Agevolazioni edilizie: la cessione del credito è valida per i bonus già acquisiti
Il divieto di cessione del credito introdotto dal DL 39/2024 (a partire dal 29 maggio 2024) opera nei confronti dei contribuenti che devono ancora esercitare l'opzione, non dei cessionari che hanno già ricevuto il credito o dei fornitori che l'hanno acquisito tramite sconto in fattura. Chi ha già un credito registrato nel "cassetto fiscale" può dunque continuare a cederlo secondo le regole ordinarie.
Lo stop alla cessione del credito non vale per i bonus già acquisiti e presenti nel cassetto fiscale AdE. Lo ha chiarito - ed è una precisazione importante - l'Agenzia delle Entrate con la risposta 240/2025 del 15 settembre scorso: la 'scure' alle cessioni dei bonus edilizi, infatti, è rivolta ai beneficiari delle detrazioni che, a partire dal 29 maggio 2024 non possono più optare per la cessione del credito d'imposta relativo alle rate residue di detrazione non ancora fruite, mentre non vale per i crediti presenti nel cassetto fiscale del cessionario.
In pratica: lo stop alle cessioni introdotto nel 2024 serve a chiudere l'accesso alle opzioni per i bonus edilizi sulle rate future, ma non invalida i diritti già sorti.
I crediti già acquisiti - ad esempio tramite sconto in fattura - restano cedibili entro i limiti e le condizioni fissate dall’art. 121 del DL 34/2020, così da non penalizzare chi aveva maturato legittimamente l'agevolazione prima del divieto.
Cessione del credito e sconto in fattura: breve cronistoria
L’articolo 121 del DL 34/2020 ha introdotto la possibilità, per chi sostiene spese per determinati interventi edilizi, di fruire della detrazione spettante in modo alternativo: come sconto immediato in fattura recuperato dal fornitore sotto forma di credito d’imposta, oppure tramite cessione del credito ad altri soggetti.
Il meccanismo è stato più volte ritoccato, in particolare dal Decreto Cessioni (DL 11/2023) e poi dal DL 39/2024 (Stop Superbonus) convertito in legge 67/2024.
Il nuovo stop alle opzioni
Dal 29 maggio 2024, data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 39/2024, non è più consentito ai beneficiari delle detrazioni edilizie optare per la cessione del credito in relazione alle rate residue di detrazione non ancora fruite.
Si tratta quindi di un divieto che riguarda chi, pur avendo diritto alla detrazione, non l’ha ancora utilizzata e vorrebbe trasformarla in credito cedibile dopo quella data.
Cosa non cambia per i crediti già presenti nel cassetto fiscale
Il Fisco, quindi, chiarisce che la norma sopracitata non incide sui crediti già maturati e presenti nella piattaforma telematica dell'AdE.
Il divieto opera infatti nei confronti dei contribuenti che devono ancora esercitare l’opzione, non dei cessionari che hanno già ricevuto il credito o dei fornitori che l’hanno acquisito tramite sconto in fattura.
Chi ha già un credito registrato nel "cassetto fiscale" può dunque continuare a cederlo secondo le regole ordinarie.
Il caso: ok al trasferimento dei crediti come pagamento delle prestazioni professionali
Nel caso trattato dall'Agenzia, una società di costruzioni aveva proposto a un professionista il pagamento delle prestazioni tramite crediti maturati con sconto in fattura e già caricati sulla piattaforma telematica.
Le Entrate confermano che tali crediti possono essere trasferiti al professionista, perché il blocco del DL 39/2024 non li riguarda. Essi, però, costituiscono compensi professionali tassabili ai sensi dell’art. 54 TUIR.
LA RISPOSTA 240/2025 DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE E' SCARICABILE IN ALLEGATO
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