Le possibili conseguenze della UNI 11531-2 nella produzione degli aggregati riciclati provenienti da C&D

Dopo l'analisi sul regolamento end of waste per il riciclo di rifiuti inerti derivanti da operazioni di C&D (decreto del MITE, datato 14 marzo 2022), notificato lo scorso 14 marzo alla Commissione Ue per espletare la procedura informativa cui sono sottoposte le regolamentazioni tecniche, in questo articolo si analizza la UNI 11531-2.

Di seguito si riportano le osservazioni "preoccupate" di Marco Toni, Direttore Tecnico di un laboratorio, sull'implicazioni che la UNI 11531-2 avrebbe nella produzione degli aggregati riciclati provenienti da C&D e che di fatto, se richiamata in un capitolato, potrebbe escludere l'uso di aggregati riciclati derivanti da operazioni di C&D e forse anche un buon 25% degli aggregati naturali. 


Oggi tutti si riempiono la bocca di "economia circolare" e siccome parliamo di 50 Milioni di tonnellate/anno di materiali provenienti da C&D disponibili sul mercato non capisco la poca attenzione alle iniziative normative e legislative che sono state avviate e che porteranno alla impossibilità di utilizzare materiale recuperato da demolizioni da C&D.

Di seguito le analisi e applicazioni nella produzione a seguito dell’uscita della UNI 11531-2.

 

Partiamo dalla UNI 11531 della parte 1: scopo e campo applicazione

La norma UNI 11531-1 del 2014 Costruzione e manutenzione delle opere civili delle infrastrutture. Criteri per l'impiego dei materiali Parte 1: Terre e miscele di aggregati non legati,  contiene istruzioni per l'applicazione in Italia delle norme UNI EN ISO 14688, fornendo anche una classificazione delle terre precisando i limiti e i criteri di impiego nelle opere civili delle infrastrutture degli aggregati e delle loro miscele non legate di cui alle:

  • UNI EN 13242 Aggregati per materiali non legati e legati con leganti idraulici per l’impiego in opere di ingegneria civile e nella costruzione di strade
  • UNI EN 13285 Miscele Non Legate

 

La UNI EN ISO 14688 -1 e 2 stabiliscono i principi generali per l'identificazione e la classificazione dei terreni sulla base delle caratteristiche più comunemente utilizzate per gli scopi ingegneristici.

La UNI EN 13242 specifica le proprietà di aggregati ottenuti mediante trattamento di materiali naturali o artificiali o riciclati, da utilizzare come materiali non legati e legati con leganti idraulici, per impiego in opere di ingegneria civile e nella costruzione di strade.

La UNI EN 13242 fornisce i criteri di classificazione del materiale secondo caratteristiche geometriche, fisiche e chimiche e prescrive un sistema di controllo della produzione mirato a soddisfare la conformità ai requisiti necessari alla marcatura CE. 

La UNI EN 13285 specifica le proprietà delle miscele non legate impiegate per la costruzione e la manutenzione di strade, aeroporti e altre aree soggette a traffico, con gli opportuni riferimenti alla UNI EN 13242. 

La UNI 11531-1 è una norma che costituisce utile riferimento per la redazione dei capitolati e le contrattazioni (rapporti tra committente, cliente e fornitore).

 

Classificazione delle terre e requisiti di idoneità

La norma elenca tutte le caratteristiche di ogni singola destinazione e/o utilizzo

  • Classificazione delle terre
  • Requisiti delle terre per colmate, strati anticapillari, per corpo del rilevato, per sottofondo, per il corpo dei rilevati ferroviari e per lo strato di supercompattato, per strati della sovrastruttura stradale

 

Requisiti di idoneità delle miscele non legate di aggregati naturali e artificiali e riciclati

La norma elenca tutte le caratteristiche di ogni singola destinazione e/o utilizzo

  • Requisiti delle miscele per il corpo del rilevato, per il sottofondo, per strati di supercompattato, strato anticapillare, Fondazione non legata, Base non legata.

