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Il calcestruzzo non è il nemico. Lo spreco sì. Scopri il programma Net Zero 2040 di Doka

Doka avvia un programma Net Zero al 2040 basato su dati concreti, calcolando le emissioni aziendali e di oltre 7.000 prodotti per garantire trasparenza e competitività.

Nel settore delle costruzioni, spesso lento al cambiamento, Doka sceglie di accelerare e ridefinire le regole del gioco. Con il programma Net Zero 2040, l’azienda punta su un approccio concreto: misurare prima di dichiarare. In un comparto responsabile del 37% delle emissioni globali, la trasparenza dei dati diventa leva competitiva e non solo etica. Oltre 7.000 prodotti con Product Carbon Footprint calcolato segnano un cambio culturale profondo. Non più promesse generiche, ma numeri verificabili lungo tutta la filiera. Una strategia che trasforma la sostenibilità da slogan a responsabilità operativa.


Doka, colosso mondiale delle casseforme, ha deciso di non aspettare che qualcun altro muovesse il primo passo. Ha scelto di diventare il metro di misura del settore con un programma Net Zero che punta al 2040 e una domanda scomoda sul tavolo: quanto sa di vuoto la parola "sostenibilità" quando non è accompagnata da un dato?
37%
emissioni globali dall'edilizia, 7.000+ prodotti con PCF calcolato e 2040 obiettivo Net Zero

C'è un momento, nella storia di ogni settore industriale, in cui qualcuno smette di aspettare il consenso e prende una direzione. Nel mondo delle casseforme e dell'armatura, un'industria discreta, fondamentale e poco raccontata, quel momento è arrivato. E porta la firma di Doka.

Non si tratta di un restyling del bilancio di sostenibilità.

Il programma Net Zero 2040 di Doka nasce da una lettura lucida e strutturale del mercato: le grandi imprese di costruzione stanno già chiedendo ai propri fornitori dati sulle emissioni e percorsi di riduzione verificabili. Chi non è in grado di rispondere rischia di essere escluso dalla filiera. Non tra vent'anni. Adesso!

Cantiere edile con sistema di casseforme modulari Doka gialle per getto in calcestruzzo, operai al lavoro e armature in acciaio visibili sullo sfondo.
Sistema di casseforme modulari Doka installato in cantiere per la realizzazione di strutture in calcestruzzo, con operai impegnati nelle operazioni di montaggio e controllo. (Crediti: DOKA)

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Misurare prima di dichiarare

Il punto di partenza del programma è stato inusuale per il settore: dati, non dichiarazioni. Doka ha calcolato la propria Carbon Footprint aziendale su tutte le sedi nel mondo e, ha sviluppato le Product Carbon Footprint per oltre 7.000 prodotti del portafoglio core. E quei numeri non restano nei cassetti degli uffici tecnici; compaiono nelle offerte e nelle fatture inviate ai clienti, che possono usarli direttamente nei propri calcoli di sostenibilità.

È un cambio culturale prima che tecnico: non “fidatevi”, ma “verificate”. Una trasparenza operativa rara in un comparto dove spesso le certificazioni precedono i risultati.

Tre scope, due leve, un obiettivo

La struttura del programma si appoggia su due pilastri: decarbonizzazione ed economia circolare. Gli Scope 1 e 2 - energia, mobilità, riscaldamento - sono quelli dove il controllo diretto è maggiore, e i progressi più visibili. Entro il 2035, l'intera flotta mezzi (camion, autovetture, carrelli elevatori) dovrà essere elettrica. A fine 2025 è entrato in funzione il primo camion elettrico nella sede centrale austriaca: 36 tonnellate di emissioni risparmiate ogni anno, da un solo mezzo.

Lo Scope 3 è il capitolo più complesso.

Le emissioni a monte (acciaio, materiali) e a valle (cantieri) non si riducono con un interruttore: richiedono collaborazione, innovazione e continuità.

Doka lavora con la filiera metallurgica per aumentare il contenuto di riciclato e introdurre acciaio green; con i clienti, per abilitare l'uso di calcestruzzi a basso impatto grazie a sistemi di casseforme intelligenti e soluzioni digitali che ottimizzano getto, tempi e qualità.

