.

Normativa di riferimento per i rivestimenti resinosi

Le norme di riferimento sul tema dei rivestimenti resinosi sono le seguenti:

  • UNI 8297: stabilisce le definizioni tecniche che descrivono le pavimentazioni in resina
  • UNI 8298: descrive le prestazioni dei pavimenti resinosi
  • UNI 8636: descrizione dei requisiti che un pavimento in resina deve avere
  • UNI 10966: contiene le indicazioni per progettare e realizzare le pavimentazioni in resina.

Sono di seguito elencati i riferimenti normativi sui rivestimenti resinosi aggiornati ad agosto 2019.

UNI 8297:2004 Rivestimenti resinosi per pavimentazioni - Terminologia

UNI 8298-1:2000 Rivestimenti resinosi per pavimentazioni - Determinazione dell'adesione del rivestimento al supporto

UNI 8298-2:2007 Rivestimenti resinosi per pavimentazioni - Parte 2: Determinazione della resistenza al punzonamento dinamico

UNI 8298-3:2007 Rivestimenti resinosi per pavimentazioni - Parte 3: Determinazione della resistenza al punzonamento statico

UNI 8298-4:2007 Rivestimenti resinosi per pavimentazioni - Parte 4: Determinazione della resistenza agli agenti chimici

UNI 8298-5:2007 Rivestimenti resinosi per pavimentazioni - Parte 5: Determinazione del comportamento all'acqua

UNI 8298-6:2007 Rivestimenti resinosi per pavimentazioni - Parte 6: Determinazione della resistenza all'invecchiamento termico in aria

UNI 8298-8:1986 Edilizia. Rivestimenti resinosi per pavimentazioni. Determinazione della resistenza alla pressione idrostatica inversa.  

UNI 8298-9:2007 Rivestimenti resinosi per pavimentazioni - Parte 9: Determinazione della resistenza all'abrasione

UNI 8298-10:2007 Rivestimenti resinosi per pavimentazioni - Parte 10: Determinazione della resistenza elettrica

UNI 8298-12:2007 Rivestimenti resinosi per pavimentazioni - Parte 12: Determinazione dello spessore

UNI 8298-14:2007 Rivestimenti resinosi per pavimentazioni - Parte 14: Determinazione della lavabilità e della resistenza al lavaggio

UNI 8298-16:2007 Rivestimenti resinosi per pavimentazioni - Parte 16: Determinazione del coefficiente di attrito

UNI 8636:2007 Rivestimenti resinosi per pavimentazioni - Significatività delle caratteristiche

UNI 10966:2007 Rivestimenti resinosi per pavimentazioni - Istruzioni per la progettazione e l'esecuzione

La norma UNI 8297:2004 dal titolo Rivestimenti resinosi per pavimentazioni - Terminologia stabilisce le definizioni relative ai rivestimenti resinosi che vengono impiegati per il trattamento dei supporti o che costituiscono lo strato di rivestimento delle pavimentazioni resinose.

Nella norma i rivestimenti resinosi sono così classificati a seconda del tipo di applicazione:

  • Rivestimenti incorporati
  • Rivestimenti riportati.

I rivestimenti incorporati sono ottenuti tramite l’impregnazione dello strato superficiale del supporto mediante sistemi resinosi aventi la capacità di penetrare attraverso le porosità e di fissarsi in esse. 

I rivestimenti riportati si suddividono in:

  • Rivestimenti con pellicola
  • Rivestimenti con pellicola a spessore
  • Rivestimenti autolivellanti
  • Rivestimenti multistrato
  • Rivestimenti di malta resinosa.
Leggi anche: Rivestimenti Resinosi Continui: Classificazione e Definizione dei Sistemi

I vantaggi dell'abbinamento sistemi radianti e rivestimenti continui in resina

Il primo vantaggio dell’abbinamento tra radiante e resina è relativo alla resistenza termica dei prodotti, legata anche al loro spessore: le resine infatti sono materiali ad elevata conducibilità termica e a ridotto spessore (qualche millimetro). Questi due aspetti concorrono al raggiungimento di una bassissima resistenza termica del rivestimento che si traduce in: risparmio energetico (è possibile utilizzare una temperatura di mandata più bassa se confrontata con altri rivestimenti) e bassissima inerzia ovvero rapidità massima di riscaldamento e raffrescamento.

Nelle simulazioni rappresentate in figura vengono messe a confronto le prestazioni di tre sistemi identici a meno della finitura superficiale. Nel caso a sinistra la piastrella da 1 cm ha conducibilità 1 W/(mK), nel caso al centro la resina da 3 mm ha conducibilità 0.58 W/mK (resina bicomponente), nella simulazione a destra il microcemento ha spessore 2 mm e conducibilità 1.2 W/mK.

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Nei tre casi illustrati in figura sono state simulate le prestazioni di un sistema radiante a pavimento con tubazione annegata nel massetto appoggiata su isolante liscio.

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>>> CONTINUA LA LETTURA NEL PDF in ALLEGATO

L'articolo prosegue con un esempio di applicazione di sistema radiante a pavimento in abbinamento a un rivestimento in resina


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