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Tende e chiusure oscuranti: la guida alle norme UNI di settore

La normativa italiana sul mondo dei serramenti e degli oscuranti è regolamentata prevalentemente dalla commissione UNI/CT 033/GL 12, la quale elabora norme specifiche in materia. Nell'articolo vengono riportate le norme UNI di riferimento.

Il mondo dei serramenti: guida alla normazione di settore

Abbiamo già trattato i serramenti in un precedente articolo e abbiamo potuto constatare la mole di norme a disposizione di professionisti e imprese per la realizzazione di una porta, una finestra o un cancello. Nell’articolo si faceva solo un cenno al mondo degli oscuranti, senza entrare nel dettaglio.

Tuttavia, anche gli oscuranti hanno un bagaglio normativo notevole con le loro 20 norme dedicate e di seguito si cercherà di approfondirlo.

Perciò se abbiamo necessità di realizzare un sistema di oscuramento dell’edificio, sarà necessario conoscere le norme pertinenti, chiamando fin da principio il prodotto con il nome corretto e montando un prodotto idoneo alla prestazione ricercata.

L'attività normativa su porte, finestre, chiusure oscuranti e relativi accessori è seguita nell'ambito di un gruppo di lavoro UNI, l'UNI/CT 033/GL 12 "Finestre, porte, chiusure oscuranti e relativi accessori", che opera all'interno della Commissione "Prodotti, processi e sistemi per l'organismo edilizio".

>> Per saperne di più: Serramenti: guida alle norme UNI di settore

L’attività di normazione

Senza dilungarsi troppo su chi ha scritto queste norme, si rimanda al precedente articolo per avere informazioni più dettagliate. È sufficiente sapere che la normazione sul mondo degli oscuranti è svolta prevalentemente a livello europeo presso il CEN/TC 33, nello specifico il WG 3.

La posizione italiana a questi documenti è predisposta dal UNI/CT 033/GL 12. Segnaliamo che ad oggi non vi sono particolari lavori in corso. Perciò la descrizione che troverete è lo stato dell’arte consolidato.

Persiana, imposta o gelosia?

Per tenere conto di tutti i nomi con i quali sono chiamati gli oscuranti ci vorrebbe una matrice degna di nota.

Fisse o a nastro, avvolgibili, apribili, con manovella o con cordicella, interne o esterne, di legno, alluminio o PVC, persiana, veneziana, antone, imposto, tapparella o gelosia; insomma la casistica è molto ampia e, soprattutto, i modi per chiamare gli oscuranti sono molteplici e influenzati dalla cultura e dalle abitudini locali.

Un buon modo per semplificare i problemi è fare riferimento alla UNI EN 12216 Chiusure oscuranti, tende interne ed esterne – Terminologia, glossario e definizioni. La norma ha proprio il compito di fornire la terminologia sugli oscuranti. A supporto delle definizioni, contenute nella prima parte della norma, vi è un grosso capitolo grafico in cui i testi sono rappresentati attraverso l’ausilio di disegni ed è possibile capire meglio le diverse tipologie e individuare i componenti che le costituiscono. La norma fornisce, inoltre, una classificazione degli oscuranti in base alla posizione di impiego, permettendo di distinguere tra prodotti ad uso interno o esterno all’edificio oppure a prodotti racchiusi all’interno delle vetrate, sia queste siano finestre o facciate.

Viene fatta chiarezza sui tipi di movimento che possono essere svolti dall’oscurante ed è tenuto in considerazione la movimentazione motorizzata e automatizzata oltre a quella manuale. Le indicazioni sulla motorizzazione di un oscurante, laddove possibile, è ripresa dalle norme di prodotto.

Da ricordare, che quando si parla di oscuranti ci riferiamo sia alla tenda, quale ad esempio la veneziana che è ad uso interno o la tenda da sole ad uso esterno, sia alla chiusura oscurante, spesso ad utilizzo esterno che può avere sia una parte apribile come la persiana oppure un sistema fisso come il frangisole.

L’obiettivo di tali prodotti rimane invariato e chiaro nelle definizioni della UNI EN 12216: fornire o modificare le caratteristiche, quali quelle termiche, visive, di sicurezza, di una finestra, porta, facciata alla quale il prodotto è applicato. Perciò l’impiego di questi prodotti permette di migliorare le prestazioni complessive dell’immobile.

Infatti, in molti degli interventi per il miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio svolte sotto il Superbonus proponevano il cambio del sistema di oscuramento.

Tende e tendoni

Proviamo ad entrare nel dettaglio delle norme di prodotto sulle due grandi tipologie di oscuranti. Partiamo con le tende e i tendoni.

La prima norma che prendiamo in considerazione è la UNI EN 13120 che fornisce i requisiti che le tende interne devono soddisfare quando installate in un edificio. Si segnala che la norma è volontaria e non permette la marcatura CE in quanto non è una norma armonizzata ai sensi del Regolamento Europeo 305/2011 sui Prodotti da Costruzione. Tuttavia è possibile scontrarsi con il marchio CE, nel caso di motorizzazione o automazione della tenda per via della Direttiva Macchine.

