Quale pittura per un cappotto esterno?

L’importanza dei rivestimenti nei sistemi a cappotto esterno è spesso sottovalutata. Nelle fasi di progettazione, infatti, si incorre nell’errore di valutarli come semplice strumento atto a garantire la migliore resa estetica del manufatto. Tuttavia, assolvendo l’importante compito di protezione e prevenzione al deterioramento degli strati funzionali interni, la scelta della finitura deve necessariamente prendere in considerazione l’aspetto funzionale.

A seconda delle caratteristiche del tipo di pittura e dei materiali che la compongono la risposta fisica e chimica dell’intero sistema varia. Vediamo quali sono le qualità necessarie alla migliore resa tecnologica dei sistemi a cappotto esterno e le soluzioni più opportune.


La normativa di riferimento

La progettazione di un sistema di coibentazione a cappotto esterno, al pari della successiva posa in opera in spessori e quantità corrette e funzionali, deve essere eseguita con una ben precisa sequenzialità, al fine di garantire la realizzazione del manufatto a opera d’arte e migliorarne efficienza e durabilità. Il compito di regolare la qualità della progettazione e della posa in opera dei sistemi a cappotto è il rapporto tecnico UNI/TR 11715 – Isolanti termici per l’edilizia – Progettazione e messa in opera dei sistemi isolanti termici per l’esterno (ETICS) – che si pone come riferimento tecnico dell’intero settore. A tal fine, la scelta dei materiali, non solo di coibentazione ma anche di supporto e finitura, è di primaria importanza.

 

Elementi di finitura su facciate coibentate

 IMMAGINE 1: Elementi di finitura su facciate coibentate

 

Scelta dei materiali

Scelta e applicazione di un tipo di finitura è l’ultimo dei passi di un procedimento che prevede una previa analisi dei materiali costituenti i rimanenti strati funzionali del sistema tecnologico. Nello specifico, a definire spessori e tipologia di tinteggiatura è innanzitutto la natura del supporto su cui viene applicata. Ad esempio, la granulometria della finitura esterna, la quale condiziona la resa estetica dell’intero sistema, dipende dallo spessore del rasante sottostante:

  • Una granulometria media (da 1,5 mm in su) prevede uno strato di rasante armato pari a 2,5-3 mm;
  • Una granulometria più fine (minore di 1,5 mm) necessita di minimo 4 mm di rasante armato al fine di garantire l’idonea resistenza del sistema.

Lo strato di finitura di un sistema a cappotto esterno, in quanto elemento di protezione ultimo, ha il compito di:

  • Garantire impermeabilità all’acqua, più in generale presentare resistenza a tutti gli agenti atmosferici in modo da proteggere il sistema tecnologico;
  • Prevenire e quindi evitare la formazione di alghe e muffe superficiali;
  • Conferire un aspetto estetico di impatto, che presenti anche caratteristiche di durabilità e resistenza meccanica a cappotto ultimato;

Le qualità indispensabili di uno strato di finitura esterno, che ne condizionano l’adeguatezza per i sistemi di coibentazione a cappotto, sono principalmente due: traspirabilità e impermeabilità.

 

  • La traspirabilità consente lo smaltimento del vapore acqueo, evitando così la formazione di umidità all’interno del sistema a cappotto;
  • L’impermeabilità impedisce l’infiltrazione di acqua all’interno del sistema, evitando quindi la formazione di alghe e muffe superficiali.

Insieme, traspirabilità e impermeabilità garantiscono la soddisfazione delle principali esigenze di protezione di cui necessitano gli strati funzionali sottostanti di un sistema a cappotto esterno.

Pertanto, la scelta della pittura per esterni deve essere indirizzata alla selezione di miscele che siano dotate di entrambe le caratteristiche.

Le tipologie di pitture per esterni si dividono in due categorie a seconda del tipo di soluzione: organiche e minerali.

 

Finiture organiche

Rientrano nelle finiture organiche le pitture acriliche, silossaniche e acrilsilossaniche

Le finiture acriliche sono prodotti dotati di alta impermeabilità e bassa traspirabilità. Il basso assorbimento, unitamente a un’ottima aderenza al supporto e a una elevata efficienza nell’applicazione dovuta alla celerità dei tempi di asciugatura, hanno contribuito a rendere queste finiture particolarmente diffuse. Tuttavia, risultano inefficienti per sistemi a cappotto esterno, non essendo in grado di garantire una sufficiente traspirabilità. 

