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Notizia flash: per gli Uffizi seppellito il Progetto Loggia di Isozaki

Dopo 25 anni il Consiglio superiore dei beni culturali ha concluso ha deciso di negare i fondi per il progetto dell'architetto della grande Loggia degli Uffizi pensata dall'archistar giapponese Arata Isozaki. Grande disappunto da parte di Francesco Miceli (CNAPPC) che denuncia la gravità della scelta di bocciare il progetto e di non prevedere una nuova procedura concorsuale. Dall'Ordine degli Architetti di Firenze è stata inviata anche una lettera al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e al sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi per esprimere la propria preoccupazione sulla decisione presa.

Fumata "nera" per la Moderna Loggia di Isozaki agli Uffizi, non si farà dopo 25 anni

Il sogno di una moderna loggia di Isozaki agli Uffizi è ufficialmente finito.

Il Consiglio superiore dei beni culturali ha concluso una saga lunga 25 anni, negando i fondi per l'ambizioso progetto dell'architetto giapponese Arata Isozaki. Nonostante il sostegno passato di figure come il sindaco Dario Nardella, la proposta ha incontrato un'opposizione costante, culminata nella recente bocciatura guidata dal sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi.

Arata Isozaki, che aveva legami profondi con l'Italia e un'affinità per il suo patrimonio rinascimentale, non ha visto il suo progetto realizzato prima della sua scomparsa nel 2022. Il suo design era stato lodato per l'ingegno e la potenziale sinergia con il contesto storico fiorentino, ma criticato per la sua modernità in netto contrasto con il classico panorama.

Questa decisione ha scatenato un dibattito infuocato tra i conservazionisti culturali e il mondo dell'architettura. Mentre figure come Paolo Marcheschi esultano per la decisione, l'Ordine degli Architetti di Firenze lamenta una perdita di credibilità internazionale, sottolineando l'importanza di bilanciare conservazione e innovazione.

La fine di questo progetto pone l'Italia al crocevia tra la salvaguardia del suo inestimabile patrimonio culturale e l'adozione di audaci nuove visioni architettoniche.

La questione rimane: come può il Paese onorare il suo passato rinascimentale mentre guarda coraggiosamente al futuro?

La saga della LOGGIA ISOZAKI

Il concorso di progettazione internazionale per la Loggia da erigersi all'uscita degli Uffizi ebbe origine negli anni Novanta: fu nel 1999 che l'archistar giapponese Arata Isozaki, creatore di oltre un centinaio di edifici in Asia, Europa, Nord America, Medio Oriente e Australia, insieme al suo partner italiano Andrea Maffei, trionfò con un'opera che faceva eco al cubo di Brunelleschi, distorto dalla prospettiva centrale di Leon Battista Alberti.

Prevista per elevarsi a 23 metri, la loggia avrebbe dovuto allinearsi con il secondo piano del Museo degli Uffizi, alla pari con la Loggia dei Lanzi, e impreziosirsi di quattro sculture. Incessantemente procrastinata, con un cantiere persino inaugurato ma rimasto in uno stato di imbarazzante stasi per oltre due decenni, la Loggia fu soggetta a continui ripensamenti, un ritornello che con ogni avvicendamento di ministri e sottosegretari ritornava prepotentemente al cuore del dibattito.

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Il “Nobel dell’architettura” 2019 all’architetto nipponico classe 1931. Isozaki è l’ottavo giapponese ad essere insignito del prestigioso riconoscimento internazionale.

Miceli (CNAPPC): "Grave non prevedere una nuova procedura concorsuale"

Il Presidente di CNAPPC ha così dichiarato: “Sono incomprensibili le ragioni del definitivo no alla realizzazione della Loggia degli Uffizi. Abbandonare, dopo quasi 25 anni, il progetto del vincitore, Arata Isozaki, architetto di fama internazionale, priva Firenze, ed il nostro Paese tutto, di un’opera aperta alla contemporaneità rispettosa della storia della città”.