A prescindere dalla progettazione e dal materiale usato, la norma UNI EN 13120 può essere applicata a:

  • la tenda veneziana;
  • l’avvolgibile;
  • la tenda verticale e quella plissettata a nido d’ape;
  • la tenda a pacchetto;
  • la tenda arricciata;
  • la tenda a pannello;
  • la tenda a libro.

Esse devono essere montate dietro una finestra o una superficie vetrata all’interno dell’edificio. Per questo non troveremo requisiti relativi al rumore in quanto non è considerato un problema. Le zanzariere, che a volte sono montate internamente, non ricadono sotto questa norma, ma vengono intese come tende esterne.

Capitolo principale della norma è l’azionamento della tenda in quanto può avere una duplice valenza. La progettazione del meccanismo di azionamento deve tenere in considerazione gli aspetti di comfort dell’utilizzatore finale. L’azionamento può avvenire mediante nastro, corda o catena, ed essere svolto in modo manuale o motorizzato. Oltre che al comfort, l’azionamento garantisce anche il funzionamento del prodotto, che deve essere conforme alle proprie specifiche. Può succedere che un malfunzionamento della corda porti ad una lacerazione della tenda o alla rottura di una lamella a causa di uno strattone imprevisto da parte dell’utente.

La qualità della tenda passa dal suo meccanismo di funzionamento. Uno dei requisiti della norma è la resistenza meccanica sui cicli di azionamento ripetuti.

Per evitare problemi e garantire la sicurezza di utilizzo, la norma fornisce una serie di attenzioni da mettere in atto, quale ad esempio la protezione dallo strangolamento, spiacevole situazione quando sono presenti bambini molto piccoli che vedono nella cordicella di azionamento un giocattolo.

Infatti vi sono tende che incorporano corde accessibili che possono formare cappi pericolosi o presentare rischi di impigliamento.

Si possono mettere in pratica alcune attenzioni che permettono l’installazione di tutti i prodotti anche in ambienti dove è presente questa fascia di età. Si suggerisce di svolgere un’attenta valutazione dei rischi significativi avvalendosi dell’appendice B della norma.

Ultima caratteristica importante della tenda è la resistenza termica. Anche la tenda concorre alla resistenza termica dell’edificio e la sua incidenza varia in base alla distanza tra la tenda e il vetro. In base a questi due fattori è possibile calcolare la trasmittanza totale di energia solare gtot avvalendosi del metodo di calcolo specificato nella UNI EN 14500 e le indicazioni della UNI EN 14501.

Se la tende è posizionata all’esterno dell’edificio, sorgono ulteriori caratteristiche e la norma di riferimento è la UNI EN 13561. Come la precedente, oltre ai requisiti prestazionali la norma tratta anche i rischi significativi per l’assemblaggio, il trasporto, l’installazione, il funzionamento e la manutenzione.

Nell’appendice B si può trovare una lista dei pericoli significativi, le situazioni e gli eventi pericolosi quando si utilizza il prodotto sia in modo previsto che impropriamente.

Essa si applica a tutte le tende esterne e tendoni, quali quella a braccio pieghevole, a pantografo, a braccio rotante o scorrevole. Ricadono in questa norma anche i tendoni per lucernari e per serre, il tendone a pergola e il frangisole, e la zanzariera.

In questo caso la UNI EN 13561 è una norma armonizzata secondo il Regolamento Prodotti da Costruzione, anche se la versione inserita nell’ultima Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea è quella del 2008, cioè la versione precedente rispetto alla norma pubblicata e in vigore. Tuttavia la versione 2015 può essere usata per effettuare una dichiarazione di conformità.

Essendo posta esternamente all’edificio, la tenda è sottoposta a caratteristiche legate agli agenti atmosferici.

Pertanto, la resistenza al carico del vento, la resistenza a carichi di neve e la resistenza a sacche d’acqua si aggiungono al meccanismo di azionamento. Per quanto riguarda le forze di azionamento, le tende esterne sono sottoposte a prove più esaustive. Ad esempio i cicli di apertura e chiusura (estensione e ritrazione) sono maggiori rispetto a quelli eseguiti nella prova per le tende interne.

Se posta davanti a una finestra, anche una tenda esterna produce una resistenza termica supplementare che dipende dallo spessore e dalle differenze di ventilazione periferica dello strato d’aria fra la finestra e la tende esterna. Il metodo di calcolo è specificato nella UNI EN ISO 10077-1 sulla base della permeabilità all’aria derivata dalla UNI EN 13125.

Allo stesso tempo la limitazione degli apporti solari è uno degli aspetti più importanti del comfort termico estivo. Gli apporti solari sono direttamente proporzionali alla trasmittanza totale di energia solare gtot. In questo caso le norme di supporto sono la UNI EN 14500 e la UNI EN 13363-1.

Interessante l’introduzione della caratteristica della trasmittanza luminosa della tenda, in quanto ha impatto diretto sul comfort degli occupanti dell’edificio e sull’utilizzo della luce naturale o dell’illuminazione artificiale.

