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Biennale Architettura 2023: ecco come Lesley Lokko ha immaginato "The Laboratory of the Future"

Il Presidente della Biennale Roberto Cicutto e la Curatrice Lesley Lokko hanno presentato la 18. Mostra Internazionale di Architettura “The Laboratory of the Future” in programma a Venezia dal 20 maggio al 26 novembre 2023. Aggiornamento con i nuovi appuntamenti del Carnival.

La 18° Mostra Internazionale di Architettura di Venezia

Sarà aperta al pubblico da sabato 20 maggio a domenica 26 novembre 2023 la 18° Mostra Internazionale di Architettura dal titolo "The Laboratory of the Future" a cura di Lesley Lokko e organizzata dalla Biennale di Venezia.

La mostra come di consueto è stata allestita presso i Giardini e l'Arsenale di Venezia, spazi espositivi saranno presenti anche a Mestre presso il Forte Marghera.

La cerimonia di premiazione della Biennale di Architettura 2023 si è tenuta, invece, sabato 20 maggio 2023.

Padiglione Centrale ai Giardini - Courtesy of La Biennale di Venezia
(Francesco Galli)

La 18° Mostra internazionale di architettura della Biennale di Venezia è stata ufficialmente presentata in occasione della conferenza stampa tenutasi all'interno della Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian (Sede della Biennale di Venezia) a fine febbraio 2023,

Già in quella occasione, Roberto Cicutto, Presidente della Biennale di Venezia, e Lesley Lokko, Curatrice di questa 18° Mostra Internazionale di Architettura hanno fornito un anteprima ufficiale della Biennale di Architettura 2023.

I temi al centro della Biennale di Architettura 2023

Lo avevamo anticipato già in un precedente articolo, quando a maggio 2022 fu svelato il titolo della Biennale di Architettura 2023.

I riflettori di questa Biennale di Architettura sono puntati sull’Africa e sulla sua diaspora, "su quella cultura fluida e intrecciata di persone di origine africana che oggi abbraccia il mondo. - come dichiara Lesley Lokko - Che cosa vogliamo dire? In che modo ciò che diremo cambierà qualcosa? E, aspetto forse più importante di tutti, quello che diremo noi, come influenzerà e coinvolgerà ciò che dicono gli “altri”, rendendo la Mostra non tanto una storia unica, ma un insieme di racconti in grado di riflettere l’affascinante, splendido caleidoscopio di idee, contesti, aspirazioni e significati che ogni voce esprime in risposta ai problemi del proprio tempo?

Spesso si definisce la cultura come il complesso delle storie che raccontiamo a noi stessi, su noi stessi. Sebbene sia vero, ciò che sfugge a questa affermazione è la consapevolezza di chi rappresenti il “noi” in questione. Nell’architettura in particolare, la voce dominante è stata storicamente una voce singolare ed esclusiva, la cui portata e il cui potere hanno ignorato vaste fasce di umanità – dal punto di vista finanziario, creativo e concettuale – come se si ascoltasse e si parlasse in un’unica lingua. La “storia” dell’architettura è quindi incompleta. Non sbagliata, ma incompleta. Ecco perché le mostre sono importanti.” dichiara Lesley Lokko.

Ma, cosa più importante, questa Mostra Internazionale di Architettura pone particolare attenzione alla lotta al cambiamento climatico.

"La 18. Esposizione Internazionale di Architettura curata da Lesley Lokko sarà la prima a sperimentare sul campo un percorso per il raggiungimento della neutralità carbonica, al punto di aver declinato la Mostra stessa sui temi di decolonizzazione e decarbonizzazione" ha dichiarato il presidente Roberto Cicutto nel suo discorso di presentazione.

La Biennale di Venezia è impegnata in modo concreto nel cruciale obiettivo del contrasto al cambiamento climatico, promuovendo un modello più sostenibile per la progettazione, l’allestimento e lo svolgimento di tutte le sue attività.

