Miglioramento sismico e consolidamento del terreno per un condominio di Chieti con il Superbonus 110%

Per il miglioramento sismico di un condominio di Chieti in Abruzzo è stata scelta la tecnologia del Minipalo Geosystem® per il consolidamento fondale dell’edificio, abbinata ai lavori di rinforzo strutturale dei nodi trave-pilastro mediante sistemi compositi inorganici (PBO-FRCM).

L'intervento, per la società appaltatrice TensoItalia srl de L'Aquila, consentirà di migliorare la sicurezza del fabbricato passando a due classi di rischio inferiore.

L’intervista a Roberto Menichetti, titolare dell’azienda Edilsystem che sta eseguendo i lavori e all’Ing. Alberto Lemme, responsabile del progetto.

 

I dettagli dell’intervento nell’ambito del Superbonus 110%: Sisma+Eco

Ing. Lemme, che tipo di progetto ha messo a punto per incrementare la sicurezza dell’edificio dal punto di vista sismico? L’intervento non ha previsto solo interventi di rinforzo locale…

«Esattamente, in questo caso si è scelto di intervenire su più fronti: il condominio, un edificio in cemento armato di cinque piani, di cui uno adibito a garage, è stato solo parzialmente sgombrato e i lavori, partiti lo scorso ottobre, hanno interessato sia l’involucro sia le fondazioni. L’immobile è stato costruito a fine anni ‘80 in una zona soggetta ad amplificazione locale, il terreno infatti presenta problemi di dissesto idrogeologico, tipici di quell’area geografica. L’intervento di miglioramento sismico ha previsto sia il consolidamento dei nodi e tutte le travi e pilastri sia una fasciatura completa con una rete FRCM in PBO che serve anche a garantire il collegamento tra la struttura portante e la tamponatura. Insieme a Edilsystem abbiamo ritenuto opportuno intervenire anche sui terreni di fondazione per migliorarne le proprietà meccaniche e quindi ridurre un’eventuale fenomeno di amplificazione sismica, per questo abbiamo scelto la tecnologia del Minipalo Geosystem® che consente interventi di consolidamento non invasivo. Grazie al sistema del minipalo abbiamo migliorato il carico sul terreno sottostante l’edificio e allo stesso tempo, grazie alle iniezioni, ne abbiamo incrementato la qualità».

 

Miglioramento sismico di un condominio e consolidamento del terreno con il Superbonus 110%: l'intervento di Edilsystem

 

Dopo le prove geofisiche, come si sono svolti i lavori?

«Lungo il perimetro dell’edificio abbiamo realizzato una corona di Minipali Geosystem®, verticali e sub inclinati, poi abbiamo spicconato tutti gli intonaci e realizzato interventi di rinforzo con fibra di carbonio nei nodi e nei pilastri. Nel dettaglio, dopo la rimozione dell’intonaco, abbiamo pulito e trattato i ferri d’armatura ossidati, ricostruito le parti mancanti o ammalorate del calcestruzzo con delle malte tissotropiche fibro rinforzate e infine applicato le resine con interposto sia tessuti multiassiali quadriassiali in fibra di carbonio sia unidirezionali. Al momento stiamo rinforzando le tamponature con le fibre in PBO, poi interverremo sugli sbalzi riducendo le masse, considerata la presenza di muretti in cemento armato. Oltre al miglioramento strutturale, abbiamo previsto anche un’attività di protezione delle superfici: infatti, sul calcestruzzo a vista della copertura degli sbalzi delle travi e dei pilastri, applicheremo dei prodotti anti carbonatazione. Gli interventi di rinforzo locale hanno riguardato anche il piano terra del condominio con la cerchiatura delle aperture di porte e garage che, essendo molto grandi, determinavano un meccanismo locale di piano debole. Nel complesso si tratta di un intervento globale, ma anche capillare sull’edificio: miglioramento sismico della struttura con le fibre di carbonio, consolidamento in fondazione e protezione dell’involucro. In questo modo, a lavori conclusi, presumibilmente tra aprile e maggio, l’immobile passerà a due classi di rischio inferiore, ben oltre a quanto richiesto dalla misura del 110%». 

