Standard BIM, il mondo dopo la ISO 19650

NON SOLO BIM:

il sistema di normazione nel mondo

Con l’uscita della ISO 19650 (parti 1 e 2) sul finire del 2018 si stanno piano piano delineando i nuovi scenari normativi a livello internazionale, comunitario e dei singoli stati.

Giusto per chiarezza espositiva facciamo un veloce richiamo sulle tipologie di norme nel mondo, in base al soggetto che le ha elaborate:

  • Le norme internazionali,  sono elaborate e pubblicate dall’ISO (International Organization for Standardization), possono essere adottate a livello nazionale da ogni stato membro in modo volontario. In Italia sono riconoscibili dagli acronimi UNI ISO;
  • Le norme europee, che sono elaborate dal CEN (European Committee for Standardization) nelle tre lingue riconosciute, inglese, francese e tedesco. Ogni stato membro è obbligato a recepirle e ritirare le norme in vigore, tipicamente nazionali, ad esse in contrasto. Ad esempio, si riconoscono come UNI EN;
  • Le norme nazionali sono elaborate dall’ente nazionale riconosciuto. In Italia sono deputati a scrivere norme l’UNI, ed i relativi Enti Federati, e il CEI. Esse hanno valore sul territorio nazionale e sono scritte nella lingua madre di ogni paese.

Grazie ad accordi di riconoscimento tra ISO e CEN, è possibile attivare il Vienna Agreement che permette di fare una pubblicazione congiunta di una norma sia a livello europeo sia a livello internazionale. In questo caso la sigla per l’Italia sarebbe UNI EN ISO. Inoltre, UNI ha deciso di rendere più fruibile le norme traducendo quelle principali in italiano.

Al contempo, sono state tradotte in inglese le norme nazionali italiane che sono presentate per lavori europei e internazionali.

schema-normativo-internazionale-iso-cen-uni-01.jpgFigura 1 - Schema applicativo degli Standard nel mondo

 

Con il termine “norme tecniche” spesso si intende individuare qualsiasi forma di pubblicazione normativa in vigore nel sistema mondiale della normazione.

In Italia, nel settore delle costruzioni, è d'uso intendere con il termine Norme Tecniche le "Norme Tecniche per le Costruzioni", pubblicate tramite decreto interministeriale attraverso che un percorso istituzionale completamente diverso da quello che viere ripreso dal presente articolo.

Tra queste è necessario suddividerle in norme tecniche (UNI; BS; DIN), specifiche tecniche (CEN/TS o ISO/TS) e rapporti tecnici (ISO/TR o UNI/TR), siano essi di origine nazionali o adozione di analoghi documenti normativi di emanazione europea (CEN) o internazionale (ISO).

Inoltre, anche se non classificabile come norma tecnica, esistono le prescrizioni tecniche generali, o Public Available Specification (es. ISO-PAS o UNI/PdR) .

Le norme si indicano attraverso l’ente di normazione che l’ha emessa (e che la recepisce o l’adotta), il numero, la parte (preceduta da “-“) se prevista, l’anno di emissione (preceduto da “:”), il titolo della norma, composto da una parte principale ed eventualmente da un sottotitolo della parte in esteso:

UNI EN ISO 19650–1: 2020 – Organization and digitization of information about building and civil engineering works. Including Building Information Modeling (BIM) – Information Management using Building Information Modelling – Part 1: Concept and principles.

Le norme sono scritte a cura di operatori, esperti, ricercatori e stakeholder in genere, pubblici e privati, che rappresentano coloro i quali utilizzeranno le norme stesse e/o ne beneficeranno degli effetti. Mediante l’ente di normazione nazionale, tutti i soggetti interessati possono partecipare ai lavori normativi, che sono svolti dai Technical Committee (TC o Commissioni UNI/CT), che solitamente sono strutturati  in Sub Commitee (SC o Sottocommissione SC) e/o Working Group (WG o Gruppi di lavoro GL). Questi ultimi hanno compiti prettamente operativi e sono incaricati di redigere i testi delle norme da sottoporre al livello gerarchico superiore.

Per la digitalizzazione del settore costruzioni ed il mondo BIM, ad esempio, avremo ISO/TC 59/SC13/WG13; CEN TC442/WG1-6; UNI TC33/SC05/WG1-8 (più di 100 soggetti iscritti). 