Tant'è che nel 2022 ha ottenuto la certificazione di neutralità carbonica per tutte le manifestazioni svolte durante l’anno, grazie a una accurata raccolta dati sulla causa delle emissioni di CO2 generate dalle manifestazioni stesse e all’adozione di misure conseguenti. L’intero processo di raggiungimento della neutralità carbonica, realizzatosi ai sensi dello standard internazionale PAS2060, è stato certificato dal RINA.

Oltre ad avere un occhi puntato alla "culla della umanità", questa Biennale di architettura si propone quindi anche come agente di cambiamento.

Cosa significa essere “un agente di cambiamento”?

"Negli ultimi nove mesi, in centinaia di conversazioni, messaggi di testo, videochiamate e riunioni - ha ricordato Lesley Lokko - è emersa più volte la domanda se esposizioni di questa portata, sia in termini di emissioni di carbonio sia di costi, possano essere giustificate. A maggio dell’anno scorso (in occasione dell’annuncio del titolo) ho parlato più volte della Mostra come di “una storia”, una narrazione che si evolve nello spazio. Oggi ho una visione diversa. Una mostra di architettura è allo stesso tempo un momento e un processo. Prende in prestito struttura e formato dalle mostre d’arte, ma se ne distingue per aspetti critici che spesso passano inosservati. Oltre al desiderio di raccontare una storia, anche le questioni legate alla produzione, alle risorse e alla rappresentazione sono centrali nel modo in cui una mostra di architettura viene al mondo, eppure vengono riconosciute e discusse di rado. È stato chiaro fin dal principio che The Laboratory of the Future avrebbe adottato come suo gesto essenziale il concetto di “cambiamento”.

Le dichiarazioni del presidente Cicutto sulla Mostra

Un laboratorio del futuro non può prescindere da un punto di partenza preciso, da una o più ipotesi in cerca di verifica - ha dichiarato il Presidente della Biennale di Venezia Roberto Cicutto.

"La Curatrice parte dal suo continente di origine, l’Africa, per raccontarne tutte le criticità storiche, economiche, climatiche e politiche e per dire a tutti “a noi è già successo molto di quanto sta accadendo al resto del mondo. Confrontiamoci per capire dove si è sbagliato finora e come va affrontato il futuro". È un punto di partenza che invoca l’ascolto di fasce di umanità lasciate fuori dal dibattito, e apre a una molteplicità di lingue zittite per molto tempo da quella che si considerava dominante di diritto in un confronto vitale e improcrastinabile.

Lesley Lokko e Roberto Cicutto - Courtesy of La Biennale di Venezia
(Jacopo Salvi)

Come è strutturata la Biennale di Architettura 2023

The Laboratory of the Future è una mostra divisa in sei sezioni

Sono presenti 89 partecipanti, di cui oltre la metà provenienti dall’Africa o dalla diaspora africana. La curatrice ha fatto sapere, in occasione della conferenza di presentazione, che equilibrio di genere sarà paritario e che l’età media dei partecipanti è di 43 anni, mentre scende a 37 nella sezione Progetti Speciali della Curatrice, in cui il più giovane ha solo 24 anni.

"Il 46% dei partecipanti considera la formazione come una vera e propria attività professionale e, per la prima volta in assoluto, quasi la metà dei partecipanti proviene da studi a conduzione individuale o composti da un massimo di cinque persone. In tutte le sezioni della Mostra, oltre il 70% delle opere esposte è stato progettato da studi gestiti da un singolo o da un team molto ristretto” dichiara Lesley Lokko.

Al cuore di ogni progetto c’è lo strumento principe e decisivo: l’immaginazione – ha spiegato Lesley Lokko. È impossibile costruire un mondo migliore se prima non lo si immagina."

The Laboratory of the Future ha inizio nel Padiglione Centrale ai Giardini, qui sono stati riuniti 16 studi che rappresentano un distillato di Force Majeure (Forza Maggiore) della produzione architettonica africana e diasporica.

