Metodo Semplificato per la classificazione del rischio sismico degli edifici murari esistenti

Il Metodo Semplificato è una delle due procedure per provvedere alla classificazione del rischio sismico degli edifici esistenti e indicate nelle linee guida per l'applicazione del Sismabonus. All'interno un esempio di applicazione del metodo semplificato per l'intervento di rifacimento della copertura ed inserimento del cordolo sommitale.


Le peculiarità del MS: l'assenza di calcoli garantisce più velocità rispetto al metodo convenzionale

Il Metodo Semplificato (nel seguito indicato con MS) è una delle due procedure indicate nelle linee guida per l’applicazione dello strumento Sismabonus per provvedere alla classificazione del rischio sismico degli edifici esistenti oggetto di intervento strutturale (Allegato A D.M. 58/17 – D.M. 65/17 – D.M. 24/20). Il MS si contraddistingue dal metodo convenzionale per il suo carattere speditivo reso possibile da un approccio senza calcoli basato sull’inquadramento tipologico e macrosismico delle caratteristiche costitutive del fabbricato. Il carattere macrosismico del MS fornisce una qualificazione della vulnerabilità che non riguarda i dettagli geometrici e dimensionali dell’edificio ma riconosce le criticità intrinseche della tecnologia costruttiva impiegata e dei livelli di dissesto e difetto che la accompagnano.

Il MS è definibile come metodo speciale perché si applica essenzialmente alle sole strutture in muratura e per valutazioni progettuali ai soli interventi locali. Il metodo generale, impiegabile per tutte le strutture ed i tipi di intervento, è il Metodo Convenzionale.

A fare del MS uno strumento di grande importanza e frequente impiego sono la prevalenza della muratura portante nel costruito tipico italiano e l’attenzione posta dal metodo sugli interventi locali che costituiscono il primo passo necessario per qualsiasi progetto volto all’efficientamento prestazionale della risposta sismica dell’immobile nel suo complesso anche mediante risoluzione di criticità legate a porzioni o singoli elementi.

 

Quando applicare il MS e sotto quali condizioni?

Il MS è pensato per una valutazione speditiva della vulnerabilità sismica ante e post-intervento di consolidamento. Pensato principalmente per gli edifici in muratura, il MS parte dal riconoscimento tecnologico con qualificazione delle vulnerabilità ricorrenti nei fabbricati murari esistenti e considera gli interventi volti ad inibire i meccanismi locali che ostacolano lo sviluppo della risposta globale.

Il Metodo Semplificato si applica a:

  1. strutture in muratura portante per specifici interventi locali;
  2. edifici industriali in c.a. prefabbricato per specifici interventi locali;
  3. edifici in c.a. con telai in entrambe le direzioni per uno specifico insieme di interventi locali.

La prima tipologia è quella protagonista del presente articolo: infatti è solo in questo caso che il MS consente, seppur in forma qualitativa e macrosismica, una classificazione della Vulnerabilità e del Rischio sia dello stato attuale che dello stato di progetto con gli interventi locali richiamati.

Le tipologie 2 e 3 più che essere casi applicativi del MS costituiscono due casi speciali per l’applicazione semplificata del Sismabonus: per entrambi, infatti, non è prevista un’attribuzione della classe di rischio e l’oggetto dell’Asseverazione diventa sostanzialmente l’indicazione della tipologia strutturale e l’indicazione specifica di determinati interventi sotto precise condizioni (ad esempio per il c.a. i telai bidirezionale).

Il Metodo Semplificato indica la possibilità del passaggio di classe nel caso della realizzazione di specifici interventi: per tutte e tre le tipologie gli interventi che consentono un passaggio di classe, non riguardano semplici interventi locali bensì di interventi locali sistematici sulla struttura, volti ad eliminare puntualmente le carenze presenti.

