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Adeguamento sismico di edificio strategico, ex fabbricato industriale in c.a.: il data center di Hera Spa

La trasformazione di un ex fabbricato industriale in calcestruzzo armato in data center richiede livelli elevati di sicurezza strutturale e continuità operativa. L’adeguamento sismico di edifici strategici pone il tema della compatibilità tra struttura esistente, nuovi carichi impiantistici e requisiti prestazionali. Il caso del data center Hera evidenzia approcci progettuali, criteri di intervento e scelte costruttive mirate.

L’articolo analizza un intervento di adeguamento sismico su un edificio strategico, originariamente industriale in calcestruzzo armato, riconvertito a data center. Il focus è sulle criticità strutturali legate al cambio di destinazione d’uso, ai requisiti di sicurezza e alla necessità di garantire continuità di servizio. Vengono descritti i criteri progettuali adottati, il rapporto tra struttura esistente e nuovi impianti tecnologici e le soluzioni scelte per rispondere alle normative vigenti. Un contributo utile per progettisti e tecnici chiamati a operare su edifici esistenti ad alta criticità funzionale.


Adeguamento sismico edificio strategico in c.a. per data center Hera

Il fabbricato di dimensioni in pianta di 60x70m venne costruito ad Imola (BO) nel 1974, secondo le norme tecniche, non antisismiche, vigenti all’epoca; il territorio del comune di Imola infatti venne classificato sismico solo a metà degli anni del ‘80.
La tipologia costruttiva è molto comune, con struttura in cemento armato quasi interamente prefabbricata. La copertura piana è realizzata con tegoli in c.a.p. a pi greco di 10 m di luce appoggiati sulle travi precompresse, di altezza 150 cm e di luce pari a circa 20 m, appoggiate su pilastri isostatici.
La superficie coperta è quindi di circa 4200 m2.
Cambiata la destinazione d’uso da produttiva a terziaria, la nuova proprietà ha deciso di effettuare lavori di rafforzamento strutturale per ridurre il rischio sismico.
 
 
Figura 1. Fabbricato oggetto d’intervento.
 
2. Tipologia dell’intervento.
Dopo diverse valutazioni, la soluzione prescelta fu quella di intervenire esclusivamente incrementando la capacità di dissipazione della struttura, inserendo dispositivi di smorzamento di tipo fluido viscoso che frenassero le oscillazioni sismiche della struttura.
I dispositivi sono inseriti all’estremità di 36 aste diagonali metalliche di controvento disposte in entrambe direzioni del fabbricato La struttura ha richiesto anche altri interventi quali la mutua connessione cinematica di tutti gli elementi prefabbricati inizialmente semplicemente appoggiati quali gli appoggi dei tegoli sulle travi, delle travi ai pilastri ed anche l’inserimento di specifici puntoni metallici in direzione ortogonale alla travi principali al fine di ottenere una struttura a telaio bidirezionale, all’interno della quale in alcune maglie sono stati disposti gli elementi dissipativi, oltre ad alcuni interventi specifici di rafforzamento per eliminare altre vulnerabilità.
 
 
Figura 2. Schema Progressivo d’Intervento.
 
Gli elementi dissipativi sono stati definitivamente progettati in modo tale che la loro massima forza resistente, che dipende solo dalla velocità dello spostamento applicato, non superasse mai il valore di soglia di 250 kN circa, per evitare azioni eccessivamente elevate e non sostenibili dalle strutture esistenti.
 
 
Figura 3 e 4. Elementi dissipativi.
 
La analisi sismica è stata svolta obbligatoriamente in campo dinamico non lineare (la non linearità è nel comportamento del dissipatore) studiando gli effetti reali indotti da 7 diversi terremoti, adeguatamente selezionati, scalati e compatibili con gli spettri previsti per il sito, applicati a coppie contemporaneamente in entrambe le direzioni orizzontali.
 
 
Figura 5. Vista uffci
 
3. Sintesi tecnica dell’intervento.
I risultati hanno confermato l’ottimo comportamento dei dissipatori, che assorbono complessivamente oltre l’80% dell’energia cinetica trasmessa alla struttura dal sisma. Gli spostamenti massimi effettivi calcolati in sommità sono stati inferiori a 3.5 cm, valori che determinano deformazioni e sollecitazioni nelle strutture esistenti quali i pilastri e le fondazioni, che non sono state oggetto di intervento di rafforzamento, pienamente accettabili.
 
Figura 6. Particolare Fondazione elaborato di progetto.
 
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Credits
Referente Contratto e Responsabile Lavori HERA S.p.A
Dott. Ing. Roberto Biavati
Progettista e Direzione dei Lavori
Ing. Franco Baroni -  Studio Ceccoli Associati
Progettisti architettonici
A2 studio Gasparri e Ricci Bitti Architetti Associati
Costruttore strutture metalliche e adeguamento sismico
EFFEBI srl – Geom. Bruno Bianconcini 


Articolo a cura di Fondazione Promozione Acciaio

www.promozioneacciaio.it

 


FAQ tecniche – Adeguamento sismico edificio strategico in c.a. per data center Hera

Che cos’è l’intervento descritto nell’articolo?

Si tratta dell’adeguamento sismico di un ex fabbricato industriale in calcestruzzo armato, riconvertito a data center e classificato come edificio strategico per la continuità del servizio. L’intervento riguarda sia la struttura portante sia la sua compatibilità con le nuove funzioni.

A cosa serve l’adeguamento sismico in un data center?

L’adeguamento sismico è finalizzato a garantire la sicurezza delle persone, la protezione delle apparecchiature e la continuità operativa anche in caso di evento sismico, riducendo il rischio di danni strutturali e di fermo impianto.

Quali requisiti strutturali devono essere soddisfatti?

I requisiti dipendono dalla normativa vigente e dalla classe d’uso dell’edificio. Per edifici strategici sono richiesti livelli di prestazione più elevati, verifiche globali e locali e una valutazione attenta delle capacità residue della struttura esistente.

Quali sono i vantaggi rispetto a una semplice riparazione locale?

L’adeguamento sismico consente di raggiungere un livello di sicurezza coerente con l’uso strategico dell’edificio, superando i limiti degli interventi puntuali che non garantiscono una risposta strutturale complessiva in caso di sisma.

Come si integra l’intervento con i nuovi impianti del data center?

La progettazione deve considerare i carichi aggiuntivi, le interferenze impiantistiche e le esigenze di accessibilità e manutenzione. Le soluzioni strutturali vengono definite in funzione della configurazione finale del data center e dei vincoli esistenti.

Che ruolo hanno sicurezza e durabilità nel progetto?

Sicurezza e durabilità sono centrali: l’intervento deve assicurare prestazioni strutturali nel tempo, limitare il degrado e garantire il funzionamento continuo delle infrastrutture critiche, anche in condizioni emergenziali.

Quali errori progettuali è importante evitare?

Tra gli errori più frequenti vi sono la sottovalutazione dello stato di fatto, l’assenza di una visione globale della risposta sismica e la mancata integrazione tra progetto strutturale e impiantistico, aspetti critici negli edifici strategici.

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