Nel complesso dell’Arsenale, con la sezione Dangerous Liaisons (Relazioni Pericolose) – presente anche a Forte Marghera, a Mestre - affiancata a quella dei Progetti Speciali della Curatrice, che per la prima volta è una categoria vasta quanto le altre.

In entrambi gli spazi sono presenti opere di giovani “practitioner” africani e diasporici, i Guests from the Future (Ospiti dal Futuro), il cui lavoro si confronta direttamente con i due temi della Mostra, la decolonizzazione e la decarbonizzazione, fornendo un’istantanea delle pratiche e delle modalità future di vedere e di stare al mondo.

Per la prima volta alla Biennale Architettura, i Progetti Speciali della Curatrice e i Partecipanti Speciali costituiscono una grande categoria fuori concorso. Sono definiti “speciali” per lo stretto legame con la Curatrice e i suoi assistenti, che collaborano alla produzione di opere in categorie specifiche scelte dalla Curatrice a integrazione della Mostra. Tre di queste categorie, Mnemonic; Food, Agriculture & Climate Change; e Gender & Geography esaminano espressamente il complesso rapporto tra memoria e architettura. Tre partecipazioni speciali, il regista Amos Gitaï; il primo poeta laureato in architettura Rhael 'LionHeart' Cape, Hon FRIBA e il fotografo James Morris, si trovano all'Arsenale in corrispondenza di alcuni passaggi chiave.

4 Progetti Speciali della Curatrice
Food, Agriculture & Climate Change (Arsenale)
Gender & Geography (Arsenale)
Mnemonic (Arsenale)
Guests from the Future (Arsenale e Padiglione Centrale ai Giardini

Non architetti, non urbanisti, non designer ma “practitioner”

"Abbiamo espressamente scelto di qualificare i partecipanti come “practitioner” – ha chiarito la Curatrice - e non come “architetti”, “urbanisti”, “designer”, “architetti del paesaggio”, “ingegneri” o “accademici”, perché riteniamo che le condizioni dense e complesse dell’Africa e di un mondo in rapida ibridazione richiedano una comprensione diversa e più ampia del termine “architetto” dichiara Lesley Lokko.

La Biennale College Architettura

Per la prima volta in assoluto la Biennale Architettura include Biennale College Architettura, che si svolgerà dal 25 giugno al 22 luglio 2023. Nel corso di quattro settimane di programma didattico, 15 docenti internazionaliSamia Henni, Marina Otero, Nana Biamah-Ofosu, Thireshen Govender, Lorenzo Romito, Jacopo Galli, Philippa Tumumbweinee, Ngillan Gbadebo Faal, Rahesh Ram, Guillermo Fernandez-Abascal, Urtzi Grau, Samir Pandya, Alice Clancy, Sarah de Villiers e Manijeh Verghese lavoreranno con 50 tra studenti, laureati, accademici e professionisti emergenti provenienti da tutto il mondo e selezionati da Lesley Lokko attraverso un processo di open call. Alla chiusura del bando, il 17 febbraio, sono pervenute 986 candidature.

Ángel Borrego Cubero girerà un documentario dedicato all’esperienza formativa, che verrà pubblicato nel mese di ottobre di quest’anno. Nel mese di luglio si unirà al College un gruppo internazionale di critici.

Carnival: il ricco programma di incontri, conferenze, tavole rotonde, film e performance

Il programma di The Laboratory of the Future è arricchito dal Carnival, un ciclo di incontri, conferenze, tavole rotonde, film e performance durante i sei mesi di mostra, volti a esplorare i temi della Biennale Architettura 2023.

Concepito come uno spazio di liberazione ma anche di spettacolo e intrattenimento, Carnival offre un luogo in cui vengono scambiate, ascoltate, analizzate e ricordate parole, prospettive e opinioni – ha spiegato Lesley Lokko. Politici, policymakers, poeti, registi, documentaristi, scrittori, attivisti, organizzatori di comunità e intellettuali pubblici condivideranno il palco con architetti, accademici e studenti. Questo programma vuole essere una forma di pratica dell’architettura che tenta di colmare il divario tra gli architetti e il pubblico.