Le finiture silossaniche, invece, presentano, oltre a un’ottima idrorepellenza, elevate caratteristiche di traspirabilità. La compresenza di queste due qualità è garantita dalla loro composizione mista. Esse sono realizzate con emulsioni ariliche legate mediante resina silossanica, la cui qualità principale è quella di respingere l’acqua incidente sulla superficie, consentendo al contempo l’evaporazione esterna del vapore acqueo interno. 

Le finiture acrilsilossaniche presentano una composizione analoga a quella delle silossaniche riducendo però le resine leganti a una percentuale inferiore al 40%. Questa tecnica di miscelatura abbatte sensibilmente gli alti costi delle finiture silossaniche, mantenendo, grazie alle caratteristiche intermedie tra le due tipologie di finitura, elevate prestazioni impermeabilizzanti e traspiranti. Tuttavia, al diminuire delle percentuali di resine, quindi del costo, la qualità traspirante viene meno, influendo inevitabilmente sull’efficienza del rivestimento in applicazione al sistema di cappotto esterno.

 

Finiture minerali

Le finiture minerali sono prevalentemente di due tipi: a base di silicati o di calce. Tra le due, la prima è sicuramente la migliore soluzione per un sistema di coibentazione a cappotto esterno, presentando, al pari delle finiture silossaniche e acrilsilossaniche, entrambe le caratteristiche fondamentali per una corretta messa in opera. Dotate di un aspetto estetico mosso, non completamente uniforme, sono particolarmente adatte per gli edifici storici.

Infatti, l’isolamento esterno a cappotto rappresenta il sistema di coibentazione più invasivo per edifici di questo tipo: può essere realizzato solo se compatibile con una fedele restituzione della morfologia del fabbricato esistente e dei materiali di finitura, nonché con le caratteristiche estetiche e decorative proprie delle facciate che lo compongono. L’edificio, se vincolato, può essere coibentato solo “nel rispetto delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali e delle finiture esistenti” come detto dal DPR 31/2017. (riferimento all’articolo sulla coibentazione di edifici vincolati.

La natura estetica delle finiture minerali a base di silicati permette pertanto di assicurare una resa estetica che preservi le caratteristiche morfologiche di questi edifici.

Per quanto concerne le finiture minerali a base di calce, altamente traspiranti, non si prestano come strato di finitura funzionale per cappotto esterno, causa la scarsa impermeabilità che le caratterizza.

 

Isolare gli edifici storici e/o vincolati, in epoca di incentivi. Limiti e possibilità

Gianluca Galfo tratta il tema dell’efficientamento energetico degli edifici storici, e nello specifico la loro coibentazione, che è da sempre considerato un tema ostico e pieno di controversie, causa la difficoltà nel conciliare esigenze di miglioramento delle prestazioni dell’involucro edilizio con l’egualmente importante necessità della valorizzazione di un bene in possesso di importanti qualità storiche e di memoria culturale.

Approfondisci leggendo l'articolo.

 

La scelta del colore, indice di riflessione

Di fondamentale importanza, per quanto concerne le finiture per sistemi di coibentazione a cappotto esterno è anche la scelta del colore. Infatti, oltre a rappresentare un valore prettamente estetico e morfologico, il colore di un rivestimento esterno è caratterizzato da un valore che definisce la capacità di riflessione della luce solare incidente sulla superficie del manufatto, denominato indice di riflessione del colore. In base alla tonalità del colore stesso l’indice di riflessione del colore IR varia da un minimo di zero, per superfici nere, a un massimo di 100, per superfici bianche. Al fine di evitare un surriscaldamento eccessivo del sistema di coibentazione a cappotto, il quale andrebbe a influire dal punto di vista estetico causando gravi deterioramenti, è necessario utilizzare colorazioni che presentino un indice di riflessione maggiore di 20, seguendo le disposizioni già citate della UNI/TR 11715:2018, limitando così l’assorbimento del calore e dilatazioni termiche conseguenti negli strati funzionali interni del pacchetto. 

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