Svelato il tema della Biennale di Architettura 2023

Considerata dagli antropologi come la 'culla dell'umanità', oggi possiamo guardare l'Africa come 'Laboratorio del Futuro'.

Lesley Lokko, insieme al presidente Cicutto, hanno annunciato il tema della prossima Biennale di Architettura di Venezia.

Infondo ... "siamo tutti africani. Ciò che accade in Africa accade a tutti noi" ha dichiarato la curatrice.


L'Architettura guarda all'Africa come 'Laboratorio del Futuro'

Abbiamo una nuova data da segnare in agenda, l'appuntamento è dal 20 maggio al 26 novembre 2023 a Venezia, nella splendida cornice dei Giardini, dell'Arsenale e tra le calli della città. Il nostro obiettivo sarà quello di visitare la mostra e riflettere sul tema che sarà al centro della Biennale di Architettura 2023, proprio come abbiamo fatto nella precedente edizione.

Alla guida della 18° Biennale di Architettura c'è una donna, Lesley Lokko – nominata Direttrice del settore Architettura dal Cda della Biennale di Venezia il 14 dicembre 2021 - e prima donna di origini africane a ricoprire questo ruolo.

Pur mantenendo una mostra in linea con la tradizionale presenza dei Padiglioni nazionali, la Biennale di Architetura 2023 si proietta verso il grande continente africano.

L'Africa sarà al centro di questa Biennale in qualità di luogo specifico, punto di partenza per guardare al resto del mondo. «Non sarà una mostra sull'Africa. É un tentativo per essere specifici su un luogo e un contesto, per poi comprendere tutto il resto» ha chiarito la curatrice.

 

Il tema della 18° Biennale di Architettura opera su diversi livelli

Come riporta nel suo discorso di presentazione, la curatrice della Mostra spiega che il titolo della mostra - Il Laboratorio del Futuro - opera su livelli diversi:

(Livello 1) - Se a livello antopologico siamo considerati tutti africani, questo significa che ciò che accade in Africa accade a tutti noi. Infatti, «qui in Europa parliamo di minoranze e diversità, ma la verità è che le minoranze dell'Occidente sono la maggioranza globale; la diversità è la nostra norma. C'è un luogo in cui tutte le questioni di equità, risorse, razza, speranza e paura convergono e si fondono. L'Africa" ha dichiarato Lesley Lokko.

 

Accra © Festus Jackson-DavisAccra © Festus Jackson-Davis

 

(Livello 2) - Riferendosi sempre all'Africa, la Lokko ha dichiarato «Siamo il continente più giovane del mondo, con un'età media pari alla metà di quella dell'Europa e degli Stati Uniti, e un di decennio più giovane dell'Asia. Siamo il continente con il più rapido tasso di urbanizzazione al mondo, con una crescita di quasi il 4% annuo. Questa crescita rapida e in gran parte non pianificata avviene generalmente a spese dell'ambiente e degli ecosistemi locali, il che ci pone di fronte al cambiamento climatico sia a livello regionale che planetario. Rimaniamo il continente con il tasso più basso di vaccinazioni, pari ad appena il 15%, eppure abbiamo registrato il minor numero di morti e infezioni con un margine significativo che la comunità scientifica non riesce ancora a spiegare. Così spesso dalla parte sbagliata della storia e della speranza, questa nostra resilienza, autosufficienza e lunga, lunghissima storia dell'assistenza sanitaria comunitaria di base hanno improvvisamente fatto pendere la bilancia a nostro favore. La storia della migrazione forzata attraverso la tratta transatlantica degli schiavi è il terreno su cui oggi si combattono in tutto il mondo le lotte per i diritti civili e per una società più civile. Con tutti i discorsi sulla decarbonizzazione è facile dimenticare che i corpi neri sono stati le prime unità di energia ad alimentare l'espansione imperiale europea che ha plasmato il mondo moderno. Equità razziale e giustizia climatica sono due facce della stessa medaglia. Ma la speranza è una moneta potente. Essere fiduciosi significa essere umani. A livello profondamente personale, devo la mia presenza a questo tavolo oggi alle instancabili richieste di una società più giusta, più inclusiva e più equa per le quali hanno lottato le generazioni che mi hanno preceduto. La visione di una società moderna, diversificata e inclusiva è seducente e persuasiva, ma finché rimane un'immagine, resta solo un miraggio. È necessario qualcosa di più di una rappresentazione e gli architetti, storicamente, sono attori chiave nel tradurre le immagini in realtà.»