 

Il Presidente di CNAPPC, Francesco Miceli.
Il Presidente di CNAPPC, Francesco Miceli. (crediti: CNAPPC)

 

“Grave mettere in discussione, per il CNAPPC, gli esiti di un Concorso. Ciò, oltre ad arrecare discredito a livello internazionale, rappresenta una mancanza di rispetto nei confronti di un percorso concorsuale che si è svolto secondo i criteri di trasparenza e di concorrenza e che è costato lavoro ed impegno per i tanti professionisti coinvolti. Ancora più grave che le nuove ventilate soluzioni riguardo al progetto non prevedano una nuova procedura concorsuale e che siano assolutamente avvolte nel mistero le modalità con cui acquisire le soluzioni progettuali per realizzare il delicato intervento in uno dei luoghi più significativi della città di Firenze”.

Il Presidente di CNAPPC così conclude: “Questa vicenda eclatante colpisce, ingiustificatamente, il concorso di progettazione che per noi rappresenta la procedura fondamentale per realizzare buone opere pubbliche garantendo la qualità del progetto”.

Andrea Crociani (Ordine di Firenze): "Discredito non solo sulla reputazione dell'Italia, ma anche sullo strumento del concorso"

Dall'Ordine degli Architetti di Firenze è stata inviata una lettera (in fondo all'articolo nella sezione Allegati), per posta elettronica certificata, indirizzata al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e al sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi per “esprimere estrema preoccupazione in merito alla recente decisione di non dare corso alla realizzazione della loggia Isozaki”.

La lettera, firmata dal presidente dell'Ordine degli Architetti di Firenze Andrea Crociani, è stata sottoscritta da 94 ordini su un totale di 105, oltre che dalla Fondazione Architetti Firenze e dalla Fondazione Michelucci.

“Questa decisione – si legge nel documento - ci ha profondamente sorpresi e preoccupati, in quanto annulla gli esiti di una procedura concorsuale, gettando discredito non solo sulla reputazione dell'Italia, ma anche sullo strumento del concorso - universalmente riconosciuto come la modalità più appropriata per la progettazione e realizzazione delle opere pubbliche - ed il cui esito non può essere messo in discussione a valle della procedura, in base a valutazioni assolutamente soggettive e discrezionali. Non ci risulta infatti che ci siano state comunicazioni in merito, volte, in particolare, a spiegare le ragioni dell’annullamento, le condizioni che hanno portato a tale decisione e i motivi per cui non sia stata intrapresa una nuova procedura concorsuale, venendo meno le condizioni di validità del progetto risultato vincitore del concorso internazionale”.

Nella lettera si rivolgono alcune domande a Sangiuliano e Sgarbi ad esempio se “sono cambiate le condizioni che avevano, a suo tempo, determinato la necessità di bandire un concorso internazionale, invitando architetti di riconosciuta fama, per la realizzazione della nuova uscita degli uffizi in Piazza del Grano ? Se si, in quale direzione? Quali fattori hanno contribuito?”

“Nei giorni scorsi sono state pubblicate immagini relative a una nuova soluzione per l'uscita degli Uffizi in piazza del Grano. Tali immagini rappresentano effettive ipotesi progettuali attualmente al vaglio degli enti di competenza? In caso affermativo, chi è o sono i progettisti di questa nuova soluzione?”

“Vorremmo comprendere il motivo per cui non è stato ritenuto opportuno, dopo aver annullato l'esito di un concorso internazionale, procedere con un nuovo concorso si precisa -. L'Ordine di Firenze si augura pertanto che la procedura concorsuale possa diventare in futuro una procedura ordinaria nel governo delle trasformazioni urbane e delle opere pubbliche” e si rende disponibile “a collaborare attivamente per garantire che la progettazione della nuova soluzione per l’uscita degli Uffizi sia svolta nel rispetto delle migliori pratiche e degli interessi culturali del nostro Paese”.

Fonte: Ordine degli architetti di Firenze

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