“Il PNRR sarà un volano per le costruzioni, ma il rischio è un crollo della domanda dopo il 2027”
L’amministratore del Gruppo Triveneta, Luigi Schiavo, conferma che il trend positivo registrato da ISTAT sul settore costruzioni trova riscontro anche nell’attività della sua azienda. Restano però criticità legate ai margini, ancora sotto pressione per l’alto costo della manodopera e per un calo dei prezzi delle materie prime che non ha compensato gli aumenti degli anni scorsi.
"Senza bonus meno lavoro nel settore privato, il PNRR una panacea, ma limitata nel tempo"
I dati ISTAT relativi a luglio 2025 certificano la ripresa del settore costruzioni, con una crescita sia congiunturale che tendenziale. Abbiamo raccolto il punto di vista di Luigi Schiavo, amministratore del Gruppo Triveneta, per capire come le imprese stiano vivendo questa fase, tra margini ridotti, prospettive legate al PNRR e la necessità di una programmazione di lungo periodo.
I dati Istat trovano riscontro anche nel vostro settore specifico?
Luigi Schiavo:
Si gli andamenti dell’anno confermano anche per la nostra azienda una crescita rispetto all’anno 2024.
Come stanno andando i margini delle imprese dopo il calo dei prezzi delle materie prime ma con il costo del lavoro ancora elevato?
Luigi Schiavo:
Il calo dei prezzi delle materie prime è stato molto marginale rispetto agli aumenti precedenti specialmente per i prodotti di volumi d’acquisto importanti e riferiti a produttori di carattere nazionale come il cemento o i prodotti chimici. Il costo della manodopera è rimasto molto alto legato alla difficoltà di reperirla specialmente se non generica.
Quali effetti state riscontrando dalla fine dei bonus edilizi e quali pensate potranno avere sul settore nel futuro, tenendo conto dell’attuazione del Pnrr?
Luigi Schiavo:
La fine dei Bonus o comunque la loro riduzione ha ridotto la richiesta del mercato legato al privato, anche se questa era cresciuta a dismisura rispetto ad una reale necessita di ristrutturare casa a favore solo di una speculazione finanziaria. Il PNRR si preannuncia come una iniezione di nuove opportunità al mercato molto intensa ma limitata nel tempo, non strutturata negli anni, che andrà ad avere lo stesso impatto dei Bonus precedenti.
Guardando ai prossimi tre anni, quali sono le vostre attese e le principali criticità che prevedete per il settore?
Luigi Schiavo:
Per i prossimi 2 anni il PNRR garantirà un flusso di lavoro importante specialmente per le aziende che si occupano del settore pubblico e delle infrastrutture, per gli anni avvenire il problema stante le cose sarà importante prevedere un crollo della domanda.
I CAM e altri strumenti premiali stanno introducendo meccanismi di valorizzazione delle competenze e delle persone che operano in cantiere: qual è il vostro giudizio su questo approccio e quanto può incidere sulla qualità del settore?
Luigi Schiavo:
I CAM come tutte le altre certificazioni di prodotto e sistema sono senz’altro una spinta verso la valorizzazione delle imprese virtuose e una crescita della qualità del settore edilizio. Tante volte la confusione o la mancanza di riferimenti chiari non aiutano molto il loro rispetto.
Quanto ritiene importante puntare sulla qualificazione delle imprese specialistiche e quali strumenti potrebbero favorirla concretamente?
Luigi Schiavo:
Qualificare le imprese è sinonimo di qualità di vario genere: dei lavori perché fatti secondo regole e con professionalità, della sicurezza perché strutturato e non improvvisato con attenzione alla prevenzione infortuni e soprattutto rispettoso e premiante delle imprese virtuose che investono e non speculano nella loro azienda.
Secondo voi, quali interventi dovrebbe mettere in campo il governo per sostenere il comparto delle costruzioni e perché?
Luigi Schiavo:
Il governo dovrebbe essere più attento a tutte le indicazioni descritte sopra e per primo dovrebbe occuparsene non improvvisando azioni politiche di sostegno ma provvedendo a piani programmatici strutturati nel tempo. Purtroppo, l’aspetto finanziario prevale su quello economico e di conseguenza le azioni diventano troppo frettolose e difficili da renderle efficaci. Riprendere il controllo del settore edilizio con questa capacità aiuterebbe a svincolarlo dagli altri settori economici rendendolo autonomo dalla speculazione finanziaria, dall’inflazione. Si adeguerebbe meglio alle imprese del settore anche il sistema bancario.
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