Una norma soddisfa le caratteristiche di consensualità, democraticità, trasparenza e volontarietà.

Quindi in caso di una norma nazionale, i testi, una volta approvati dall’organo tecnico che li ha elaborati, sono sottoposti a due inchieste pubbliche, in modo che tutti i soggetti non facenti parte dell’organo tecnico di elaborazione possano dare il proprio contribuito per il miglioramento della norma e aumentarne la consensualità. In caso di norme non nazionali, le inchieste vengono svolte attraverso gli enti di normazione nazionale.

In tutto il mondo le norme tecniche sono volontarie; hanno applicazione se citate in contratto, se richiamate in una legge (in questo caso con valore di cogenza – pensiamo alle norme armonizzate sotto Regolamento Prodotti da Costruzione) ed, in generale, in caso di contenzioso, se assunte dall’organo giudicante (od i suoi consulenti, CTU), come chiara dimostrazione delle regole dell’arte in uno specifico settore (standard come espressione delle regole comunemente accettate da tutti gli stakeholder di uno specifico servizio, processo o prodotto).

Lo standard, quindi, non è un testo dottrinario od un manuale, ma rappresenta lo stato dell’arte, della prassi e della scienza condivisi, in un dato momento, da tutti i portatori d’interesse, pubblici e privati, rispetto ad uno specifico prodotto, processo o servizio.

Il mercato, i suoi operatori ed utenti/consumatori, è pertanto garantito dalle norme volontarie condivise (UNI, EN, ISO, ecc. – REG UE 1025/2012, Dlgs 223/2017, ecc.), contrariamente da quanto avviene con ogni genere di Linea Guida proprietaria che, ovviamente, avvantaggia solo la parte che la redige, generando extracosti, extra tempi, ecc. a tutti gli operatori che la subiscono e sono costretti ad assoggettarvisi (per ciascun differente committente e Linea Guida conseguente).

I mercati esteri, specie UK (BS) e Germania (DIN) fanno un massiccio uso delle norme, nazionali, come garanzia di qualità del proprio sistema industriale e fenomeno di sviluppo competitivo verso altri mercati. Si pensi al volano generato nel mondo “BIM” UK dalle PAS 1192 (2013), sostenute dall’intero loro sistema paese nel mondo. Con evidente vantaggio per progettisti, imprese e produttori britannici, almeno fino all’adozione delle nuove norme sovrannazionali ISO e CEN.

 


BIM:

la ISO 19650, Information Management using Building Information Modelling

Nel dicembre 2018 viene adottata la ISO 19650, nelle sue parti 1 (Concept and principles) e 2 (Delivery phase of assets), che attraverso il meccanismo di adozione diretta del Vienna Agreement diviene norma europea (EN) e nazionale per ciascun stato membro nel corso del 2019. Per l’Italia UNI EN ISO 10650-1UNI EN ISO 19650-2:2019 (in italiano ed in inglese).

La ISO 19650 possiamo dire che conclude, con la prima norma internazionale di “principio” (sul filone delle ISO 9000-qualità, 14000-ambiente, 55000-gestione asset, 31000-rischio, ecc.) una prima fase, “storica”, del mondo normativo (e non) su BIM e digitalizzazione del settore costruzioni.

Una prima fase molto più orientata agli aspetti informatici, ai suoi albori (ISO STEP 10303-11-21), e poi sempre più rivolta alla gestione informativa ed ai processi, in fine.

Con, in parallelo, la presenza sempre più assidua di specifiche normative nazionali (PAS 1192 - processo, serie UNI 11337 - applicazione, DIN 91392 - CDE, AFNOR PRXPP07-150 – prodotti, ecc.) e un ruolo comunitario di cerniera in vero ancora in divenire o “amministrativo” (CEN/TC442) – adozione norme ISO - ed ora, invece, sempre più presente anche con standard propri (prEN 17412 – Level of Information Need, e prEN 17473 – Smart CE/BIM, ad esempio)

 

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Figura 2 - Quadro generale del sistema normativo volontario internazionale BIM e digitalizzazione costruzioni

 

La ISO 19650, quindi, anche se ultima nata, possiamo dire costituisce oggi la norma “mamma”, o di riferimento per tutte le altre anche già esistenti.

La norma mamma che ha come figlie predilette le ISO 16739-1 (IFC), schema aperto, ISO 29481-1 (IDM), manuale delle consegne, e 12006-2 (IFD), classificazione.