Entrambe le norme contengono indicazioni sulle forme e materiali della tenda e le relative tolleranze dimensionali, oltre agli aspetti di durabilità che il prodotto deve garantire, tenendo sempre in primo piano il concetto di sicurezza dell’utilizzatore finale.

Chiusure oscuranti

Passando alle chiusure oscuranti, la norma di riferimento è la UNI EN 13659.

Essa specifica i requisiti prestazionali per questi prodotti, inclusa la tenda alla veneziana esterna, e i rischi significativi per l’assemblaggio, il trasporto, l’installazione, il funzionamento e la manutenzione. Le chiusure oscuranti sono montate all’esterno dell’edificio. Tra queste, a titolo di esempio, possiamo annoverare la persiana, avvolgibile o a battente o a soffietto, oppure i brise-soleil. Anche i pannelli fissi in legno o alluminio che sono posti sulle facciate di un edificio sono intesi una chiusura oscurante.

Secondo la norma, la chiusura oscurante è un prodotto, dove la tenda è fatta di un materiale rigido, installato per fornire o modificare caratteristiche quali proprietà termiche e visive di una superficie vetrata alla quale è applicato. La definizione può sembrare uguale a quella della tenda e non ci sarebbe bisogno di ulteriori norme. La differenza sta nella rigidità del materiale di cui è composta la chiusura oscurante, che la rende un prodotto diverso da una tenda. Solitamente è usato il metallo, il legno o la plastica rigida.

Similarmente alle tende per esterno, la chiusura oscurante deve garantire la resistenza al carico del vento, simulando l’azione del vento con pressione positiva o negativa. La pressione applicata è statica e il calcolo è effettuato secondo la UNI EN 1932. Tuttavia, per meglio verificare le condizioni di vento reale del comportamento dinamico, la norma fornisce dei coefficienti correttivi da applicare alla pressione statica. Se la chiusura ha un angolo di inclinazione della propria posizione orizzontale minore di 60°, tipico delle persiane avvolgibili per lucernari e serre, la chiusura deve rispondere alla resistenza a carichi di neve.

Come abbiamo già visto, lo sforzo di azionamento è fondamentale per questi tipi di prodotto. Il meccanismo di azionamento deve essere geometricamente progettato tenendo in considerazione la comodità dell’azionamento, avvalendosi dei diagrammi HPV (Human Pull Value). La chiusura deve prevedere anche un utilizzo scorretto o anomalo, così che si possa evitare di pregiudicare il corretto funzionamento e che il danno non possa provocare un peggioramento dell’aspetto. In questo caso le prove prevedono che il prodotto sia testato con un azionamento forte e uno forzato in diverse situazioni che possono capitare.

Oltre alle prove sulle prestazioni dei meccanismi della chiusura oscurante e della resistenza meccanica (i cicli di azionamento ripetuti), un ulteriore prova è quella di carico ai bordi. Questa caratteristica è tipica delle persiane a battente e ha lo scopo di valutare l’invecchiamento e il cedimento della chiusura oscurante e delle sue cerniere.

Inoltre, avendo una forte interazione con il mondo esterno, deve essere valutata la resistenza all’urto di un corpo duro, limitandone il possibile malfunzionamento o difetti dell’aspetto.

Completano le caratteristiche i concetti che si legano all’impedimento dell’accesso, perciò prodotti “resistenti all’effrazione”, e gli aspetti di sicurezza nell’utilizzo con la lista dei pericoli significativi e gli eventi pericolosi, con particolare attenzione alla motorizzazione della chiusura oscurante. A queste vanno aggiunti le tolleranze dimensionali e la resistenza termica supplementare e la trasmittanza totale di energia solare.

Le norme accessorie

Una norma per la terminologia e tre norme di prodotto. A queste esiste un patrimonio normativo di supporto, prevalentemente destinato ai metodi di prova, che supporta l’utilizzo delle norme precedenti. Senza entrare nel merito di ciascuna norma accessoria, si tratta di 16 norme verticali, specifiche per una caratteristica.

Come abbiamo potuto leggere dei paragrafi precedenti, le norme più interessanti possono essere quelle relative all’isolamento termico e la permeabilità all’aria, UNI EN 13125 e UNI EN 12835, la resistenza al peso dell’acqua, UNI EN 1933, e il comfort termico e visivo, UNI EN 14500 e UNI EN 14501.

L’elenco seguente contiene tutte le 16 norme accessorie, che fanno parte del settore delle tende e delle chiusure oscuranti.

A queste può essere aggiunta una norma nazionale, la UNI 10818. Sebbene sia sicuramente più conosciuta per la progettazione e installazione di porte e finestre, essa può essere usata anche per le chiusure oscuranti. La norma permette di inquadrare le figure che operano su questi prodotti e descrive il ruolo e le responsabilità che hanno nel processo di posa e installazione.

Essere informati dell’esistenza di tutte queste norme, permette di avere maggiore consapevolezza delle scelte fatte e una chiarezza dei compiti che ogni operatore deve svolgere.

Altrimenti il rischio è che l’ombra di un albero diventi una chiusura oscurante.

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