Idrogeno | Energia
Data Pubblicazione:

Idrogeno, l’Europa accelera ma l’Italia resta indietro: AGICI presenta la Roadmap 2030 per rilanciare la competitività nazionale

L’Europa accelera sull’idrogeno con oltre il 40% dei progetti globali, ma l’Italia resta indietro a causa di costi energetici elevati e incentivi insufficienti. La Roadmap AGICI 2030 indica interventi urgenti per rendere competitivo il mercato nazionale.

La corsa globale all’idrogeno non si ferma. Nel 2025 i progetti dedicati alla produzione e al trasporto della molecola hanno superato quota 3.100, con una crescita del 15% rispetto all’anno precedente. A guidare lo sviluppo è ancora una volta l’Europa, che concentra oltre il 40% delle iniziative internazionali grazie a una pianificazione strategica e a un forte impegno degli Stati membri.

Nonostante questo scenario favorevole, l’Italia continua a muoversi con lentezza. Il costo elevato dell’energia elettrica, un quadro di incentivi ancora incompleto e alcuni ostacoli strutturali frenano lo sviluppo di un mercato nazionale competitivo proprio nel momento in cui la spinta comunitaria potrebbe tradursi in un vantaggio industriale per il Paese.

Queste sono alcune delle evidenze illustrate da AGICI durante il Convegno finale dell’Osservatorio sul Mercato Internazionale dell’Idrogeno, dal titolo “Policy e strategie per il presente e il futuro dell’idrogeno: è ora di agire!”, occasione in cui è stata presentata anche la nuova Roadmap Italia @2030.

Europa in forte crescita, Italia in ritardo

Secondo le analisi di AGICI, dei 3.100 progetti mondiali censiti, ben 870 si trovano già in una fase avanzata. Il continente europeo non solo guida numericamente l’espansione, ma si distingue anche per la varietà delle applicazioni: dall’utilizzo nei trasporti stradali alla sostituzione del gas nei processi industriali, fino alle sperimentazioni del Nord Europa nel settore marittimo e aereo.

In questo contesto dinamico, il posizionamento dell’Italia appare più fragile. I costi dell’energia, stabilizzati nel 2024-2025 attorno ai 110 €/MWh, restano nettamente superiori a quelli degli altri Paesi europei: la Germania si attesta sui 77 €/MWh, la Spagna sui 71 €/MWh, la Francia sui 54 €/MWh, e i Paesi nordici arrivano persino a scendere fino a 44 €/MWh.

Questa forbice si riflette inevitabilmente sulla competitività della produzione nazionale di idrogeno verde. Il costo dell’idrogeno RFNBO in Italia raggiunge infatti i 13 €/kg, molto al di sopra della media delle offerte rilevate nelle aste dell’European Hydrogen Bank, comprese tra 5 e 9 €/kg.

Il confronto con i combustibili fossili, che l’idrogeno dovrebbe in prospettiva sostituire, amplifica ulteriormente la criticità: il gasolio costa tra 5 e 6 €/kg, mentre il gas naturale oscilla tra 2 e 3 €/kg. In uno scenario simile, osserva AGICI, è evidente che il mercato italiano non possa risultare appetibile senza un sostegno adeguato ai costi operativi e un quadro di incentivi stabile.

La Roadmap Italia @2030: le priorità per recuperare terreno

Per affrontare queste criticità, AGICI propone una serie di interventi strategici che compongono la Roadmap Italia @2030. La priorità indicata è l’introduzione di un incentivo variabile alla produzione, previsto dal decreto tariffe, capace di adeguarsi nel tempo all’andamento dei costi dei combustibili fossili. Un meccanismo di questo tipo, spiega l’Osservatorio, garantirebbe competitività immediata alla molecola e maggiore efficienza nella gestione della spesa pubblica, offrendo allo stesso tempo agli operatori una base solida per pianificare investimenti.

Secondo le stime, per raggiungere l’obiettivo di produrre 180 kton di idrogeno al 2030 – pari al 70% del target fissato dal PNIEC – serviranno fino a 4 miliardi di euro in sostegni operativi tra il 2025 e il 2030. Parallelamente sarà cruciale indirizzare gli investimenti verso le aree dove esiste già una domanda significativa, come raffinerie, poli chimici e porti strategici. I consumi nazionali superano infatti i 500 kton l’anno, distribuiti in modo disomogeneo: oltre 129 kton nel Nord-Ovest, più di 46 kton nel Nord-Est, 62 kton in Puglia, 68 kton in Sardegna e più di 200 kton in Sicilia. A fronte di una produzione domestica ancora limitata, AGICI sottolinea la necessità di una governance industriale chiara e coordinata che trasformi gli annunci in impianti operativi.

L’Italia si trova oggi davanti a un bivio. Da un lato, una domanda industriale già elevata e un interesse crescente da parte degli operatori; dall’altro, barriere strutturali che rischiano di rallentare lo sviluppo di un settore considerato strategico per la transizione energetica europea. La Roadmap AGICI offre una direzione chiara: intervenire ora, con decisione, per rendere il Paese competitivo nella filiera dell’idrogeno e non perdere un’occasione cruciale per l’industria e per il clima.

Energia

Una home tematica sull’energia che guarda al costruito e oltre: efficienza, rinnovabili, accumulo, reti e digitalizzazione. Linee guida operative, casi studio, norme e modelli economici per progettisti, imprese e gestori. INGENIO seleziona contenuti affidabili per decisioni tecniche consapevoli e percorsi di decarbonizzazione, con esempi, strumenti, checklist e approfondimenti specialistici pratici.

Scopri di più

Idrogeno

L’idrogeno come vettore sistemico: produzione verde, stoccaggio, trasporto, usi industriali e mobilità. In questa pagina INGENIO trovi tecnologie, metriche economiche, sicurezza, standard e casi reali per valutare l’H₂ con uno sguardo globale e decidere dove conviene davvero.

Scopri di più

Leggi anche