Carnival è sostenuto da Rolex, Partner esclusivo e Orologio Ufficiale della Mostra.

I nuovi appuntamenti del Carnival 

Proiezioni, performance dal vivo e tavole rotonde a cura di Lesley Lokko: quattro nuovi incontri dal vivo dal 26 settembre al 4 ottobre al Teatro Piccolo Arsenale.

GLI INCONTRI DAL 26 SETTEMBRE AL 4 OTTOBRE

Continuano gli appuntamenti del Carnival, programma ideato dalla curatrice Lesley Lokko all’interno della 18. Mostra Internazionale di Architettura, The Laboratory of the Future. Con l’arrivo dell’autunno, cinque nuovi eventi dal vivo con proiezioni, film, performance e tavole rotonde si terranno a Venezia il 26, 27 e 30 settembre e il 3 e 4 ottobre.

Martedì 26 e Mercoledì 27 settembre dalle 10.00 alle 18.45

Teatro Piccolo Arsenale (Campo de la Tana, 2161, Venezia)
Le proiezioni del Carnival

(Carnival Film Screenings)

Il cinema e l'architettura sono inestricabilmente legati. Entrambi i mezzi coinvolgono lo spazio, il tempo e le persone, ed entrambi utilizzano la narrazione per esplorare la condizione umana. Gli architetti, come i registi, trasformano la finzione in realtà. In questo "mini-festival del cinema" distribuito su due giorni, architetti, educatori, artisti e registi di fama esplorano le avvincenti sovrapposizioni, affinità e tensioni tra spazio, edifici, immagini in movimento e rappresentazione.

Due tavole rotonde moderate dalla curatrice Lesley Lokko esaminano la complessa e ricca relazione tra queste due affascinanti discipline.

Martedì 26 settembre

Dalle ore 10.00 introduzione di Lesley Lokko; dalle 10.10 alle 12.00 Rumba Rules, New Genealogies (di Sammy Baloji); dalle 12.05 alle 13.00 House (di Amos Gitaï); dalle 14.00 alle 15.40 Wajib (di Annemarie Jacir); dalle 15.45 alle 16.10 Sizígia (di Luis Urbano); dalle 16.20 alle 16.55 ButoHouse (di Ila Bêka & Louise Lemoine); dalle 17.00 alle 18.00 A Lot with Little (di Noemi Blager & Tapio Snellman); dalle 18.05 alle 18.45 2022 Pritzker Architecture Prize Ceremony (prodotto da Karen Carter).

Mercoledì 27 settembre

dalle 14.00 alle 15.00 Proiezioni dei cortometraggi Inhabiting Hybridity: Letters from the Middleground (di UNIT 24 - VitikaAgrawal); My Land, Mine Land (di UNIT 24 - Paris Gazzola); Robots of Brixton (di Kibwe Tavares); Planet City (di Liam Young); The Great Endeavor (di Liam Young); Ferenj (di Ainslee Alem Robson).

Dalle 15.00 alle 18.45 seguiranno due tavole rotonde con: Noemi Blager, Luis Urbano, Ila Bêka& Louise Lemoine, Ewa Effiom, Penelope Haralambidou, Mike Tite, Ainslee Alem Robson, Liam Young.

