Facciate ventilate: la norma UNI 11018 e la sua revisione

Ad oggi l'unico riferimento normativo italiano relativo alle facciate ventilate è la UNI EN 11018 del 2003. Attualmente tale norma è in revisione.

Sulle novità e su alcuni aspetti dell'attuale norma ne parliamo con l'architetto Paolo Valera, Coordinatore del Gruppo di Lavoro n° 24 (UNI/CT 033/GL 24 "Revisione UNI 11018") che stanno analizzando la revisione della norma.

 

UNI 11018: nella revisione si affronteranno tutte le tipologie di lastre di rivestimento

Arch. Valera, lei è il coordinatore del Gruppo di Lavoro n° 24 che si sta occupando della revisione della norma UNI EN 11018, la norma che regola la progettazione, l’esecuzione e la manutenzione delle facciate ventilate. A che punto è la revisione? 

Quali saranno le parti, gli argomenti, oggetto di revisione? Può accennarci qualche novità?

C’è l’intenzione di dividere la nuova normativa in 4 parti, attualmente stiamo lavorando sulla prima parte.

La nuova norma si occuperà di tutte le tipologie di lastre di rivestimento per facciata ventilata.

Inoltre verranno approfonditi aspetti trattati marginalmente o non trattati del tutto dalla 11018 come:

  • a) Sicurezza in caso d’incendio
  • b) Resistenza all’urto
  • c) Resistenza al carico sismico
  • d) Risparmio energetico e ritenzione del calore
  • e) Riutilizzo e riciclabilità.

 

Ad oggi quindi la normativa che regola le facciate ventilate è la norma UNI EN 11018 del 2003. Può descriverci esattamente quali aspetti affronta la norma? Vale per tutte le tipologie di ancoraggi?

La norma riguarda i rivestimenti e i sistemi d’ancoraggio per facciate ventilate a montaggio meccanico, ma per quanto riguarda i rivestimenti si limita a quelli lapidei e ceramici, anche se alcuni principi generali vengono normalmente applicati anche ad altre tipologie di rivestimento.

Affronta i temi della progettazione, dell’esecuzione e della manutenzione.

In merito alla progettazione tratta i temi: Agenti sollecitanti e verifica della resistenza; scelta e progettazione del sistema d’ancoraggio; progettazione termoigrometrica e progettazione della tenuta all’acqua, progettazione delle lastre lapidee e di quelle ceramiche, redazione del progetto esecutivo; esempi degli errori da evitare e gestione dei controlli di qualità.

Per quanto riguarda l’esecuzione si approfondiscono alcuni temi quali: Tecniche di rilievo, i ponteggi, gli imballi i trasporti, il magazzinaggio e i mezzi di movimentazione e sollevamento.

Le istruzioni per la manutenzione riguardano: L’acquisizione dei dati originali di progetto e esecuzione; il repertorio delle cause di degrado e il programma di manutenzione.

 

la norma UNI 11018 e la sua revisione


Nelle facciate ventilate quali sono i possibili sistemi di ancoraggio?

Gli ancoraggi si possano classificare a seconda di diversi aspetti, per esempio dal punto di vista statico abbiamo quattro classiche tipologie:

  • a) L’ancoraggio puntiforme (ormai in disuso)
  • b) L’ancoraggio su montanti
  • c) L’ancoraggio su traversi (soluzione rara)
  • d) L’ancoraggio su montanti e traversi, detto anche a telaio

o dal punto di vista estetico:

  • a) Ancoraggi a vista (Morsetti, rivetti)
  • b) Ancoraggi a scomparsa (Inserti; pioli o morsetti collocati in apposite lavorazioni effettuate sul retro, sulle coste o sulle teste della lastra di rivestimento).

 

Sistema di ancoraggio: quali parametri tenere in considerazione?

Quali sono i parametri da tenere in considerazione nella scelta del tipo di ancoraggio e nel dimensionamento dello stesso?

I parametri sono naturalmente molteplici:

  • Estetico – ancoraggio a vista, ancoraggio a scomparsa

  • Facilità di posa – per esempio in un paese con il costo della mano d’opera molto elevato il progettista sarà disposto ad utilizzare un ancoraggio costoso, purché sia in grado di velocizzare il montaggio

  • I carichi – Peso proprio, vento in pressione e depressione, le azioni sismiche

  • La tessitura dei giunti – per esempio a fughe allineate; fughe verticali disallineate e orizzontali allineate o viceversa

  • L’ampiezza dell’intercapedine

  • Particolari esigenze manutentive – per esempio la previsione di dover smontare spesso le lastre di una determinata zona per poter accedere alla manutenzione degli impianti.

 

Qualche accorgimento da tener conto nella progettazione del sistema di ancoraggio

Nella norma sono contenuti i criteri di scelta del sistema di ancoraggio e le regole utili per la sua progettazione. Può darci qualche esempio di regola utile per la progettazione?