 

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Figura 3 - Mappa del sistema normativo volontario internazionale con l'uscita delle ISO 19650

 

Questa ossatura principale si applica (o dovrebbe essere applicata), tal quale, in tutto il mondo. Ed in particolare, poi, nei paesi del CEN, accompagnata dalle puntuali ulteriori norme comunitarie e, in Italia e Gran Bretagna, anche attraverso i rispettivi allegati (annex) nazionali.

La ISO 19650, difatti, prevede il principio degli allegati nazionali di riferimento per il mercato locale. Principio al momento adottato, appunto, solo da UK e Italia.

Per UK attraverso un annex nella parte 2 (sistema di denominazione file), delle linee guida locali - parte 0 - ed il ritiro della BS 1192 e della BSPAS 1192-2 (i cui principi sono ritenuti assorbiti nel corpo delle ISO 19650 1 e 2).

 

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Figura 4 – BS, schema illustrativo adozione ISO19650 in UK

 

Per l’Italia, invece, anziché un annex nella parte 2 della ISO 19650, visto il corposo status normativo di dettaglio già presente, si è preferito stabilire che l’insieme della UNI 11337, nelle sue varie parti, costituisce allegato nazionale alla ISO stessa. Con il principio di preminenza della norma superiore (19650) su possibili eventuali interferenze o incongruenze nella norma dipendente (11337).

 

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Figura 5 - Premessa nazionale alla versione italiana della ISO 19650

 

La ISO 10650, nei sui caratteri principali (parte 1), mantiene l’impostazione ed i concetti ormai andatisi a consolidare negli anni in tutto il mondo “BIM”: Capitolato informativo (CI - EIR, diventato Exchange Information Requirement anzichè Employer), piano di Gestione Informativa (pGI – Bim Execution Plan, nella parte 2), ecc.

In particolare, definisce inoltre:

  • come “Appointing” il soggetto proponente (non più Employer) ed “Appointed” il soggetto incaricato;
  • che gli ambienti di condivisione dei dati (ACDat – CDE Common Data Environment) sono almeno 2, di commessa del committente/proponete-appointing (da approntare già in fase di gara) e diffuso, degli incaricati-appointed (smentendo il concetto fantasioso di CDE unico ad accesso libero e indiscriminato da parte del committente, mai previsto nemmeno nelle PAS 1192);

 

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Figura 6 - ACDat di commessa e ACDat distribuito

 

  • il superamento dei LOD attraverso i Level Of Information Need, privi di scala predeterminata (100, 200 …; 1, 2, 3 … ; A, B, C…) e con introduzione del concetto di Documento (DOC) accanto alle geometrie LOG e informazioni alfanumeriche LOI;

   

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Figura 7 - Level Of Information Need / LOD

 

  • la struttura informativa dell’intero processo delle costruzioni, dallo sviluppo (capex), alla gestione (opex), in un unico schema complessivo ed introducendo i Project Information Requirements (PIR) ai flussi originari delle PAS 1192 2 e 3;

 

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Figura 8 - Processo informativo della ISO 19650

 


La UNI 11337:2017 dopo ISO 19650

In Italia, come abbiamo detto, si applica la UNI EN ISO 19650:2019 parti 1 e 2 (tradotta in italiano) attraverso la 11337 (20015-2017-2018) nelle sue parti attualmente pubblicate: 1, 3, 4, 5, 6, 7. A dicembre 2019 è stata inoltre pubblicata la prassi di riferimento per la definizione del Sistema di Gestione Informativo delle organizzazioni (UNI/PdR 74:2019).

  • UNI 11337-1:2017 Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni - Parte 1: Modelli, elaborati e oggetti informativi per prodotti e processi
  • UNI/TS 11337-3:2015 Edilizia e opere di ingegneria civile - Criteri di codificazione di opere e prodotti da costruzione, attività e risorse - Parte 3: Modelli di raccolta, organizzazione e archiviazione dell'informazione tecnica per i prodotti da costruzione
  • UNI 11337-4:2017 Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni - Parte 4: Evoluzione e sviluppo informativo di modelli, elaborati e oggetti
  • UNI 11337-5:2017 Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni - Parte 5: Flussi informativi nei processi digitalizzati
  • UNI/TR 11337-6:2017 Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni - Parte 6: Linea guida per la redazione del capitolato informativo
  • UNI 11337-7:2018 Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni - Parte 7: Requisiti di conoscenza, abilità e competenza delle figure coinvolte nella gestione e nella modellazione informativa