 

Confronto Requisiti e frequenze di controllo

La norma stabilisce molti requisiti per ogni singola destinazione d’uso, accorpando gli aggregati naturali e artificiali da una parte e gli aggregati riciclati da C&D da l’altra.

 

Considerazioni sull’utilizzo degli aggregati riciclati nella 11531-1

La norma lascia la possibilità di utilizzare gli aggregati riciclati in tutte le situazioni come è evidente nelle tabelle esposte nella Norma.

Quindi sono stati tenuti fermi i requisiti tecnici ma sono stati messi dei parametri di controllo più ravvicinati, solo per le caratteristiche dei riciclati, facili da capire e presenti nelle Dichiarazioni di Prestazione, evidente anche la volontà di suggerire ai controllori un aumento della frequenza.

 

La UNI 11531 parte 2: scopo e campo applicazione

La norma UNI 11531-2 del 2021 Costruzione e manutenzione delle opere civili delle infrastrutture - Criteri per l'impiego dei materiali - Parte 2: Materiali granulari e miscele di aggregati legati con leganti idraulici e aerei, contiene istruzioni per l'applicazione in Italia delle norme della serie UNI EN 14227.

Le raccolte delle norme UNI 14227

  • UNI EN 14227-1:2013 Miscele legate con leganti idraulici - Specifiche - Parte 1: Miscele granulari legate con cemento per fondi e sottofondi stradali
  • UNI EN 14227-5:2013 Miscele legate con leganti idraulici - Specifiche - Parte 5: Miscele granulari legate con leganti idraulici per strade
  • UNI EN 14227-15:2015 Miscele legate con leganti idraulici - Specifiche - Parte 15: Terreno stabilizzato con legante idraulico

Le UNI EN 14227 individuano le proprietà rilevanti sia delle miscele legate con legante idraulico e/o aereo confezionate con aggregati conformi alla UNI EN 13242, sia delle terre, dei materiali granulari naturali, artificiali e riciclati, migliorati o stabilizzati.

La presente norma costituisce un utile riferimento per la redazione dei capitolati e le contrattazioni (rapporti tra committente, cliente e fornitore).

Requisiti di idoneità delle miscele legate di aggregati naturali e artificiali e riciclati:

La norma elenca tutte le caratteristiche di ogni singola destinazione e/o utilizzo

  • Requisiti delle miscele per il corpo del rilevato, per il sottofondo, per strati di supercompattato, strato anticapillare, Fondazione non legata, Base non legata.

 

Confronto Requisiti e frequenze di controllo

La norma stabilisce molti requisiti per ogni singola destinazione d’uso, accorpando gli aggregati naturali e artificiali da una parte e gli aggregati riciclati da C&D da l’altra.

 

Considerazioni sull’utilizzo degli aggregati riciclati nella 11531-2

La norma lascia la possibilità di utilizzare gli aggregati riciclati in tutte le situazioni come è evidente nelle tabelle esposte nella Norma.

Ma in questa norma sono stati inseriti parametri di controllo più ravvicinati (come nella norma UNI 11531-1) ma non sono stati tenuti fermi i requisiti tecnici

La norma 11531-2 ha diviso i requisiti in aggregati grossi e aggregato fini, questa suddivisione non è presente nella 11531-1 e questa scelta ha portato il relatore a commettere dimenticanze in presenza di aggregati in frazione unica.  

La norma 11531-2 evidenzia degli obblighi per gli aggregati, ad esempio, 

  • Gli aggregati devono essere in possesso di Marcatura CE, come previsto dal Regolamento UE N. 305/2011 e s.m.i., 
  • Gli aggregati devono essere muniti di una Dichiarazione di Prestazione (DoP - Declaration of Performance)
  • però aggiunge “ed autorizzati dalla legislazione vigente nel caso di impianti di trattamento che utilizzano rifiuti per la produzione di aggregati artificiali e/o riciclati”

Evidenziamo che anche gli impianti di aggregati naturali e artificiali hanno un’autorizzazione.

