AI e architettura in dialogo: alla Biennale di Venezia 2025 l’esperienza si fa interattiva e collettiva
Alla Biennale Architettura 2025, l’intelligenza artificiale potenzia l’esperienza dei visitatori con strumenti come Spatial Intelligens e In Other Words: gemelli digitali, audio guide AI e percorsi personalizzati ridefiniscono il rapporto tra spazio, conoscenza e progetto.
L’Intelligenza Artificiale (AI) protagonista alla Biennale Architettura 2025 di Venezia
L’intelligenza artificiale è protagonista alla 19. Mostra Internazionale di Architettura – Intelligens. Natural. Artificial. Collective., curata da Carlo Ratti e organizzata dalla Biennale di Venezia, presieduta da Pietrangelo Buttafuoco, in corso fino al 23 novembre 2025 presso i Giardini, l’Arsenale e Forte Marghera.
Nel quadro del GENS Public Programme, pensato per creare connessioni interdisciplinari ed esperienziali intorno ai temi della Mostra, emergono due innovativi strumenti digitali basati sull’AI: Spatial Intelligens e In Other Words. I due companion amplificano il tema curatoriale del 2025, estendendolo alle infrastrutture di conoscenza e alla partecipazione del pubblico, e rappresentano un nuovo modo di concepire l’architettura come sistema interattivo, informativo e vivo.

L’intelligenza artificiale in azione: dalla logistica alla partecipazione
Durante la fase di allestimento, l’AI ha svolto un ruolo operativo – dalla sintesi dei testi all’orientamento dei visitatori – ma con l’apertura al pubblico la tecnologia si è trasformata in strumento curatoriale attivo, capace di ridefinire la fruizione e il significato stesso della mostra.
La Biennale diventa un laboratorio vivente – afferma il curatore Carlo Ratti – non per mostrare risposte, ma per porre nuove domande.
Spatial Intelligens: il gemello digitale che trasforma la visita in esperienza attiva
Sviluppato da sub, lo studio di architettura e design transdisciplinare guidato da Niklas Bildstein Zaar e autore anche del progetto di allestimento degli spazi espositivi della Mostra, Spatial Intelligens è un gemello digitale potenziato da AI che accompagna fisicamente e digitalmente i visitatori all’interno della Mostra allestita presso l’Arsenale.
Tramite un semplice scatto fotografico, il sistema utilizza tecniche di computer vision per localizzare il visitatore e attivare un’interfaccia conversazionale intelligente, personalizzata sui contenuti della Mostra. L’interazione avviene in tempo reale, direttamente su dispositivo mobile.
Al termine della visita, ogni utente riceve un resoconto personalizzato del proprio percorso espositivo, che ne mappa l’interazione e i pattern comportamentali. Una guida che, da individuale, si apre alla dimensione collettiva della conoscenza architettonica.
“Questo progetto ridefinisce il modo in cui una mostra può pensare, sentire e rispondere. È incredibilmente stimolante progettare uno spazio che non solo espone l’architettura, ma dialoga attivamente con essa. Siamo grati che il nostro studio sia stato scelto da Carlo Ratti per questa Biennale. Spatial Intelligens incarna lo spirito della Mostra: l’architettura come sistema vivente ed evolutivo di intelligenza, coscienza materica ed esperienza collettiva.
In Other Words: la guida audio AI sperimentale per esplorare i contenuti della Mostra all'Arsenale
VOLUME, gruppo editoriale e curatoriale, propone con In Other Words una guida audio AI sperimentale che rende accessibili i contenuti dell’Arsenale a pubblici diversi, dagli esperti ai visitatori occasionali.
Basata su 36 prompt editoriali applicati alle descrizioni del catalogo tramite Anthropic Claude Sonnet 4. Il sistema rianima i testi della Mostra attraverso molteplici voci. Le voci spaziano da quelle storiche a immaginarie, tra cui un architetto italiano del Novecento e un commentatore dell’era MAGA, per mostrare come l’intelligenza artificiale possa mediatizzare, semplificare o sovvertire la narrazione architettonica.
L’iniziativa si inserisce nel progetto Bursting Bubbles, che include anche una serie di souvenir critici, pensati per interrogare simboli e significati della cultura espositiva contemporanea.
In Other Words è disponibile anche come podcast su Spotify.
Questo esperimento è al tempo stesso giocoso e serio: ci aiuta a capire come l’AI stia già rimodellando radicalmente le nostre parole e le nostre narrazioni. Ci mette di fronte sia agli stereotipi dell’intelligenza artificiale, sia ai nostri. Fa esplodere alcune ‘bolle’ della scrittura archetipica delle mostre di design, condensando, semplificando, ma anche superando intellettualmente un’ipotesi iniziale, oppure aggiungendo nuovi punti di vista. Esplora cosa significa condividere pubblicamente idee spesso complesse con pubblici molteplici.
Architettura, tecnologia e pubblico: una Biennale come laboratorio vivente
Entrambi i progetti si inseriscono in una piattaforma curatoriale più ampia, che include installazioni partecipative, laboratori di ricerca e pratiche sperimentali sul campo. Il focus si sposta così dalla forma alla produzione della conoscenza, configurando la Mostra come infrastruttura critica e reattiva.
La Biennale Architettura è da sempre uno specchio della professione: ne riflette sogni, ansie e, sempre più, contraddizioni. Quest’anno abbiamo provato un formato diverso: e se una biennale smettesse di essere solo uno specchio, per diventare uno strumento? L’uso dell’AI è un invito a ripensare l’autorialità, la collaborazione e la costruzione del significato. Parla del futuro dell’architettura e della sua rilevanza in un’epoca di mediazione algoritmica.
Fonte: Comunicato Stampa La Biennale di Venezia
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Curata da Carlo Ratti, l’edizione di quest’anno esplora il potere trasformativo di tre intelligenze – naturale, artificiale e collettiva – per rispondere alle grandi sfide del presente. Vuoi visitarla in modo consapevole e coinvolgente? Leggi la nostra guida: troverai consigli pratici, percorsi tematici e spunti per non perderti il meglio della mostra. >>> LINK
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