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Protezione antincendio negli edifici storici: come il sistema Inim FA100 tutela il mulino De Hompesche Molen

Proteggere un mulino storico operativo da oltre 300 anni richiede tecnologie affidabili e precise. Al De Hompesche Molen, il sistema FA100 di Inim garantisce una rivelazione avanzata anche in presenza di polveri, riducendo i falsi allarmi e assicurando continuità operativa e tutela del patrimonio.

La rivelazione fumi ad aspirazione è la soluzione più adatta per edifici storici con elevate concentrazioni di polveri, dove i sensori tradizionali possono generare falsi allarmi. Nel De Hompesche Molen, il sistema FA100 di Inim consente di discriminare il particolato, proteggere una struttura lignea in esercizio e mantenere continuità alle attività dimostrative e turistiche.


Protezione antincendio Inim per il De Hompesche Molen nei Paesi Bassi

Proteggere un edificio storico di oltre 300 anni, ancora oggi operativo, richiede tecnologie capaci di coniugare precisione e affidabilità. È il caso del De Hompesche Molen, uno dei mulini a vento più grandi d’Europa, dove il sistema di rivelazione fumi ad aspirazione FA100 di Inim garantisce una protezione avanzata anche in presenza di elevate concentrazioni di polveri.

Mulino  De Hompesche Molen situato a Stevensweert, nei Paesi Bassi.
Mulino De Hompesche Molen situato a Stevensweert, nei Paesi Bassi. (hompesche-molen.nl/vergaderlocatie-limburg/)

Situato a Stevensweert, nei Paesi Bassi, e alto oltre 37 metri, il mulino – costruito nel 1722 – è oggi una rinomata attrazione turistica e continua a ospitare dimostrazioni della tradizionale macinatura del grano.

Mulino De Hompesche Molen situato a Stevensweert, nei Paesi Bassi. Interni
Mulino De Hompesche Molen situato a Stevensweert, nei Paesi Bassi. Interni. (hompesche-molen.nl/vergaderlocatie-limburg/)

La sfida: gestire il rischio incendio in un ambiente ricco di polveri

Il mulino, con la sua maestosa struttura in mattoni e legno, richiedeva una protezione antincendio che fosse in grado di rispondere a particolari necessità. La polvere di farina, prodotto naturale della macinatura, è estremamente volatile e può rappresentare un duplice rischio per la sicurezza antincendio: Polveri così sottili rendono particolarmente difficoltoso affidarsi ai classici sistemi di rivelazione fumo, che corrono il rischio di attivarsi ripetutamente generando falsi allarmi. Questo rappresentava una sfida cruciale per il De Hompesche Molen, soprattutto durante le dimostrazioni operative. La polvere, accumulandosi progressivamente nelle intercapedini, negli angoli nascosti e sulle superfici non facilmente accessibili, può diventare un pericoloso detonatore silenzioso. Questo accumulo crea una condizione ideale per lo sviluppo di incendi latenti, che, rimanendo nascosti, possono propagarsi senza essere immediatamente rilevati. Per affrontare queste problematiche era necessario utilizzare un sistema altamente affidabile e una tecnologia che rispondesse in modo specifico alle esigenze della struttura.

La soluzione proposta da Inim è stata l’adozione del sistema di rivelazione fumi ad aspirazione FA100, progettato appositamente per ambienti in cui era necessaria una rivelazione specifica. Il sistema, dotato di filtri anti-polvere e tecnologia di rivelazione avanzata, offre un’elevata tolleranza alle particelle sospese, garantendo al contempo una protezione reattiva e affidabile in caso di principi d’incendio. Questa installazione ha non solo migliorato la sicurezza del mulino, ma ha anche preservato il valore storico della struttura, assicurando che le dimostrazioni mensili e le visite turistiche potessero continuare senza interruzioni.

Inim FA100, Sistema di rivelazione fumo ad aspirazione.
Inim FA100, Sistema di rivelazione fumo ad aspirazione. (Inim)

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La tecnologia FA100, reazione misurata alle particelle

I rivelatori di fumo ad aspirazione con sistema ottico sono basati sull’effetto Tyndall, il rivelatore aspira in modo continuativo aria e la convoglia all’interno della camera di campionamento del dispositivo. Qui è presente una sorgente luminosa che illumina la camera di campionamento, un foto ricevitore punta sullo stesso volume ma, per via del design a labirinto della camera stessa, non riceve raggi emessi dalla sorgente luminosa. Eventuali particelle presenti all’interno della camera rifletteranno i fasci luminosi della sorgente deviandone una parte verso il ricevitore; il rilevamento di questi fasci luminosi determina la condizione di allarme.