La digitalizzazione, in questo senso, diventa un abilitatore tecnico della sostenibilità: dati migliori, scelte più informate, minori sprechi.

Il noleggio come atto politico

C'è un aspetto della strategia di Doka che merita di essere Ietto al di là del pragmatismo industriale: il modello del noleggio. Casseforme e ponteggi vengono utilizzati solo per il tempo necessario, poi rientrano nei centri di refurbishment per essere controllati, riparati e reimmessi in ciclo. Non è solo efficienza: è sottrarre materiale al paradigma deII'usa e getta.

Doka ha costruito competenza specializzata nel refurbishment professionale: riparazione, revisione e reintegro dei prodotti nel ciclo produttivo estendono la vita utile dei materiali e riducono il fabbisogno di risorse nuove. Una logica che inizia a chiudersi su sé stessa e diviene, appunto, circolare.

Un settore che non corre, ma che deve partire presto

Il mondo delle costruzioni non è famoso per la velocità: progetti lunghi, investimenti lenti, inerzie consolidate. Ma è esattamente per questo motivo che chi prima parte, prima costruisce un vantaggio strutturale e non solo competitivo. Doka Io sa, e Io ha fatto anche promuovendo standard comuni: insieme ad altri produttori attraverso il Gùteschutzverband Betonschalungen (GSV), ha contribuito allo sviluppo del primo standard condiviso di Product Carbon Footprint nel settore, oggi adottato in tutta l'area DACH.

E a fine 2024 è arrivata un'altra prima volta: Doka è diventata la prima azienda al mondo nel settore delle casseforme e dei ponteggi a impegnarsi con la Science Based Targets Initiative. La validazione è attesa nel 2026: un passaggio che trasforma ambizioni in responsabilità misurabili.

Tre lezioni che stanno guidando la trasformazione

Nel percorso verso il Net Zero, Doka ne ha maturate alcune che oggi sono parte del suo modo di operare:

Agire prima di avere il piano perfetto - Il cambiamento non inizia quando tutto è definito, ma quando si muove il primo passo possibile.
Concentrarsi sulle leve reali
- Numeri, non impressioni: capire dove si genera davvero l'impatto e intervenire lì.
Collaborare lungo tutta /a catena del valore
- Nessun attore può decarbonizzare da solo. La sostenibilità è un gioco di squadra o non è.

Il confine della responsabilità

Il calcestruzzo è uno dei maggiori emettitori ed è, al tempo stesso, un materiale insostituibile. È lì che si gioca gran parte della responsabilità del settore.

Non è un'arringa contro il cemento. È qualcosa di più sottile e più utile: il riconoscimento che la trasformazione sostenibile dell'edilizia non passa daII'eIiminazione dei suoi materiali fondativi, ma dalla ridefinizione del modo in cui li produciamo, li usiamo e li rimettiamo in circolo.

Il 2040 non è lontano.
E, per una volta, i conti non si faranno alla fine: li stiamo già facendo adesso.


FAQ

Cos’è il programma Net Zero 2040 di Doka?
È la strategia di Doka per azzerare le emissioni entro il 2040, basata su misurazione puntuale, riduzione e collaborazione lungo tutta la filiera.

Perché Doka punta sui dati invece che sulle dichiarazioni?
Perché il mercato richiede trasparenza e verificabilità: i dati sulle emissioni (Carbon Footprint) permettono ai clienti di integrare informazioni reali nei propri calcoli di sostenibilità.

Cosa sono Scope 1, 2 e 3 nel piano di Doka?
Sono le tre categorie di emissioni: dirette (Scope 1), indirette da energia (Scope 2) e quelle lungo la catena del valore (Scope 3), le più complesse da ridurre.

In che modo il modello di noleggio contribuisce alla sostenibilità?
Permette di riutilizzare casseforme e ponteggi attraverso refurbishment, riducendo sprechi e consumo di nuove risorse secondo una logica di economia circolare.

Qual è il ruolo della filiera nella strategia di decarbonizzazione?
È fondamentale: Doka collabora con fornitori e clienti per introdurre materiali a minor impatto e ottimizzare i processi, perché la sostenibilità non può essere raggiunta da un solo attore.

Articolo integrale in PDF

L’articolo nella sua forma integrale è disponibile attraverso il LINK riportato di seguito.
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