Si evidenzia che nei casi 1 e 3 si ha la possibilità di considerare l’applicazione sia del Sismabonus Ordinario che del Super Sismabonus 110 quando gli usi siano effettivamente prevalentemente residenziali. Nel caso 2 degli edifici industriali il Sismabonus 110 è escluso per l’uso insito nella definizione.

 

MS: quali interventi per gli edifici esistenti in muratura?

Nella prima casistica di applicazione del MS, ovvero gli edifici in muratura, gli interventi sistematici che consentono un potenziale passaggio di Classe di Vulnerabilità e/o di Classe di Rischio sono:

  • Ripristino delle zone danneggiate e/o degradate;
  • Eliminazione delle spinte orizzontali non contrastate: catene lasche, volte, falde spingenti;
  • Stabilizzazione fuori piano delle pareti di elevate dimensioni (larghezza e altezza), ovvero problemi di snellezza e pressoflessione fuori piano;
  • Collegamento dei pannelli murari agli orizzontamenti atti a trasferire e distribuire adeguatamente la sollecitazione sismica;
  • Contrasto delle labilità fuori piano degli elementi non strutturali: ribaltamento fuori piano delle pareti non strutturali;
  • Riduzione delle aperture di elevate dimensioni (interventi auspicati ma non obbligatori).

È essenziale evidenziare che salvo l’ultimo caso, per tutti gli interventi è indicata nell’allegato A la precisazione che debbano essere eseguiti e coinvolgere l’intera Unità Strutturale (US): si parla quindi sì di interventi locali ma la loro finalità deve essere dimostrata in termini di un effettivo efficientamento strutturale per l’intero edificio.

Di fatto questa precisazione merita una considerazione: il Metodo Semplificato è una procedura speditiva che comporta sì la conoscenza del fabbricato nel suo complesso, ma al contempo ottimizza attraverso l’approccio macrosismico il riconoscimento della tecnologia costruttiva prevalente e delle deficienze tipologiche associate ricorrenti. L’elenco delle criticità riportato non è esaustivo e non coglie la varietà di condizioni possibili.

L’approccio progettuale dev’essere quindi orientato all’eliminazione delle condizioni locali di riduzione della capacità anche in un’ottica progressiva.

La finalità generale degli interventi è di favorire il comportamento d’insieme “regolare” e "scatolare” del corpo di fabbrica in muratura ovvero posticipare l’attivazione dei meccanismi locali e/o fuori del piano rispetto allo sviluppo della risposta globale.

 

MS: capannoni industriali in c.a. e edifici in c.a.

Per completezza si richiamano gli interventi sistematici previsti nel caso 2 e 3 di applicazione del MS. Nel caso 2, ovvero i capannoni industriali in c.a. prefabbricato, sono previsti i seguenti interventi:

  • realizzazione di tutti i collegamenti meccanici richiesti in sostituzione di unioni originariamente a solo attrito; 
  • realizzazione di tutti i collegamenti richiesti tra il sistema di tamponatura esterna degli edifici prefabbricati e la struttura portante
  • eliminazione di tutte le vulnerabilità al ribaltamento di elementi non strutturali quali: macchine, impianti, scaffalature prive di controventamenti
  • Nel caso 3 – Telaio in c.a. in entrambe le direzioni l’intervento previsto è la realizzazione completa dell’insieme di interventi:
  • confinamento di tutti i nodi perimetrali non confinati dell’edificio
  • opere volte a scongiurare il ribaltamento delle tamponature, realizzate su tutte le tamponature perimetrali presenti sulle facciate; 
  • eventuali opere di ripristino delle zone danneggiate e/o degradate.

 

Esempio di applicazione del metodo semplificato: rifacimento della copertura ed inserimento del cordolo sommitale

Un classico esempio di applicazione del Metodo Semplificato è la sostituzione della copertura esistente con una nuova struttura senza caratteristiche spingenti e con l’inserimento di un cordolo sommitale atto a rendere solidali le murature perimetrali e a favorire il comportamento scatolare del fabbricato.

 

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