Che cos'è l'effetto Tyndall

L’effetto Tyndall è un fenomeno ottico che si verifica quando un fascio di luce attraversa un mezzo contenente particelle sospese di dimensioni colloidali o micrometriche. In queste condizioni, la luce non prosegue in linea retta ma viene diffusa in più direzioni, rendendo visibile il suo percorso. È tipico, ad esempio, nei fasci luminosi visibili nella polvere o nella nebbia. Dal punto di vista fisico, la diffusione dipende dalla dimensione e dalla concentrazione delle particelle. Questo principio è alla base di molti sensori ottici, come i rivelatori di fumo.


Come è intuibile, il rivelatore di fumo ad aspirazione con un sistema ottico classico reagirà in maniera indiscriminata a qualsiasi tipo di particelle, siano esse del fumo, della polvere o del vapore. Il principio chiave della tecnologia si basa su due sorgenti luminose a diverse lunghezze d’onda, una sorgente nel campo degli infrarossi (luce rossa) ed una nel campo del visibile (luce blu); le due sorgenti vengono attivate alternativamente. Le particelle di diametro differente deflettono in maniera diversa le diverse frequenze, nello specifico le particelle di dimensione superiore al micron riflettono maggiormente la luce infrarossa e meno la luce blu; al contrario, le particelle di diametro inferiore al micron rifletteranno meno la luce infrarossa e di più la luce blu. Questa combinazione permette al rivelatore di discriminare tra particelle di diversa dimensione, permettendo al sistema di ignorare particelle più grandi, come la polvere di farina, che spesso causa falsi allarmi nei sistemi tradizionali.

L’analisi particellare del sistema FA100

Una combustione rilascia nell’aria delle particelle che hanno tipicamente un diametro di circa 0,2 µm. Dall’analisi del diametro dei vari agenti contaminanti che possiamo trovare nell’aria, si evince che il fumo prodotto dalla combustione è costituito da particelle con un diametro inferiore ad un micron, mentre gli agenti contaminanti hanno dimensioni maggiori al micron.

Questa combinazione permette al rivelatore di discriminare tra particelle di diversa dimensione, permettendo al sistema di ignorare particelle più grandi, come la polvere di farina, che spesso causano falsi allarmi nei sistemi tradizionali. Solo le particelle di fumo, tipicamente più piccole, attivano il sensore, rendendo il dispositivo FA100 altamente performante e adatto in luoghi in cui è necessario un elevato grado di sicurezza.

Inim FA100, Tecnologia doppia luce per analisi particellare.
Inim FA100, Tecnologia doppia luce per analisi particellare. (Inim)

PER SAPERNE DI PIÚ SUL SISTEMA FA100 di Inim


FAQ Tecniche: Rivelazione fumi ad aspirazione in mulini storici

  • Che cos’è un sistema di rivelazione fumi ad aspirazione?
    È un sistema che campiona continuamente l’aria attraverso una rete di tubazioni e la convoglia in una camera di analisi, dove il sensore verifica la presenza di aerosol compatibili con un principio d’incendio. È particolarmente utile in ambienti alti, complessi o con accessibilità ridotta, dove la rivelazione puntiforme può essere meno efficace. La norma di prodotto di riferimento è la EN 54-20 per gli aspirating smoke detectors.
  • In quali contesti d’uso è indicato un ASD come FA100?
    È indicato in edifici storici, depositi, archivi, ambienti industriali con polveri o nebbie, locali con altezze importanti e spazi dove serve una rivelazione precoce senza installare numerosi rivelatori puntiformi. Nel caso del mulino olandese, la presenza di farina in sospensione e la struttura lignea rendono questa configurazione particolarmente coerente con il rischio.
  • Qual è il quadro normativo più pertinente?
    Per il prodotto, il riferimento principale è EN 54-20:2006, che definisce requisiti, metodi di prova e criteri prestazionali dei rivelatori di fumo ad aspirazione. Per la progettazione dell’impianto in Italia rileva UNI 9795:2021; per pianificazione, installazione, messa in servizio ed esercizio dei sistemi di rivelazione incendio è inoltre pertinente UNI CEN/TS 54-14:2018. Per i sistemi ad aspirazione è richiamata anche la UNI/TR 11694:2017.
  • Quali vantaggi tecnici offre rispetto ai rivelatori tradizionali in ambienti polverosi?
    Il vantaggio principale è la maggiore selettività. La tecnologia dual light del FA100 utilizza due sorgenti luminose, infrarosso e blu, per valutare la dimensione del particolato aspirato, migliorando il rigetto dei falsi allarmi dovuti a polveri o nebbie. Questo approccio consente una rivelazione più stabile in ambienti dove il particolato grossolano è frequente ma non correlato a combustione.
  • Come si gestiscono durabilità e manutenzione in un ambiente con polveri di farina?
    In ambienti contaminati la manutenzione è decisiva: occorre monitorare portate d’aria, stato dei filtri, livelli di contaminazione del rivelatore e storico eventi. La manutenzione dei sistemi di rivelazione incendio si colloca nel perimetro della UNI 11224, mentre per la conformità d’impianto resta centrale la UNI 9795. In presenza di polveri fini va verificata con regolarità la stabilità del campionamento.

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