G20 Ambiente: l'impegno italiano per un'edilizia sostenibile globale

Il 2021 per l’Italia sarà un anno importante: non solo il nostro Paese sarà organizzatore della Pre-COP 26 a Milano, quindi di tutti gli eventi preparatori che precederanno la Conferenza ONU sul clima che successivamente si svolgerà a Glasgow, ma soprattutto perché si entrerà nel vivo della presidenza italiana del G20, ossia il foro internazionale che riunisce le principali economie del mondo.

Per la prima volta il nostro Paese è alla guida del prestigioso appuntamento internazionale: un anno di incontri ed eventi istituzionali dedicati ai grandi temi dell'Agenda Globale e che culminerà nel Vertice dei leader del G20 in programma dal 30 al 31 ottobre a Roma.

La tutela dell'ambiente e del clima rientrano tra i capisaldi dell'Agenda della presidenza italiana e ciò consentirà di dare un forte impulso alle politiche di lotta al cambiamento climatico e di promozione della transizione ecologica anche supportata dalla finanza sostenibile, temi che vedono al centro il mondo dell'edilizia, dell’immobiliare e più in generale dell’ambiente costruito. 

 

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Economia circolare, finanza verde, resilienza degli ambienti urbani, asset storico-testimoniali: le priorità per il G20 Ambiente

Nel corso dell'anno della presidenza italiana del G20 si svolgeranno numerosi eventi speciali ed incontri istituzionali tra Gruppi di Lavoro e riunioni interministeriali. I Gruppi di Lavoro sono composti da esperti chiamati ad affrontare le tematiche di rispettiva competenza con il compito poi, di riportarle all'attenzione dei Ministri al fine di convergere su obiettivi di sviluppo comuni.

Ingenio ha intervistato Marco Mari, presidente di Green Building Council Italia, l'associazione italiana di riferimento per l'edilizia sostenibile con oltre 300 aziende socie espressione della filiera delle costruzioni e dell'immobiliare. Il presidente è anche componente del Comitato di esperti nato a supporto del G20 Ambiente, guidato da Laura d'Aprile in qualità di Alto Rappresentante del Ministro dell'Ambiente italiano.

Il Gruppo di Lavoro, composto da otto esperti, dovrà affiancare la presidenza del G20 Ambiente avendo cura di sostenere le posizioni negoziali italiane in determinati settori prioritari. Un rilevante impegno che si concluderà il prossimo 22 luglio a Napoli, quando si terrà la riunione finale del G20 Ambiente.

«La proposta Italiana per il G20 Ambiente è molto ambiziosa e si sviluppa su tre macro aree - ha spiegato Mari nell'intervista - il primo è “biodiversità e il capitale naturale”, il secondo “economia circolare, produzione e consumo sostenibile”, infine il terzo è “finanza sostenibile”».

Tra i vari ambiti si affronterà anche il tema dell’ambiente costruito, così come quello dell’edilizia sostenibile considerando non solo le nuove costruzioni ma anche gli asset storico-testimoniali.

«Un focus di particolare interesse che sta emergendo nelle varie riunioni bilaterali in corso è inerente agli impatti delle città - ha precisato il Presidente Mari - tali sistemi complessi sono considerati univocamente un vero e proprio laboratorio di innovazione per quanto attiene ad esempio l’economia circolare e il necessario processo di decarbonizzazione. Una grande attenzione viene posta nella condivisione di esperienze relative a materiali costruttivi, prodotti e processi che permettano sempre migliori prestazioni energetico-ambientali degli edifici e dell’ambiente costruito più in generale».

«L’obiettivo condiviso per le città è in perfetto allineamento con la visione della nostra Associazione. In tale direzione assumono particolare rilevanza gli aspetti inerenti il benessere e la salubrità degli ambienti in cui viviamo, anche come prevenzione della attuale pandemia - ha aggiunto Mari - ma riteniamo che tra i temi più autentici e innovativi che l’Italia potrà portare avanti, risalti quello della rigenerazione e valorizzazione dell’edilizia storico testimoniale. Ogni Paese dei venti coinvolti ha mostrato su tale aspetto un buon interesse all’esperienza italiana. Un possibile obiettivo, tra i tanti rilevanti su cui la task force nazionale è chiamata ad esprimersi, ci auguriamo possa essere costituito proprio da una nuova visione olistica che si faccia carico di coniugare le istanze di Sustainability, proprie della matrice anglosassone, con quelle di Heritage, più legate alla concezione della architettura mediterranea».

«La necessaria riqualificazione energetico-ambientale degli edifici deve comprendere e non dimenticare la cultura - ha conluso Mari - un approccio che veda coniugate le istanze di Heritage & Sustainability nei processi di rigenerazione urbana. In tal senso l’Italia vanta una ottima reputazione e un patrimonio di conoscenze e beni, invidiabile. Rappresentare questa “grande bellezza” e le tante eccellenti competenze delle nostre filiere, crediamo possa costituire una lettura autentica della rigenerazione dell’ambiente costruito, una posizione di leadership a maggior valore di tutti i Partecipanti al G20. Al nostro Paese spetta la presidenza e dunque l’onore e l’onere di guidare una importante riflessione che sappia declinare nuovi obiettivi per uno sviluppo che risponda alle esigenze della persona e in equilibrio con l’ambiente».

L'importanza del valore storico testimoniale degli edifici per un'edilizia sostenibile 

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