Sempre sullo stesso tema, al capitolo 5.3 il relatore della Norma, ribadisce il concetto di impianto autorizzato e scrive “dotati di CFP (vedere punto 5.1) e autorizzati.”.

Al punto 5.1 non si parla di CFP, la CFP (Carbon Footprint o Impronta di Carbonio) è una etichettatura ambientale attraverso la quale l’azienda comunica per un proprio prodotto o servizio il solo parametro della CO2 equivalente, cioè le emissioni in atmosfera dei cosiddetti “gas serra”.

Si spera che volesse scrivere FPC.

Sempre nello stesso capitolo il relatore descrive che gli impianti di C&D, fissi o mobili, devono risultare idonei a gestire la regolarità delle forniture, prevedendo: 

  • La selezione all'ingresso, l'identificazione sotto il profilo ambientale e lo stoccaggio distinto per categoria di materiale; 
    • Per gli impianti naturali e/o artificiali le esigenze sono complessivamente le stesse naturali = tout venant in ingresso)

  • Uno o più livelli di frantumazione, di setacciatura e di deferrizzazione; 
    • Esigenze identiche in qualsiasi impianto

  • La selezione per classi/categorie dei materiali prodotti; 
    • Esigenze identiche in qualsiasi impianto

  • Una procedura di controllo della qualità
    • Esigenze identiche in qualsiasi impianto

Non si capisce l’esigenza di mettere in evidenza “solo per C&D” quello che è standard in qualsiasi impianto di produzione Naturale e/o Artificiale.

Per quanto riguarda i requisiti tecnici, nella UNI 11531-2 questi vengono penalizzati in presenza di aggregati riciclati.

Solo un parametro è stato diminuito nelle richieste prestazionali, cioè il valore della Los Angeles.

Tra i requisiti richiesti è stata aumentata la stabilità volumetrica da V3.5 a V5.0. Il primo valore è presente nella UNI 11531-1 e questo parametro è da valutare negli aggregati artificiali in quanto nei naturali e artificiali non abbiamo nessun problema nella stabilità volumetrica.

Tra i requisiti richiesti è stato introdotto il valore dell’assorbimento d’acqua WA24 2, questo parametro “2” per gli aggregati naturali e artificiali grossi è raggiungibile quasi su tutto il territorio nazionale, mentre per gli aggregati riciclati è irraggiungibile (Valori tra 5 e 12).

Forse il relatore voleva proteggere alcune destinazioni d’uso ma avendo inserito anche il parametro” Sensibilità al gelo” di fatto non serviva inserire il parametro “assorbimento acqua”

 

Considerazioni su esclusione dell’utilizzo degli aggregati riciclati nella 11531-2

Se nei prossimi capitolati o Decreti verrà richiamato il rispetto della norma UNI 11531 parte 2, non sarà possibile utilizzare aggregati riciclati. 

Il parametro che porta all’esclusione della possibilità di utilizzare gli aggregati riciclati è il valore:

  • Assorbimento d’Acqua WA24

 

Concludendo...

Se oggi un capitolato richiama la norma UNI 11531-2 gli aggregati riciclati non possono essere utilizzati e forse anche un buon 25% degli aggregati naturali.

Ti ricordo che ogni anno abbiamo circa 50 Milioni di Tonnellate/anno di materiale da C&D da smaltire e circa 2 Milione di Tonnellate/annp di materiale Artificiale


Nota

L’Associazione Anpar a seguito della mia segnalazione immediatamente a coinvolto alcuni professori Universitari che hanno condiviso le mie osservazioni e tutti insieme si siamo attivati per coinvolgere i tavoli tecnici di UNI.

Il Magazine

Sfoglia l'ultimo numero della rivista Ingenio

Newsletter Ingeio

Seguici su