In vista della 19650 l’originario gruppo di lavoro, UNI/CT 033/GL05, è divenuto una sottocommissione UNI/TC033/SC05 e sono stati istituiti 8 nuovi Gruppi di lavoro a cui sono state affidate le varie parti della UNI 11337 (mentre la parta 1 - generale - resta in capo alla sottocommissione):

 

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Figura 9 - Nuova sottocommissione e gruppi di lavoro UNI 11337

 

L’idea è quella di riorganizzare gradualmente l’intero parco normativo nazionale in considerazione dell’ISO 19650 ma, più che per questa, per le evoluzioni nel frattempo intercorse, dal 2015-2017, nella prassi e, ovviamente, nella tecnologia (semantica, block-chain, ecc.).

L’ossatura delle norme italiane, molto applicativa, è difatti perfettamente compatibile con la struttura della 19650, che presenta essenzialmente linee d’indirizzo, seppure la sua adozione conforti nella decisione di una graduale rivisitazione complessiva. Sempre con l’intento di normare a livello nazionale come base di discussione per i livelli comunitario (CEN) ed internazionale (ISO).

Le innovazioni più importanti riguarderanno:

  • l’introduzione dei Level of Information Need (LoIN) anziché i LOD, ex parte 4, che sarà rivista in considerazione, anche, della norma europea in via di definizione, a guida italiana (UNI, Marzia Bolpagni), prEN 17412, considerando che, per favorirne l’applicabilità negli appalti pubblici (in aiuto ai RUP), verrà comunque prevista una scala di riferimento secondo le indicazioni superiori derivanti dal Codice dei Contratti e dal futuro Regolamento;
  • la definizione degli attributi informativi degli oggetti digitali e soprattutto dei prodotti, ex parte 3, che sarà rivista in considerazione, anche, della norma europea in via di definizione, prEN 17473, a guida francese, ma con struttura dati identica a quella italiana vigente dal 2015: marcatura CE, norma di prodotto, allegato ZA, ecc.;

 

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Figura 10 - Schema della prEN17473 in linea con la UNI 11337-3:2015

 

  • una più dettagliata definizione dell’ACDat/CDE, ex parte 5, secondo lo schema confermato dalla19650, ed in parallelo allo sviluppo delle “piattaforme” digitali, di organizzazione e nazionali, ex parte 1 (concetto fino a poco tempo fa tutto italiano e che oggi vede invece anche l’Europa attiva verso una piattaforma digitale delle costruzioni comunitaria: DigiPLACE -H2020, Politecnico di Milano, Ferdecostruzioni-ANCE, MIT, UNI, ecc.);

 

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Figura 11 – DigiPLACE, piattaforma digitale europea delle costruzioni

 

  • il completamento del flusso informativo ora definito solo nel Capitolato CI, ex parte 6, con la definizione applicativa di OIR, PIR, PIM, ecc.; 

 

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Figura 12 - Manuale di Gestione Informativa Organization Information HandBook

 

  • la scrittura delle parti già previste ma ancora mancanti: 2 - classificazione, 8 - flussi di lavoro, 9 – fase di esercizio, 10 – verifica automatizzata, 11 – sicurezza dei dati, block-chain.

 

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Figura 13 - UNI 11337 parte 10, verifica automatizzata dei modelli

 

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Figura 14 - UNI 11337 parte 11, block-chain

 

 

Il tutto in attesa:

  • della parte 12 riguardante la qualificazione delle organizzazioni, una volta valutato l’impatto sul mercato della neo nata UNI/PdR 74:2019 (3 anni);

 

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Figura 15 - PdR 74/2019

 

  • del percorso (politico-amministrativo) in atto per portare l’attuale parte 7 (Angelo Ciribini), qualificazione delle figure, sui tavoli europei per la scrittura di una norma CEN che renda definitivamente organica la materia dei ruoli e delle competenze e responsabilità;
  • del percorso (politico-amministrativo) in atto per l’apertura di una norma europea in materia di BIM e digitale per il restauro e gli edifici vincolati.

 

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Figura 16 - Flusso informativo per la modellazione degli immobili vincolati ed il restauro