Sabato 30 settembre

Teatro Piccolo Arsenale (Campo de la Tana, 2161, Venezia)
Geografia e Genere
(Geography and Gender)

Dalle 15.00 alle 18.15 Performance di Mareli Stolp (dal vivo), Gugulethu Mthembu (film)
Tavola rotonda
con Caroline Wanjiku Kihato, Clare Loveday, Mareli Stolp, Gugulethu Mthembu, Elena Ostanel, Loren Landau, Giovanna Marconi, Michela Semprebon

You Will Find Your People Here è un’opera collettiva e interdisciplinare realizzata da Caroline Wanjiku Kihato, dalla compositrice Clare Loveday e dalla pianista Mareli Stolp. La performance, scritta per pianoforte e voce, combina il pianoforte, la parola e altre forme di vocalità per creare una risposta a testi e testimonianze di donne migranti che vivono attualmente a Johannesburg. A seguire verrà proiettata una breve performance dell'architetto Gugulethu Mthembu.

Due tavole rotonde concluderanno l'evento. La prima sessione sarà moderata da Elena Ostanel, con Caroline Wanjiku Kihato, Clare Loveday, Mareli Stolp, Gugulethu Mthembu; la seconda sessione, moderata da Loren Landau, con Giovanna Marconi e Michela Semprebon.

Martedì 3 ottobre

Corderie dell’Arsenale, Square 2*
*per accedere il 3 ottobre è necessario acquistare un biglietto per la 18. Mostra Internazionale di Architettura

dalle 14.00 alle 18.00 Il collettivo Woman, Life, Freedom! apre questa due giorni con un intervento sulla natura anticoloniale e radicale del movimento con il focus “Il corpo della donna in lotta” (The body of the Woman in Struggle). Attraverso performance, cortometraggi e discussioni, il collettivo esplorerà il colonialismo, il patriarcato, il genere e la resistenza, culminando in una tavola rotonda sul movimento 2022, Woman, Life, Freedom!

Mercoledì 4 ottobre

Teatro Piccolo Arsenale (Campo de la Tana, 2161, Venezia)
Donna, Vita, Libertà!
(Woman, Life, Freedom!)

dalle 10.00 alle 13.00 Il tema sarà “Decolonizzare la governance” (Decolonising Governance): si parlerà di come in Iran la governance è emersa come uno dei principali strumenti di imposizione coloniale. Nel 2022, una protesta contro l'obbligo di indossare l'hijab si è trasformata in una rivoluzione sociale, ponendo il corpo delle donne al centro del movimento di resistenza. Questa discussione si concentrerà sulla governance e sulle possibilità di strutture governative non patriarcali e anticoloniali in Iran.

Mercoledì 4 ottobre

Teatro Piccolo Arsenale (Campo de la Tana, 2161, Venezia)
Il futuro che verrà

(The Future to Come)
Con i collettivi RIFF (Rekha Auguste-Nelson), Cartografia Negra
e J. Yolande Daniels, Natsai Audrey Chieza, Margarida Waco

dalle 15.00 alle 17.00 Si dice spesso che ci sono tre errori che le persone commettono comunemente quando pensano al futuro. Il primo è presumere che non cambierà nulla; il secondo che cambierà tutto. Il terzo, il più costoso, è non pensare affatto al futuro.

In questa tavola rotonda con i partecipanti ai Progetti Speciali della Curatrice, due collettivi, RIFF e Cartografia Negra, e tre professioniste, J. Yolande Daniels, Natsai Audrey Chieza e Margarida Waco, illustrano le loro risposte alle provocazioni lanciate da The Laboratory of the Future. L’incontro sarà moderato dalla curatrice Lesley Lokko.

Carnival è sostenuto da Rolex, Partner esclusivo e Orologio Ufficiale della Mostra.

SCOPRI IL PROGRAMMA COMPLETO DEGLI EVENTI

The Archive of the Future - L’archivio del futuro

"Come Hemingway, che terminava ogni sessione di scrittura con una frase lasciata a metà, The Laboratory of the Future si chiude con una domanda aperta: e poi?" dichiara Lesley Lokko.

The Archive of the Future è una testimonianza visuale dei processi, dei disegni, delle discussioni, delle idee, delle conversazioni, dei temi sviscerati, delle proposte e delle nuove consapevolezze che collettivamente hanno dato vita a questa mostra.

