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Abusi edilizi: prima di demolire va esaminata (e rigettata) la richiesta di sanatoria

Prima di emettere l'ordinanza di demolizione per la cancellazione dell'abuso edilizio il Comune deve concludere il procedimento aperto dall'istanza di condono con un provvedimento di diniego della stessa.

Gli abusi edilizi 'scoperti', quasi sempre, finiscono con l'ordinanza di demolizione emanata dal comune per ripristinare l'ordine violato. Ma ci sono delle precise regole che le amministrazioni comunali devono osservare, soprattutto se su un determinato illecito sono state presentate istanze di condono o sanatoria.

Il comune, come ci ricorda il Tar Cagliari nella sentenza 944/2025, non può infatti emanare un'ordinanza di demolizione per un'opera realizzata senza permesso di costruire - e quindi abusiva - senza prima esaminare l'eventuale richiesta di condono/sanatoria e, nel caso, notificare il respingimento di tale istanza.

 

Il caso: realizzazione immobile abusivo e richiesta di condono

La ricorrente era stata autorizzata a realizzare un deposito attrezzi, ma ha costruito un più ampio immobile a uso residenziale, composto da un piano interrato (m. 7,40 x m. 3,30) e da un piano terra (m. 11,05 x 6.10), oltre a un ulteriore vano rimasto in fase in costruzione.

Con istanza del 6 dicembre 2004, la sig.ra aveva presentato istanza di condono ai sensi della legge n. 326/2003, chiedendo la sanatoria di quanto realizzato in difformità rispetto ai titoli a suo tempo ottenuti, compreso il cambio di destinazione d’uso da deposito attrezzi a residenza.

 

Respingimento dell'istanza di sanatoria e ordinanza di demolizione

Nel 2006 si era espressa positivamente la Commissione edilizia comunale, mentre con nota 20 settembre 2018, la Direzione generale della Pianificazione urbanistica - Servizio Tutela del Paesaggio - Nuoro e Ogliastra della Regione Sardegna, competente a esprimersi sull’istanza di condono sotto il profilo della compatibilità paesaggistica, l’ha dichiarata improcedibile, evidenziando di avere richiesto all’interessata della documentazione integrativa senza alcun esito.

Nel 2019, in definitiva, dal Comune parte l'ordinanza di demolizione delle opere eseguite senza titolo "basando tale decisione sulla sopra descritta nota regionale di improcedibilità dell’istanza di nulla osta paesaggistico, nonché sulla sentenza del Consiglio di Stato, Sez. VI, 18 maggio 20215, n. 2518, che ha circoscritto l’operatività del condono agli abusi “minori” di cui ai n. 4, 5 e 6 dell’allegato al decreto legge n. 269/2003, convertito in legge n. 326/2003".


Il ricorso: il comune doveva prima esprimersi sull'istanza di condono?

Per la ricorrente, il comune ha adottato l’impugnata ordinanza di demolizione senza essersi precedentemente espresso sull’istanza di condono presentata il 6 dicembre 2004, sulla quale l'unico riscontro, parziale e incompleto, si rinviene nella nota 20 settembre 2018 con cui la Direzione generale della Pianificazione urbanistica – Servizio Tutela del Paesaggio – Nuoro e Ogliastra della Regione Sardegna, competente a esprimersi sotto il profilo della compatibilità paesaggistica, ha dichiarato improcedibile la stessa istanza di condono per omesso deposito di documentazione integrativa richiesta nel corso del procedimento.

In tal modo sarebbe stato anche omesso il preavviso di diniego dell’istanza di condono, inibendo le prerogative partecipative dell’interessata.

 

Il procedimento sull'ordinanza di condono va completato: demolizione annullata!

Non c'è dubbio, sottolinea il TAR della Sardegna, che prima di emettere l'ordinanza di demolizione il Comune avrebbe dovuto concludere il procedimento aperto dall'istanza di condono con un provvedimento di diniego della stessa.

"Né può attribuirsi tale natura ed effetto all'ordinanza di demolizione, alla stregua di atto amministrativo implicito, giacché tale peculiare figura giuridica, come noto, presuppone la sussistenza di tutti i presupposti di legittimità - sia formale che sostanziale - richiesti per l’atto non formalmente adottato (cfr., ex multis, Consiglio di Stato, Sez. V, 15 aprile 2019, n. 2433), mentre nel caso in esame è stato, quanto meno, omesso il preavviso di diniego dell’istanza di condono, il che impedisce di attribuire all’ordinanza di demolizione valore di implicito di diniego della medesima".


LA SENTENZA E' SCARICABILE IN ALLEGATO

Allegati

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L'abuso edilizio rappresenta la realizzazione di opere senza permessi o in contrasto con le concessioni esistenti, spaziando da costruzioni non autorizzate ad ampliamenti e modifiche illegali. Questo comporta rischi di sanzioni e demolizioni, oltre a compromettere la sicurezza e l’ordine urbano. Regolarizzare tali abusi richiede conformità alle normative urbanistiche, essenziale per la legalità e il valore immobiliare.

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