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Riforma Codice Appalti: 7 gli aspetti particolarmente negativi da risolvere secondo la Rete delle Professioni Tecniche

Il Gruppo “Lavori Pubblici” della RPT (Rete Professioni Tecniche) ha avanzato proposte necessarie e urgenti con l'obbiettivo di correggere aspetti negativi riscontrati nel nuovo programma della riforma e ha predisposto una memoria di emendamenti allo schema di Codice dei Contratti Pubblici. Il comunicato del CNI e la memoria sono presenti in fondo all'articolo nella sezione Allegati.

Riforma Contratti pubblici: le critiche

Dopo la promulgazione della Riforma degli Appalti pubblici (Legge 21 giugno 2022 n.78), recante “Delega al Governo in materia di Contratti pubblici “, è stato dato mandato al Consiglio di Stato di predisporre uno schema preliminare di Codice dei contratti pubblici rispettoso dei principi e criteri direttivi fissati dall’art.1 della legge-delega citata.

In seguito, lo schema è stato trasmesso, nel mese di ottobre, dal Consiglio di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, dopo averlo licenziato nei primi giorni di dicembre, ne ha curato la trasmissione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’esame preliminare. In data 16 dicembre, la Presidenza ha quindi approvato in via preliminare lo schema che, a seguito della bollinatura da parte della Ragioneria Generale dello Stato, è stato depositato presso l’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati al fine di dar seguito all’iter preordinato all’acquisizione del parere parlamentare (v. allegato).

Il CNI nella Rete delle Professioni Tecniche, ha monitorato con interesse questo iter parlamentare. Ma da un iniziale ottimismo si è passati a una visione molto contraria di quello che è stato pubblicato.

Infatti, la Rete delle Professioni Tecniche si è vista coinvolte in diverse attività per contribuire a produzioni normative a vantaggio delle categorie dei tecnici, che per primi lavorano con il Codice, oltre che le stazioni appaltanti, oltre al Paese in generale.

Gruppo Lavori Pubblici della Rete delle Professioni Tecniche: i 7 punti urgenti da risolvere

Nelle prossime settimane la Rete delle Professioni Tecniche presenzierà presso le Commissioni parlamentari per parlare sempre riguardo al testo del Codice, sottolineando diversi aspetti fondamentali per aiutare il mondo dei progettisti.

In quell'occasione verrà trasmesso il contributo redatto da parte del Gruppo “Lavori Pubblici” della RPT che ha avanzato proposte assolutamente necessarie e che richiedono un intervento urgente  con l'obbiettivo di correggere aspetti particolarmente negativi che, brevemente, si riportano di seguito:

  • il ricorso all’appalto integrato, di fatto generalizzato, previa presentazione di progetto esecutivo in sede di gara, che fa venir meno la centralità del progetto nei processi di trasformazione del territorio, accresce enormemente i costi di gara degli operatori economici, oltreché porsi in contrasto con il principio enunciato all’art. 1, comma 2, lett. ee), della legge 21 giugno 2022 n.78;
  •  la possibilità di affidamento della prestazione d’opera intellettuale a titolo gratuito in casi “eccezionali”, senza che gli stessi siano compiutamente definiti. Peraltro, resta ancora possibile la prestazione professionale gratuita sotto forma di “donazione”;
  • il mancato richiamo ad una specifica norma di legge per il calcolo dell’importo a base di gara negli affidamenti dei Servizi di architettura ed ingegneria ed altri servizi tecnici, all’obbligo di utilizzo della stessa e alla necessità che sia aggiornata in relazione alle modifiche introdotte dal nuovo Codice, in particolare ai livelli ed ai contenuti della progettazione.
  • la richiesta dei requisiti di partecipazione esorbitanti in violazione il principio di apertura del mercato (fatturato anno precedente in luogo dei migliori tre degli ultimi cinque anni e servizi tecnici il cui periodo di riferimento scende da 10 anni a 3 anni);
  • in merito ai concorsi, si ritiene che la previsione del concorso in unica fase, anziché in due, violi il principio di proporzionalità sancito a livello europeo: la richiesta che tutti i partecipanti forniscano gratuitamente un progetto di fattibilità tecnica ed economica, comporta, infatti, un lavoro ingente già in fase di partecipazione, con un conseguente elevato e non giustificato costo complessivo a carico dei professionisti;
  • il mancato divieto di subappalto degli affidamenti inerenti i Servizi di Architettura ed Ingegneria ed altri Servizi tecnici;
  • l’eccessivo, quasi esclusivo, ricorso dell’affidamento della progettazione, della direzione lavori e del collaudo, all’interno degli Uffici tecnici delle Stazioni appaltanti, mediante la reintroduzione di tutte le attività professionali nell’incentivo e la previsione della priorità dell’affidamento interno della direzione dei lavori e del collaudo, in contrasto con le conclamate carenze di organico delle Stazioni appaltanti.

Scarica il comunicato in fondo all'articolo nella sezione Allegati.

Il Gruppo di lavoro “Lavori Pubblici” della Rete Professioni Tecniche, che ad oggi vede la presenza dei nuovi Consiglieri delegati in materia di lavori pubblici e Servizi di ingegneria e architettura, gli Ingg. Sandro Catta e Domenico Condelli, che hanno ricevuto il testimone dall’Ing. Michele Lapenna, coordinatore del Gruppo di lavoro – ha predisposto una memoria di emendamenti allo schema di Codice dei contratti pubblici. >> Puoi consultare gli emendamenti nel pdf in fondo all'articolo nella sezione Allegati

Il documento in questione è stato oggetto di confronto fra tutti gli Ordini territoriali il giorno mercoledì 18 gennaio. Per poter visionare la videoconferenza ecco il link qui sotto.

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