Cresce dal 7 al 10% il numero di immobili con elevate prestazioni energetiche

Dal Rapporto annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici presentato questa mattina (24 settembre 2020) da ENEA in collaborazione col CTI emerge un quadro positivo che vede l'incremento di edifici con elevate prestazioni energetiche soprattutto grazie alle nuove costruzioni e alle ristrutturazioni importanti. Manca ancora molto però perche oltre il 60% del parco immobiliare italiano si trova nelle classi energetiche meno efficienti (F-G). Il dato nasce dall'analisi di ca 4.500.000  Attestati di Prestazione Energetica rergistrati nel quadriennio 2015 2019.

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On line il Rapporto 2020 sulla Certificazione Energetica degli Edifici 

Aumentano gli edifici ad elevate prestazioni energetiche, che passano da circa il 7% al 10% del totale nel periodo 2016-2019, grazie al contributo di ristrutturazioni importanti e di nuove costruzioni.

È quanto emerge dal Rapporto annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici, risultato della collaborazione tra ENEA e CTI (Comitato Termotecnico Italiano), presentato il 24 settembre nel corso del webinar, al quale hanno preso parte, tra gli altri, Federico Testa, presidente dell’ENEA, Cesare Boffa, presidente del CTI e Anita Pili, membro del Coordinamento della Commissione Energia della Conferenza delle Regioni, nonché assessore all’Industria della Regione Autonoma della Sardegna.  

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4.500.000 gli APE su cui si basa il Rapporto

Il rapporto è basato su dati raccolti attraverso il SIAPE (Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica) e su quelli forniti dalle singole Regioni e Province Autonome nel periodo 2016-2019, facendo riferimento a un campione di circa 4.500.000 APE per le analisi generali (e di quasi 2.000.000 di APE per le analisi di dettaglio), di cui l’85% riguardanti immobili residenziali e il 15% agli immobili non residenziali.

Che cos'è il SIAPE

Il Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (SIAPE) raccoglie e centralizza in un'unica banca dati gli Attestati di Prestazione Energetica (APE) di edifici e unità immobiliari presenti nei Catasti di Regioni e Province autonome (attualmente 15 su potenziali 21). Il SIAPE è stato realizzato ed è gestito da ENEA. Il sistema è stato istituito dal decreto Linee Guida 2015 e a novembre prossimo uscirà la nuova interfaccia. >> Scopri di più sul SIAPE

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Le destinazione d'uso: oltre il 60% degli immobili residenziali in classe F-G. Meglio il settore del non residenziale che registra il 50% nelle classi intermedie

Per il settore residenziale dal rapporto emerge come

  • oltre il 60% del parco immobiliare italiano sia nelle classi energetiche meno efficienti (F-G), anche perché costruito principalmente tra il 1945 e il 1972;
  • l’8% degli immobili residenziali appartiene alle classi energetiche più alte (A4-B)
  • le nuove costruzioni rappresentano solo il 3,4% degli APE e di questi più del 90% sono ad elevate prestazioni energetiche (A4-B).

Il settore non residenziale, che come abbiamo detto rappresenta il 15% sul totale degli APE,

  • ricade per oltre il 50% degli attestati nelle classi energetiche intermedie (C-D-E)
  • e per più del 10% in quelle più efficienti (A4-B).

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Le motivazioni dell'APE: il passaggio di proprietà e la locazione quelle principali

Sulla motivazione che ha portato alla redazione dell’APE, dalla slide mostrata durante la presentazione dei dati da parte di Francesca Pagliaro di ENEA, si evince che per l'80% delle volte, questa è legata a passaggi di proprietà e locazioni e per il 5,4% è invece legata a ristrutturazioni importanti e riqualificazioni energetiche degli immobili.

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L'anno di costruzione 

Le valutazioni relative all’anno di costruzione evidenziano che la maggior parte del parco edilizio nazionale risale al periodo tra il 1945 e il 1972, motivando in parte l’elevato numero di immobili nelle classi energetiche peggiori, mentre a partire dal 2006 fino al 2015, si evindenzia un miglioramento delle percentuali di edifici con classi energetiche alte, aumento legato ovviamente all'entra in vigore del D.gs del 2005. Dopo il 2015 invece è possibile vedere che il 75% degli immobili sono in classe superiore alla B.

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Oltre alle analisi riassunte nei precedenti paragrafi il rapporto si arricchisce di numerosi indagini e approfondimenti relativi all’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile EPgl,nren, dell’indice di prestazione energetica globale rinnovabile EPgl,ren, dell’indice di prestazione termica utile per la climatizzazione invernale EPH,nd e delle emissioni di CO2, dove emergono, nel periodo di riferimento, andamenti nella direzione della riduzione dei fabbisogni energetici e dell’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili. 

In conclusione

I risultati ottenuti mostrano un miglioramento delle prestazioni energetiche degli immobili nazionali; rimane tuttavia evidente la necessità di un’accelerazione del processo di riqualificazione degli edifici per raggiungere gli obiettivi al 2050 di un parco edilizio totalmente decarbonizzato.

