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Il progetto di consolidamento di una villa monumentale. Dialogo tra conservazione e consolidamento

Il progetto di riuso di Villa Mercede nel comune di Sanremo è un esempio del processo di definizione degli interventi di consolidamento strutturale nell’ambito di un progetto di restauro di un edificio vincolato ai sensi del D.Lgs. 42/2004. La nuova funzione dell’edificio, unitamente alle esigenze di conservazione e di sicurezza strutturale, ha richiesto un progetto di consolidamento che fornisce una soluzione per ogni elemento strutturale con risvolti sul comportamento globale dell’edificio.

Restauro Villa Mercede: conservazione e sicurezza strutturale nel riuso dell'edificio

La nuova funzione dell’edificio, unitamente alle esigenze di conservazione e di sicurezza strutturale, ha richiesto un progetto di consolidamento che fornisce una soluzione per ogni elemento strutturale con risvolti sul comportamento globale dell’edificio.

Il tema del riuso degli edifici monumentali dismessi rappresenta il tema cardine del progetto di restauro di Villa Mercede. Subordinato alle contrastanti esigenze della conservazione e della sicurezza, l’organismo edilizio induce alla costante ricerca di soluzioni che assicurino la conservazione del bene senza snaturarne i caratteri peculiari. Se da un lato la sua nuova funzione ne garantisce l’utilizzo e quindi dona nuova vita all’edificio, dall’altra pone le basi di una sfida progettuale: garantire la sicurezza strutturale per la nuova funzione compatibilmente con il bene.

Il caso del progetto di riuso di Villa Mercede, nel comune di Sanremo, si inserisce all’interno di questo dibattito grazie alla redazione di un progetto esecutivo finalizzato al restauro e ripristino funzionale dell’edificio con l’inserimento del triennio del Liceo Musicale G.D. Cassini di Sanremo, sovvenzionato con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Next generation EU (su richiesta del Comune di Sanremo proprietario dell’immobile e stazione appaltante – R.U.P. Arch. Giulia Barone).

Il progetto strutturale e di consolidamento di cui al presente articolo, redatto a cura degli autori, è inserito nel più ampio progetto di restauro e di riuso dell’edificio ad opera del Raggruppamento Temporaneo di Progettisti il cui progettista delle opere architettoniche e di restauro è l’Arch. Francesca Luisa Buccafurri (mandatario del raggruppamento) e il progettista per la progettazione impiantistica è l'Ing. Marcello Crispiatico.

L’edificio oggetto di intervento è una villa storica tutelata ai sensi del D.Lgs. 42/2004 dal 2011, edificata tra il 1874 e il 1882 e successivamente ristrutturata e ampliata agli inizi del Novecento, caratteristica dello sviluppo residenziale e turistico di Sanremo tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX. A destinazione prevalentemente residenziale, utilizzata come casa da villeggiatura, viene venduta al Comune di Sanremo nella seconda metà del Novecento e convertita in un istituto scolastico professionale (I.P.S.I.A. Marconi). L’edificio viene successivamente dismesso alla metà degli anni Novanta.

La villa oggi verte in un avanzato stato di degrado, in passato ha già subìto il processo di cambio di destinazione d’uso che, se operato oggi, richiederebbe, ai sensi delle Norme Tecniche, la valutazione della sicurezza locale e globale oltre che una verifica della vulnerabilità sismica, auspicabile in quanto la destinazione insediata (negli anni Settanta del Novecento) è una destinazione d’uso scolastica.

Il progetto di consolidamento strutturale di Villa Mercede si inserisce nel più ampio progetto di restauro e di ripristino funzionale dell’edificio storico che pur prevedendo il mantenimento di una destinazione d’uso scolastica (riuso dell’edificio come Liceo Musicale) rappresenta l’occasione per operare le verifiche di sicurezza al fine di valutarne la compatibilità con la originaria concezione strutturale e lo stato di conservazione degli elementi strutturali.

Le principali carenze strutturali evidenziate sono quelle inerenti alla capacità portante degli orizzontamenti dell’edificio nei riguardi dei carichi verticali di riferimento per la destinazione d’uso scolastica (Cat. C1, qk = 3,00 kN/mq) per i quali lo stato di avanzato degrado gioca un ruolo preponderante. Analogamente, per quanto riguarda le pareti portanti in muratura di pietra a spacco di modeste qualità il “mutamento” di destinazione d’uso comporta un aumento delle tensioni verticali medie all’interno dei maschi murari ai piani più bassi.

La definizione delle scelte progettuali, oltre che rispondere alle carenze individuate dalle verifiche statiche e sismiche, è intrinsecamente governata dalle scelte di restauro e conservazione degli elementi decorativi che caratterizzano in maniera preponderante il bene architettonico tutelato. La villa, infatti, presenta un apparato decorativo interno esteso e di grande pregio caratterizzato da: soffitti incannucciati con decorazioni in stucco, pavimentazioni in graniglie di marmo in tutti i corridoi e in alcuni ambienti del piano terra, pavimentazioni in legno “galleggianti” per gli altri ambienti ed estese decorazioni parietali, in due fasi decorative sovrapposte e distinte, concentrate prevalentemente nei corridoi a tutti i piani e nel grande scalone monumentale.

Pertanto, dal punto di vista strutturale, alla valutazione della sicurezza è stata affiancata una fase di attenta individuazione delle possibilità di intervento nel rispetto delle indicazioni del progetto di restauro delle superfici e, conseguentemente, di definizione della tecnologia di consolidamento più adatta alla specifica casistica. Ne è risultato un progetto di consolidamento strutturale di grande varietà tecnica fortemente improntato al rispetto delle scelte di restauro e conservazione della materia.