 

(Livello 3) - «La Biennale di Venezia è anche essa stessa una sorta di laboratorio del futuro, un tempo e uno spazio in cui si pongono interrogativi sulla rilevanza della disciplina per questo mondo - e per quello a venire. Oggi la parola "laboratorio" è più generalmente associata alla sperimentazione scientifica ed evoca immagini di un certo tipo di stanza o edificio. Ma l'analisi di Richard Sennett del termine "workshop" (qui inteso come bottega artigiana n.d.t), che ha la stessa radice etimologica di lavoro della parola "laboratorio", approfondisce in un’ottica differente il concetto di collaborazione. Nel mondo antico, sia in Cina che in Grecia, la bottega artigiana era l'istituzione più importante per la vita civile. All'indomani della guerra civile americana, Booker T. Washington, un ex schiavo, elaborò un progetto in cui gli schiavi liberati e reduci dalla schiavitù avrebbero lasciato la loro casa, si sarebbero formati presso due istituti modello, l'Hampton e il Tuskegee Institutes, per poi tornare alle loro comunità di origine. È importante notare che durante questo trasferimento temporaneo la cooperazione sarebbe stata forgiata dall'esperienza diretta e dal contatto quotidiano con gli altri, da pari a pari. Pensiamo alla nostra mostra come a una sorta di bottega artigiana, un laboratorio in cui architetti e professionisti provenienti da un ampio campo di discipline creative tracciano un percorso fatto di esempi tratti dalle loro attività contemporanee che il pubblico, composto da partecipanti e visitatori, potrà percorrere immaginando da sé cosa può riservare il futuro.»

 

Affiancare due termini molto potenti come decolonizzazione e decarbonizzazione, nel tempo in cui viviamo oggi, è una sfida: «Entrambi sono macrofenomeni che si osservano nella dimensione sociale, politica ed economica e vanno ben oltre la nostra comprensione o il nostro controllo, anche se si riflettono a livello microscopico negli aspetti più intimi della nostra vita quotidiana - ha dichiarato Lesley Lokko. Questa caratteristica della realtà contemporanea di essere allo stesso tempo generale e specifica, influenzata da forze di ampia portata e tuttavia plasmata dalle specificità del luogo, è un ossimoro. [...] Parliamo di spazi democratici, di spazi pubblici, di energia pulita e di spirito umano come se le condizioni che rendono tutto ciò possibile e raggiungibile fossero universali e non comportassero un costo spesso terribile per i nostri simili e per il mondo non umano e naturale.»

 

Gli architetti devono portare nel mondo la conoscenza, oltre agli edifici

Secondo la curatrice della prossima Biennale gli architetti devono «ripensare i termini e gli strumenti, così come i confini della nostra disciplina, è un modo efficace per riscoprire non solo ciò che distingue l'architettura, ma anche le intersezioni in cui essa si incontra e si fonde con altre discipline.

Più che gli edifici, le forme, i materiali o le strutture, il dono più prezioso e potente dell'architettura è la capacità di influenzare il nostro modo di vedere il mondo.

La lenta e attenta traduzione delle idee in forma materiale e, sempre più spesso, digitale richiede un cambiamento quasi costante della visione, restringendo e allargando contemporaneamente lo sguardo per adattarsi alle differenze di scala, di contesto, di cultura e di aspirazione, nonché alle molteplici altre esigenze che devono essere soddisfatte per portare nel mondo sia gli edifici che la conoscenza.
»


Lesley Lokko e Roberto Cicutto © Photo Jacopo Salvi - Courtesy of La Biennale di VeneziaLesley Lokko e Roberto Cicutto © Photo Jacopo Salvi - Courtesy of La Biennale di Venezia

 

«Previdiamo che la nostra mostra sia una sorta di officina, di laboratorio in cui gli architetti e i professionisti di un vasto campo di discipline creative estraggano esempi dalle loro pratiche contemporanee - progetti, testi, performance, installazioni e dibattito dal vivo - per tracciare un percorso che il pubblico possa percorrere immaginando da solo cosa possa riservare il futuro» ha dichiarato Lesley Lokko.

 

A sette anni dall'Expo di Milano...

Roberto Cicutto, per descrivere il tema della prossima Biennale, si affida alle parole di un discorso di Umberto Eco (Lectio Magistralis ai Ministri della Cultura, inaugurazione di Expo 2015). Così disse il maestro:

«Il mondo è sempre stato attraversato da incomprensioni culturali: sin all’inizio del ventesimo secolo l’Europa giudicava barbara e incomprensibile l’arte africana, e c’è voluta la provocazione delle avanguardie artistiche per obbligare gli europei a guardare con occhi diversi una maschera Bantù: che cosa fossero le statue dell’Isola di Pasqua lo sapevano solo le élite colte: la gente comune in Europa, e forse in Cina, giudicava deliranti e impudiche, quando gli capitava di vederne una foto, le sculture erotiche sui templi indiani: i cristiani si scandalizzavano perché i seguaci di altre religioni rappresentavano una loro divinità in forma di animale, dimenticando che l’Occidente cristiano ha per secoli rappresentato la terza persona della Santissima Trinità in forma di colomba.»

«Cito oggi queste parole, spiega Roberto Cicutto - perché credo che la 18. Mostra Internazionale di Architettura curata da Lesley Lokko avrà molte cose da dire anche su questi temi. Una sorta di aggiornamento sette anni dopo quell’appuntamento.»

 

Come di consueto, la 18. Mostra Internazionale di Architettura presenterà le Partecipazioni Nazionali con proprie mostre allestite nei Padiglioni ai Giardini e all’Arsenale, oltre che nel centro storico di Venezia. Anche per questa edizione si prevedono Eventi Collaterali, proposti da enti e istituzioni internazionali, che allestiranno le loro esposizioni e le loro iniziative a Venezia.

Visita il sito della Biennale Architettura

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