 

Miglioramento sismico di un condominio con fibre di carbonio

 

In che cosa consiste la tecnologia del Minipalo Geosystem®

Dott. Menichetti, oltre a consentire lavori di consolidamento non invasivi, perché si è optato per la tecnologia del Minipalo Geosystem®?

«La nostra tecnologia sostituisce il classico micropalo, poiché utilizza un’armatura metallica abbinata all’iniezione di malte cemetizie espandenti che aumentano il coefficiente di attrito del terreno, incrementandone la capacità portante. Inoltre, le macchine operatrici sono di piccole dimensioni, ideali in quei contesti dove gli spazi sono angusti e le altezze molto limitate e le normali macchine dei micropali avrebbero scarsa libertà di movimento. Per il cantiere di Chieti abbiamo utilizzato Ercolino 4.0, una macchina ultracompatta per micropali, tiranti e barre autoperforanti». 

 

Consolidamento dei terreni: la tecnologia del Minipalo Geosystem®

 

Che tipo di problemi vi ha permesso di risolvere questa speciale macchina perforatrice?

«Ercolino 4.0 è un macchinario leggerissimo e questo ha evitato di compromettere l’integrità del pavimento di fondazione che contorna tutto il fabbricato e sotto al quale si trovano fognature, tubature per l’acqua e altri servizi. In più, i balconi al primo piano dell’edificio avrebbero ostacolato il passaggio di un mezzo più grande, invece così siamo intervenuti sull’intero perimetro con continuità».

 

Consolidamento del terreno: la macchina perforatrice Ercolino 4.0

 

Quali sono gli accorgimenti principali di cui tener conto quando si interviene con i micropali per consolidare le fondazioni di un edificio?

«Solitamente per questi interventi occorre disporre un cordolo di coronamento superiore che unisce tutti i micropali, il nostro sistema invece, s’innesta direttamente con le fondazioni esistenti che in questi casi sono travi rovesce. L’inserimento del nostro Minipalo Geosystem® avviene in due fasi: la prima utilizza una malta da inghisaggio ad alta resistenza nella parte che attraversa la fondazione esistente e serve a far trasferire i carichi dell’edificio sulle armature. L’altra fase consiste nell’iniezione di una malta espandente che con la sua capacità di rigonfiamento agisce consolidando il terreno di fondazione».

Ing. Lemme, come sarà ultimato l’intervento?

«Insieme alla società molisana MAE (Advanced Geophysics Instruments), stiamo predisponendo un intervento di monitoraggio geosisimico per tenere sotto controllo l’edificio a livello dinamico. Installeremo degli accelerometri sia alla base sia in elevazione e in più aggiungeremo dei piezometri e fessurimetri digitali che consentiranno di controllare a distanza eventuali spostamenti, movimenti e deformazioni dell’edificio».

Dott. Menichetti, state riscontrando difficoltà per quanto riguarda il reperimento e il costo delle materie prime?

«Qualche ritardo è stato inevitabile considerate le difficoltà che sta affrontando il mercato, anche se, devo ammettere, ci sentiamo tranquilli per via delle scorte che abbiamo fatto tempo addietro acquistando più di 5mila metri di barre. Materiale che oggi è aumentato del 40 per cento. Invece per le fibre di carbonio è complicato fare un approvvigionamento mirato, perché il tipo di tessuto da usare cambia a seconda dei progetti. Tra l’altro oggi i tempi di attesa sono più lunghi, una volta le fibre arrivavano in massimo 15 giorni, oggi occorrono anche fino a tre mesi. In questa situazione è evidente che possano verificarsi ritardi, proprio perché il materiale non si trova sul mercato, come le resine epossidiche a esempio».


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