Occorre sottolineare che l'Attestato di Prestazione Energetica contiene una ricchezza di informazioni estremamente rilevante, a partire dall'etichetta energetica di ogni singolo Immobile, alle sue caratteristiche geometriche ed energetiche e a quelle del contesto.

In tal senso la diffusione dell'APE assume un ruolo cruciale: è necessario, quindi, incrementare la digitalizzazione delle informazioni in esso contenute, la loro raccolta nel SIAPE e nei catasti energetici e soprattutto anche la qualità del dati.

Questo lavoro risulta essere dunque un valido supporto per le politiche energetiche nazionali, sia per monitorare la loro efficacia, che per individuare i settori con maggiore necessità di interventi di riqualificazione energetica.

La seconda parte del Rapporto su normativa e aspetti relativi alla metodologia di trattamento dei dati analizzati

Completano il Rapporto una dettagliata ricostruzione del quadro legislativo e di normazione tecnica di riferimento e la descrizione della metodologia di trattamento dei dati analizzati. Il Rapporto include, inoltre, una serie di prospetti tematici che sintetizzano vari aspetti della gestione della certificazione energetica da parte delle Regioni e Province Autonome.

Vengono quindi messe in luce le specificità delle singole politiche locali e i progressi compiuti nell’uniformare l’applicazione della certificazione energetica a livello nazionale rispetto al periodo antecedente al 2015. Al contempo vengono evidenziali i margini di miglioramento che il sistema può ancora adottare, soprattutto relativamente alla qualità delle informazioni riportate nell’APE e al meccanismo dei controlli degli attestati

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“L’ENEA, anche in veste di Agenzia nazionale per l’efficienza energetica, ha contribuito attivamente all’introduzione della certificazione energetica in Italia”, sottolinea il presidente dell’ENEA Federico Testa. “Inoltre, l’Agenzia lavora costantemente con il Ministero dello Sviluppo Economico e con i principali operatori di settore per pianificare e realizzare politiche volte a una maggior diffusione dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE). Insieme alla possibilità di intraprendere scelte più consapevoli e motivare azioni per la riduzione dei consumi, le informazioni contenute negli attestati, raccolte nei catasti regionali e provinciali che alimentano a loro volta il Sistema Informativo sugli APE (SIAPE), sono fondamentali per analizzare le prestazioni energetiche dell’intero patrimonio edilizio italiano. Inoltre, attraverso innovativi sistemi di misura e contabilizzazione, le potenzialità dell’APE aumentano, restituendo dati sempre più accurati e accessibili ai consumatori. Pertanto, la certificazione energetica si pone come strumento fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi in tema di efficienza energetica e il monitoraggio costante delle informazioni ottenute attraverso gli APE consente di sviluppare una pianificazione strategica in tema di riqualificazione, servizi e politiche energetiche”, aggiunge Testa.  

 Il rapporto, grazie ai periodici aggiornamenti, consentirà a policy e decision maker di avere un solido riferimento per comprendere a fondo come le attività legislative e tecniche in materia di efficienza energetica degli edifici si evolvono nel tempo e influenzano le dinamiche di uno dei mercati più importanti per il sistema Paese”, sottolinea il presidente del CTI Cesare Boffa.

L’efficientamento energetico in edilizia rappresenta sicuramente uno dei cluster di sviluppo più importanti e rappresentativi a livello locale, con le Regioni che, nell’ambito di una cornice di riferimento di respiro europeo e nazionale, rivestono un ruolo determinante in termini di armonizzazione tra le esigenze del centro e quelle della periferia, tra le preminenti necessità di aderenza alle istanze di carattere generale e le singole vocazioni espresse dalle comunità locali”, dichiara Anita Pili, membro del Coordinamento della Commissione Energia della Conferenza delle Regioni, nonché assessore all’Industria della Regione Autonoma della Sardegna.  

Migliorare le prestazioni energetiche degli edifici rappresenta uno dei principali obiettivi per accompagnare la transizione energetica del nostro Paese con significativi benefici economici: gli interventi di riqualificazione energetica, infatti hanno generato negli ultimi 10 anni circa 39 miliardi di euro di investimenti e 270 mila posti di lavoro diretti ogni anno, che arrivano a oltre 400mila considerando anche l’indotto”, sottolinea Ilaria Bertini, direttore del Dipartimento Unità per l’Efficienza Energetica dell’ENEA. “Ora abbiamo a disposizione anche il Superbonus al 110% che persegue due obiettivi principali: rilanciare l’economia attraverso il comparto edilizio e migliorare le prestazioni energetiche del parco immobiliare. Il meccanismo ha ormai tutti i suoi tasselli al posto giusto e tutti i soggetti coinvolti - imprese, istituzioni, istituti di credito e la stessa ENEA - sono già oltre lo start di partenza, senza ritardi o intoppi”, conclude Bertini.

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Le immagini sono tratte dalle slide presentate durante il webinar