Una piantagione di salici per produrre energia termica: il futuro di FAKRO è sempre più eco-friendly
Ridurre l’impatto energetico degli stabilimenti non è solo una questione di impianti, ma di filiera. Nel percorso “eco-friendly” di FAKRO, la sostenibilità entra nel ciclo produttivo: materiali naturali, attenzione all’efficienza e una fonte di energia termica rinnovabile per il riscaldamento degli spazi aziendali, ottenuta da biomassa e trucioli di salice.
L’articolo racconta una scelta industriale concreta: FAKRO alimenta il riscaldamento dei propri headquarters con biomassa ottenuta dagli scarti di lavorazione, integrata con truciolato di salice proveniente da una piantagione di proprietà. La strategia affianca l’uso di materiali naturali e riciclabili (legno certificato FSC, vernici a base d’acqua, lana di pecora come isolante) a un approccio di economia circolare e riduzione dei consumi. Un caso utile per chi progetta e gestisce sistemi edificio–impianto con attenzione a comfort e sostenibilità.
La politica green di FAKRO
Secondo player nel mercato delle finestre da tetto e azienda tra le più innovative del settore, FAKRO già da molti anni attua una stringente eco-policy per sviluppare soluzioni sostenibili e implementare processi produttivi a basso impatto ambientale, accrescendo la propria sensibilità verso queste tematiche e andando incontro alle esigenze sempre più consapevoli dei consumatori.
“Nei nostri trent’anni di storia l’efficienza energetica e la sostenibilità sono state priorità indiscutibili sia nella nostra visione strategica che operativa – spiega Bruno Pernpruner, Direttore Generale di FAKRO Italia. Per questo optiamo per materiali naturali e riciclabili – come il legno di pino proveniente da foreste certificate FSC, vernici a base d’acqua e lana di pecora come isolante – e sviluppiamo prodotti ad elevate prestazioni che possano limitare i consumi energetici dell’abitazione. Per soddisfare le direttive della strategia Europa 2020, inoltre, abbiamo reso il nostro intero ciclo produttivo il più possibile eco-friendly e implementato l’utilizzo di una fonte di energia rinnovabile per riscaldare gli spazi della sede.”
L’applicazione dei principi di eco compatibilità, infatti, non è delimitata solo ai materiali e allo sviluppo delle soluzioni FAKRO, ma anche all’ammodernamento degli uffici e degli spazi produttivi. L’impianto di riscaldamento negli headquarters, ad esempio, viene alimentato da una fonte di energia completamente sostenibile: la biomassa ottenuta dagli scarti di lavorazione mischiata a truciolato di salice proveniente da una piantagione di proprietà dell’azienda.

Biomassa da scarti di lavorazione per riscaldare gli headquarters FAKRO
Attualmente la piantagione ricopre un’area di oltre 30 ettari, una superficie pari all'area di 42 campi da calcio a grandezza naturale – e viene ampliata annualmente di circa 4 ettari.
Ogni ettaro si traduce in circa 20-25 tonnellate di materiale all’anno: dall’inizio del 2021 sono state raccolte oltre 350 tonnellate di truciolato, che verranno utilizzate per riscaldare gli stabilimenti di produzione.
Una fonte di energia alternativa pulita e rinnovabile, che si traduce non solo in un minor impatto ambientale, ma anche in un consistente vantaggio economico: il potere calorifico dei trucioli, infatti, è tale che un GJ di energia termica prodotto dalla loro combustione ha un costo di circa 3,5 euro, ovvero meno della metà rispetto al gas naturale e meno di un terzo rispetto all'olio combustibile.
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FAQ TECNICHE + Biomassa da salice FAKRO: calore rinnovabile per gli stabilimenti
1. Che cos’è, in pratica, il “sistema” descritto nell’articolo?
È una soluzione di produzione di energia termica per uso interno aziendale basata su biomassa: scarti di lavorazione e truciolato di salice. La biomassa viene utilizzata come combustibile per alimentare l’impianto di riscaldamento degli headquarters/stabilimenti, riducendo la dipendenza da fonti fossili in questa specifica applicazione.
2. A cosa serve e in quali contesti si applica?
Serve a coprire fabbisogni di calore per ambienti produttivi e uffici (riscaldamento di sedi e stabilimenti). È un approccio replicabile, in linea di principio, in contesti industriali dove esistono scarti lignei/biomasse disponibili e dove ha senso organizzare una filiera locale e controllata di approvvigionamento.
3. Prestazioni e requisiti: che cosa si può dire senza “inventare” numeri?
L’articolo indica grandezze legate alla produzione della biomassa (estensione della piantagione e resa annua per ettaro) e cita un confronto economico del costo dell’energia termica prodotta da trucioli rispetto a gas e olio combustibile. Le prestazioni impiantistiche (rendimenti, emissioni, potenze, layout caldaia e accumuli) vanno verificate su progetto e schede tecniche dell’impianto installato.
4. Quali vantaggi rispetto a soluzioni standard (solo gas o solo elettrico)?
Il vantaggio principale è la disponibilità di una fonte rinnovabile legata a scarti di lavorazione e a una coltivazione dedicata, con logiche di economia circolare. Inoltre, l’articolo segnala un beneficio economico sul costo del GJ termico prodotto da trucioli, rispetto ai combustibili fossili citati. L’effettiva convenienza resta funzione di impianto, logistica e continuità di approvvigionamento.
5. Indicazioni di integrazione progettuale: cosa deve valutare un tecnico?
Per impostare una soluzione analoga occorre ragionare su: continuità e qualità del combustibile (umidità, pezzatura, stoccaggio), spazi e sicurezza antincendio dei depositi, gestione ceneri, emissioni e autorizzazioni, integrazione con l’impianto esistente (generatori di backup, regolazione, accumulo). I nodi impiantistici sono fortemente sito-specifici.
6. Comfort, sicurezza, durabilità: quali aspetti entrano in gioco?
Il comfort dipende dalla stabilità della potenza termica e dalla regolazione; la sicurezza riguarda soprattutto la gestione del combustibile, lo stoccaggio e la prevenzione incendi. La durabilità è legata a corretta manutenzione del generatore e alla qualità della biomassa. L’approccio “green” citato nell’articolo si affianca anche alla scelta di materiali naturali e riciclabili nei prodotti e nei processi.
7. Errori tipici da evitare o criteri di scelta per il progettista
Errore frequente: sottovalutare logistica e qualità della biomassa (fornitura discontinua, combustibile troppo umido, depositi non adeguati). Altro punto critico: progettare senza una valutazione completa di sicurezza e autorizzazioni. Criterio guida: dimensionare il sistema sul profilo reale dei carichi termici e scegliere l’assetto (biomassa + eventuale integrazione) in funzione di gestione, manutenzione e vincoli del sito.

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