Quali sono per esempio gli accorgimenti per mantenere asciutta l’intercapedine?

Premesso che le facciate ventilate non garantiscono la tenuta all’acqua, in fase progettuale la linea “fuori l’acqua” deve essere prevista in corrispondenza della muratura e degli infissi.

Gli elementi del sistema d’ancoraggio devono essere protetti alla corrosione (acciaio zincato, inox e alluminio) e gli isolanti devano essere idrofobi.

Si deve limitare l’ingresso dell’acqua nell’intercapedine, per esempio tramite un dimensionamento minore possibile dei giunti tra le lastre e conformare la facciata in modo che la poca acqua che si infiltra possa defluire all’esterno, evitando ristagni.

Inoltre un altro aspetto da considerare nella progettazione del sistema d’ancoraggio è quello dell’aggressività atmosferica.

Anche la ventilazione contribuisce a mantenere asciutti gli elementi della facciata, la norma divide le facciate in tre tipologie di ventilazione: Pereti debolmente ventilate, mediamente e fortemente. Riporta anche una formula empirica per il calcolo della ventilazione.

La ventilazione è garantita da una corretta progettazione e istallazione delle griglie al piede e alla sommità delle parete ventilata.

La ventilazione oltre a smaltire l’umidità in eccesso e utile anche ad eliminare il calore generato dall’irraggiamento del rivestimento.

In inverno può essere utile frenare la ventilazione per trattenere parte del calore dovuto all’irraggiamento, questo si può ottenere tramite la chiusura parziale delle griglie di areazione.

 

Sulla manutenzione

La manutenzione. La scelta del sistema di aggancio e più in generale la progettazione di una parete ventilata non può prescindere dalla criticità più comune: l’eventuale verificarsi nel tempo della necessità di sostituire una o più lastre. Quali sono gli accorgimenti da avere per garantire una corretta manutenzione?

I sistemi di ancoraggio si caratterizzano anche per la diversa attitudine a permettere un veloce smontaggio e rimontaggio di ogni singola lastra. Questa è una caratteristica prioritaria, soprattutto dove si prevede di dover smontare di frequente le lastre per accedere ad impianti posizionati nell’intercapedine o per la sostituzione di lastre danneggiate dagli urti.

Per scongiurare il pericolo della caduta di frammenti in caso di rottura di una lastra, la UNI 11018 dichiara opportuna l’applicazione di una rete di sicurezza, ma l’argomento è trattato in sole due righe e mezza.

La nuova norma dedicherà un intero capitolo alla problematica dell’urto, in linea con le più evolute normative europee.

 

Le principali problematiche delle facciate ventilate

Fermo restando i requisiti di sicurezza previsti, ci sono alcuni aspetti chiave che devono essere tenuti in conto in fase di progettazione, per evitare brutte sorprese in cantiere. Quali sono le principali problemtiche per una facciata ventilata?

Le problematiche che possono interessare una facciata ventilata si dividono in tre principali categorie:

  • Il cedimento dei fissaggi della struttura alla parete di supporto.
  • Il cedimento – l’eccessiva deformazione o lo slittamento di un elemento del sistema d’ancoraggio
  • La rottura delle lastre di rivestimento.

Nel primo caso è importante valutare attentamente la natura del supporto murario, scegliere le giuste tipologie di tasselli di fissaggio, verificare costantemente il montaggio attraverso le procedure previste nel piano della qualità, tra queste non devono mancare la verifica della coppia di serraggio e le prove a campione di estrazione.

Nel secondo caso è importante verificare che le verifiche statiche non riguardino solo la sezione standard del sistema, ma anche tutti i nodi particolari, quali angoli, interferenze con finestre, cornicioni, pluviali, ganci del ponteggio ecc. Niente deve essere lasciato alla libera iniziativa del montatore finale, che deve essere sottoposto a una vigilanza e verifica costante.

Nel terzo caso è molto importante verificare le tolleranze dimensionali di produzione delle lastre e le tolleranze di montaggio. La UNI 11018 prevede una serie di prescrizioni con relativa tolleranza, in merito ai giunti tra lastre. 

La misura dei giunti è determinante per compensare: La dilatazione termica e le deformazioni degli ancoraggi metallici, le tolleranze dimensionali di produzione e di montaggio. 

Lo scopo principale è evitare che contatti tra le lastre generino sforzi di compressione non previsti nella verifica statica delle lastre. 

 

Per un buon risultato finale risulta molto importante che ci sia una efficace sinergia tra progettista e posatore. Ma esiste una norma che regola l’attività di posatore? Una certificazione?

Non esiste una certificazione specifica, ma le migliori società d’istallazione specializzate sono in possesso del certificato di qualità, rilasciato secondo la ISO 9001, per le attività di progettazione e montaggio di facciate ventilate; inoltre spesso posseggono anche l’attestazione SOA in categoria OS18-B (valevole per le facciate continue e le facciate ventilate).