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Direttiva europea efficientamento energetico case entro il 2030: cos'è e perché l'Italia si oppone

La direttiva UE porta a importanti interventi di ristrutturazione negli edifici privati per renderli più efficienti dal punto di vista dell'impatto climatico: l'efficienza energetica si calcola con un'apposita scala, che va da A (più efficiente) a G (meno efficiente). Tutti gli immobili europei dovranno raggiungere la classe energetica E entro il 2030, per poi raggiungere la classe D entro il 2033 alla classe D.

Collegata al pacchetto europeo FIT for 55, la direttiva europea "EPBD" sulle case green (nuove regole sull’efficienza energetica degli immobili, efficientamento energetico degli edifici) tiene banco su tutti i media in questi giorni perché il 9 febbraio la commissione Industria, Ricerca ed Energia (Itre) dell’Europarlamento dovrebbe riunirsi per votare il testo definitivo di un provvedimento che, se vidimato, entrerà in vigore entro 6 mesi con tutte le conseguenze del caso.

L'Italia, dal canto suo, ha già fatto sapere - tramite Fratelli d'Italia - che la ritiene una sorta di tassa patrimoniale sulla casa e che si opporrà alla direttiva.

La direttiva UE EPDB sull'efficienza energetica negli immobili

Ma quali novità introduce, nel dettaglio, la direttiva UE sulle case green?

L'idea (obiettivo) finale è la riduzione del 55% di CO2 entro il 2030, per cui, a partire da quell'anno, gli edifici privati devono iniziare a mettersi in regola con gli obiettivi ambientali, abbattendo le emissioni nocive a loro imputabili per il 40%.

Come spiegato nella bozza della direttiva, "gli edifici dovranno consumare poca energia, essere alimentati per quanto possibile da fonti rinnovabili, e non dovranno emettere in loco emissioni di carbonio da combustibili fossili".

Classe energetica E entro il 2030

La direttiva, quindi, porta a importanti interventi di ristrutturazione negli edifici privati per renderli più efficienti dal punto di vista dell'impatto climatico: l'efficienza energetica si calcola con un'apposita scala, che va da A (più efficiente) a G (meno efficiente).

Tutti gli immobili europei dovranno raggiungere la classe energetica E entro il 2030, per poi raggiungere la classe D entro il 2033 (tramite un taglio del circa 25% dei consumi). 

Gli edifici storici saranno esentati

Gli edifici 'storici', cioè quelli tutelati dalle norme sui beni culturali non dovranno sottoporsi ad interventi di ristrutturazione.

L'opposizione di FdI

A parlare è stato Tommaso Foti, il capogruppo di FdI alla Camera.

"Fratelli d’Italia mette in guardia dal tentativo dell’Unione europea di rifilare all’Italia, con la direttiva sull’ efficientamento energetico, una patrimoniale camuffata che va a ledere i diritti dei proprietari - le sue parole -. La proposta di subordinare la possibilità di vendita o fitto di un immobile appartenente ad una classe energetica alta è un'ipotesi irrealistica avverso cui abbiamo presentato un’apposita risoluzione in Parlamento".

Per Foti, la direttiva UE avrebbe "un impatto devastante sul mercato immobiliare, sui cittadini e sulle famiglie. L’Europa non può scaricare sulle famiglie italiane i costi della transizione energetica. Se si esagera sulla sostenibilità ambientale, senza neppure preoccuparsi di una adeguata gradualità temporale entro cui intervenire, si mette a rischio la sostenibilità sociale".

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