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Codice Appalti: lettera aperta degli architetti al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Governo

Secondo gli architetti il testo preliminare del nuovo Codice Appalti rivela criticità che segnano un netto passo indietro rispetto ad alcuni temi strategici che riguardano l'intera comunità. Il testo della lettera aperta inviata al Presidente del Consiglio e al Governo.

La professione di Architetto (...) è espressione di cultura e tecnica che impone doveri nei confronti della società, che storicamente ne ha riconosciuto il ruolo nelle trasformazioni fisiche del territorio, nella valorizzazione e conservazione dei paesaggi, naturali e urbani, del patrimonio storico e artistico e nella pianificazione della città e del territorio.

Nuovo Codice Contratti: la qualità delle opere prima di tutto

"Il nuovo Codice dei Contratti deve garantire e promuove la qualità di progetti e opere strategiche per le future generazioni, attraverso i principi di equità, partecipazione e confronto" scrivono i Presidenti degli Ordini territoriali degli Architetti PCC firmatari del documento.

Il testo preliminare del nuovo Codice Appalti, proposto e diffuso in questi giorni, mette la qualità del progetto in secondo piano avvertono gli architetti. Per rendere più veloce l’affidamento dei lavori delle opere pubbliche, il fatto di voler ricorrere all'appalto integrato - che affida progettazione esecutiva ed esecuzione all’impresa anziché al concorso in due fasi - non va nella direzione di una progettazione di qualità delle opere.

Secondo gli architetti è fondamentale sostenere l'importanza del confronto tra soluzioni progettuali, il concorso di progettazione è uno strumento indispensabile per selezionare la qualità.

"La riduzione o la perdita di valore o addirittura l'eliminazione dei concorsi di progettazione, nella forma più aperta e inclusiva dei giovani e dei professionisti di talento, dell'equo compenso, della leale concorrenza, del legittimo merito che la proposta di legge dimostra, vanno in una direzione diversa da quella che tutti noi auspichiamo e prospettiamo per il bene e il futuro dei nostri territori, delle nostre città e dell'intera comunità."

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"Un progetto di qualità, una buona realizzazione di edifici, spazi pubblici e infrastrutture migliorano le nostre condizioni di vita e non possono essere posti in secondo piano rispetto a interessi economici e temporali. Il costruito di oggi sarà il nostro abitare di domani".

Gli architetti chiedono quindi al Governo un ripensamento delle soluzioni proposte e si rendono disponibili al confronto.

La lettera è stata pubblicata sul Corriere della Sera il 23/12/22.

Nella sezione Allegati la lettera sottoscritta dai presidenti degli Ordini delle province firmatarie.

Allegati

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