Dunque, gli interventi strutturali così definiti, si configurano come un insieme organico di interventi volti a conseguire un aumento della sicurezza della costruzione esistente la cui realizzazione ha un’influenza nella risposta dell’edificio alle azioni sismiche orizzontali e, ai sensi del §8.4.2 delle NTC218 e del §C8.4.2 della Circolare delle Istruzioni, come un intervento di “Miglioramento sismico”.

Villa Mercede (Sanremo, Liguria)

Descrizione dell’edificio e del suo organismo strutturale

Villa Mercede è un edificio isolato in stile liberty situato in località San Martino, al civico 252 di corso Cavallotti a Sanremo (IM). Si compone di un corpo centrale, di tre piani fuori terra, di forma pressoché cubica, cui si aggiungono un volume di sviluppo rettangolare verso Sud, che costituisce la veranda e il terrazzo più basso, e un corpo anch’esso rettangolare addossato sul lato Est della Villa che ospita ampie stanze ai piani inferiori e una terrazza panoramica a livello delle coperture, e che costituisce la base su cui si sviluppa la torretta, l’elemento più alto dell’intera costruzione.

Figura 1 – Prospetto ovest di villa Mercede e articolazione volumetrica del complesso in corpo centrale (rosso), veranda (azzurro) e galleria con torretta (giallo).
Figura 1 – Prospetto ovest di villa Mercede e articolazione volumetrica del complesso in corpo centrale (rosso), veranda (azzurro) e galleria con torretta (giallo).

Lo studio delle fonti dirette e indirette, l’analisi della stratigrafia, il confronto formale e tipologico con altre costruzioni hanno portato all’identificazione delle fasi costruttive, supportate da saggi stratigrafici e indagini non distruttive o semi distruttive.

Pertanto, sono state ipotizzate 3 fasi costruttive. L’evoluzione del complesso della villa ha visto dapprima la realizzazione del corpo centrale articolato in tre livelli di cui due fuori terra, il quale è stato successivamente ampliato mediante la realizzazione di una veranda sul lato sud e di un ulteriore volume sul lato est della costruzione nonché sopraelevato di un livello. La tipologia degli orizzontamenti ha rappresentato un elemento fondamentale per il riconoscimento delle fasi costruttive che hanno interessato la villa.

La struttura è realizzata in muratura in pietra a conci sbozzati con paramento disomogeneo e pareti di spina in muratura in pietrame disordinato. La struttura verticale appare più o meno la stessa per tutto il suo sviluppo; al piano seminterrato e terra sono presenti pareti di grande spessore che definiscono il perimetro esterno. Inoltre, sono presenti pareti di irrigidimento trasversale, che continuano al piano primo, secondo e sottotetto. Da ultimo, la torretta che svetta dalla terrazza panoramica, è costituita da quattro pilastri angolari in muratura in pietra con sezione a L e colonne cave in laterizio, due addossate ai pilastri angolari e due libere per ogni lato.

Figura 2 – (a) Muratura in pietra a spacco delle murature perimetrali, elementi pseudo rettangolari e cuneiformi organizzati in ricorsi sub-orizzontali. (b) Muratura in pietrame disordinata delle pareti di spina, ciottoli, pietre erratiche e irregolari
Figura 2 – (a) Muratura in pietra a spacco delle murature perimetrali, elementi pseudo rettangolari e cuneiformi organizzati in ricorsi sub-orizzontali. (b) Muratura in pietrame disordinata delle pareti di spina, ciottoli, pietre erratiche e irregolari.

Le strutture orizzontali dell’edificio sono costituite da orizzontamenti di tipologia eterogenea ciascuna ascrivibile a una precisa fase costruttiva. Le tipologie di orizzontamento identificate possono essere raggruppate per materiale strutturale in 4 distinte tipologie:

  • Solai voltati in muratura di mattoni pieni;
  • Solai piani in legno;
  • Solai voltati con putrelle metalliche e voltine;
  • Solai piani in calcestruzzo armato.

Gli orizzontamenti localizzati nella porzione centrale della villa, facenti parte del nucleo originario della stessa, sono realizzati con volte in muratura per il piano terra e orizzontamenti lignei per il primo piano, mentre la presenza dei solai che presentano putrelle metalliche e voltine e, più generalmente, l’utilizzo di elementi strutturali metallici è stato osservato diffusamente nelle zone di ampliamento e nelle zone che hanno subìto forti rimaneggiamenti a fronte della modifica dell’impianto di origine compresa la scala monumentale collocata in posizione centrale rispetto al nucleo originario.

Essendo la villa estesamente decorata nella sua quasi totalità sia a livello di pavimentazione che a livello di controsoffitti, il riconoscimento della tipologia di orizzontamento per ciascun elemento orizzontale non è stato immediato ad eccezione di alcuni casi. Inoltre, la presenza di pavimentazioni originali da conservare o di un apparato decorativo a soffitto ha fortemente orientato la definizione dell’intervento strutturale da applicare a ciascun orizzontamento.


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La fase di conoscenza e le indagini diagnostiche
Le verifiche di sicurezza dello stato di fatto
Il progetto di consolidamento strutturale
Il consolidamento degli orizzontamenti
Il consolidamento delle murature e il miglioramento sismico dell’edificio

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