The Laboratory of the Future non è un progetto educativo. Non vuole dare indicazioni, né offrire soluzioni, né impartire lezioni. È invece inteso come una sorta di rottura, un agente di cambiamento, nell’ambito del quale lo scambio tra partecipante, esposizione e visitatore non è passivo o predeterminato. È uno scambio reciproco, una forma di confronto glorioso e imprevedibile, da cui ognuno esce trasformato e incoraggiato ad andare avanti verso un nuovo futuro.

63 partecipazioni nazionali alla Biennale di Architettura 2023

63 partecipazioni nazionali hanno organizzato le proprie mostre nei Padiglioni ai Giardini (27), all’Arsenale (22) e nel centro storico di Venezia (14).

Il Niger partecipa per la prima volta alla Biennale Architettura; Panama si presenta per la prima volta da solo, nel passato partecipava come I.I.L.A. (organizzazione internazionale italo-latino americana).

Torna la partecipazione della Santa Sede alla Biennale Architettura, con un proprio Padiglione sull’Isola di San Giorgio Maggiore (aveva partecipato per la prima volta alla Biennale Architettura nel 2018).

Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, è curato dal collettivo Fosbury Architecture, formato da Giacomo Ardesio, Alessandro Bonizzoni, Nicola Campri, Veronica Caprino, Claudia Mainardi. Il titolo della mostra è SPAZIALE: Ognuno appartiene a tutti gli altri.

Il Padiglione delle arti applicate 2023

La Biennale di Venezia e il Victoria and Albert Museum, London presentano per il settimo anno consecutivo il Progetto Speciale al Padiglione delle Arti Applicate (Arsenale, Sale d’Armi A) dal titolo Modernismo tropicale: Architettura e Potere in Africa occidentale, a cura di Christopher Turner (V&A) insieme a Nana Biamah-Ofosu e Bushra Mohamed (AA). La mostra è realizzata in collaborazione con l’Architectural Association (AA) di Londra e la Kwame Nkrumah University of Science and Technology (KNUST) di Kumasi.

L'offerta editoriale e il progetto grafico della Biennale di Architettura 2023

Il catalogo ufficiale, dal titolo The Laboratory of the Future, è composto di due volumi.

Il Volume I è diviso in diverse sezioni dedicate agli appuntamenti di Carnival e ai Progetti Speciali della Curatrice. Due sezioni sono riservate alla Mostra Internazionale curata da Lesley Lokko, rispettivamente intitolate Force Majeure e Dangerous Liasons.

Ciascun progetto esposto in Mostra è accompagnato da un testo critico di approfondimento e da un apparato iconografico che completa la presentazione del lavoro sviluppato dai Partecipanti. Una parte del volume è dedicata alla prima edizione della Biennale College Architettura. Il volume è arricchito da una serie di saggi sui temi della Mostra e da un dettagliato regesto delle opere esposte.

Il Volume II presenta le Partecipazioni Nazionali e gli Eventi Collaterali: include una serie di testi corredati da immagini che approfondiscono gli interventi proposti dai Padiglioni, ai Giardini e all’Arsenale e dalle Mostre collaterali in diverse sedi a Venezia.

L’identità grafica della Biennale Architettura 2023 e il design delle pubblicazioni sono a cura di Die Ateljee – Fred Swart. I volumi sono pubblicati da Edizioni La Biennale di Venezia.

Visita il sito della Biennale Architettura

#BiennaleArchitettura2023 #TheLaboratoryOfTheFuture

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L'architettura moderna combina design innovativo e sostenibilità, mirando a edifici ecocompatibili e spazi funzionali. Con l'adozione di tecnologie avanzate e materiali sostenibili, gli architetti moderni creano soluzioni che affrontano l'urbanizzazione e il cambiamento climatico. L'enfasi è su edifici intelligenti e resilienza urbana, garantendo che ogni struttura contribuisca positivamente all'ambiente e alla società, riflettendo la cultura e migliorando la qualità della vita urbana.

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