Professione | Conto Termico 3.0
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Conto Termico 3.0 e danni catastrofali: le professioni tecniche denunciano il rischio di percorsi paralleli agli Ordini

Due provvedimenti riaprono il confronto sul ruolo delle professioni tecniche: da una parte le diagnosi energetiche per il Conto Termico 3.0, dall’altra il nuovo elenco degli esperti assicurativi catastrofali. Le associazioni di categoria temono percorsi paralleli agli Ordini e chiedono un confronto politico.

Professioni tecniche, competenze e nuovi percorsi paralleli: perché le associazioni chiedono un confronto

Il sistema delle professioni tecniche regolamentate torna al centro del dibattito. A sollevare il tema sono Confprofessioni, Fondazione Inarcassa e diverse associazioni rappresentative del mondo tecnico, che hanno espresso preoccupazione per alcune recenti disposizioni normative considerate potenzialmente critiche per il ruolo dei professionisti iscritti agli albi.

Al centro della questione vi sono due provvedimenti distinti — le regole applicative del Conto Termico 3.0 e la Legge n. 59/2026 di conversione del D.L. n. 25/2026 — che, pur nella loro diversità, condividono, secondo i firmatari, la medesima impostazione di fondo: la creazione di nuove riserve di attività al di fuori del sistema ordinistico, a scapito dei professionisti abilitati iscritti ai relativi albi.

Secondo le organizzazioni firmatarie, il rischio è che questi interventi possano favorire la nascita di percorsi paralleli al sistema ordinistico, attraverso requisiti, elenchi o certificazioni che potrebbero sovrapporsi alle competenze già riconosciute ai professionisti abilitati.

Per il settore tecnico, la questione non riguarda soltanto la difesa di una categoria. In gioco ci sono il riconoscimento delle competenze, la responsabilità delle prestazioni professionali, la corretta qualificazione degli operatori e le garanzie offerte a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.

Professioni tecniche regolamentate

Per professioni tecniche regolamentate si intendono le attività esercitate da soggetti abilitati e iscritti ai relativi albi o collegi professionali. L’iscrizione comporta obblighi di formazione continua, responsabilità deontologica, copertura assicurativa e rispetto di regole poste a tutela della committenza e dell’interesse pubblico.

Conto Termico 3.0: il nodo delle diagnosi energetiche e delle certificazioni volontarie

Il primo fronte riguarda il Conto Termico 3.0, il meccanismo di incentivazione gestito dal GSE per interventi di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Le Regole Applicative del nuovo Conto Termico 3.0 sono state approvate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica il 19 dicembre 2025, in attuazione del D.M. 7 agosto 2025. Il GSE ricorda che il meccanismo dispone di una dotazione finanziaria di 900 milioni di euro annui e prevede un sostegno in conto capitale fino al 65% delle spese ammissibili.

La criticità evidenziata dalle organizzazioni professionali riguarda, in particolare, il riconoscimento delle diagnosi energetiche ai fini dell’accesso agli incentivi per alcune tipologie di intervento. Secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale, l’accesso agli incentivi sarebbe condizionato, in alcuni casi, alla redazione di diagnosi energetiche da parte di soggetti certificati secondo norme tecniche volontarie, con esclusione dei professionisti abilitati e iscritti agli albi, nonostante le competenze riconosciute dalla normativa primaria.

La questione è delicata perché non riguarda la possibilità astratta di redigere una diagnosi energetica, ma il suo riconoscimento ai fini dell’incentivo. In termini pratici, il rischio segnalato è che il professionista tecnico abilitato possa continuare a svolgere attività energetiche in ambito professionale, ma non veda riconosciuta quella prestazione nell’ambito specifico della procedura incentivante.

Per il mercato professionale, questo può produrre un effetto rilevante: non una sottrazione formale di competenza, ma una marginalizzazione sostanziale nelle pratiche legate agli incentivi, perché il committente tenderà inevitabilmente a rivolgersi a figure il cui elaborato sia ritenuto ammissibile dal meccanismo di sostegno.

Esperti assicurativi catastrofali: la nuova figura presso CONSAP

Il secondo fronte riguarda il ruolo degli esperti assicurativi catastrofali, introdotto nell’ambito della conversione del D.L. 25/2026 nella Legge 59/2026.

La norma prevede l’istituzione, presso CONSAP, di un ruolo dedicato a figure chiamate a operare nelle attività di accertamento e stima economica dei danni catastrofali subiti da beni immobili assicurati.

Secondo la ricostruzione delle organizzazioni professionali, la criticità sta nel fatto che a questi soggetti verrebbe attribuita in via esclusiva l’attività di accertamento e stima dei danni agli immobili assicurati, con previsione di sanzioni penali per chi operi senza iscrizione al relativo elenco.

Il tema è particolarmente sensibile perché le attività di valutazione dei danni a edifici e immobili dopo eventi calamitosi intercettano competenze tipiche di molte professioni tecniche: rilievo, analisi del quadro fessurativo, valutazione del danno, stima economica, conoscenza dei materiali e delle strutture, lettura del comportamento edilizio e, nei casi più complessi, rapporto con la sicurezza residua del manufatto.

La preoccupazione espressa dalle associazioni è che una nuova figura, esterna al sistema ordinistico, possa sovrapporsi ad attività storicamente svolte da professionisti tecnici abilitati, costringendo questi ultimi a iscriversi a un ulteriore ruolo per continuare a esercitare prestazioni già coerenti con il proprio profilo professionale.

Una tendenza sistemica: le "riserve parallele"

Ciò che preoccupa maggiormente i firmatari non sono i singoli provvedimenti in sé, ma la tendenza sistemica che essi incarnano: la progressiva creazione di riserve di attività parallele a quelle già regolamentate dagli ordini professionali, che alterano il mercato di riferimento e indeboliscono le tutele offerte ai committenti.

Tali tutele — derivanti dalla formazione universitaria, dalla formazione continua obbligatoria, dall'obbligo assicurativo e dagli obblighi deontologici — rappresentano il fondamento del sistema ordinistico italiano, costruito nel corso di decenni a protezione dell'interesse pubblico.

I settori coinvolti non sono periferici: transizione energetica, sicurezza del patrimonio edilizio, gestione delle emergenze e ricostruzione post-calamità sono ambiti ad altissimo impatto collettivo, nei quali la qualità e la responsabilità delle prestazioni professionali hanno conseguenze dirette sulla sicurezza dei cittadini.

Chi ha firmato il comunicato

Il documento è stato sottoscritto da un fronte ampio e rappresentativo del mondo delle professioni tecniche italiane:

  • Confprofessioni
  • Fondazione Inarcassa
  • Confedertecnica
  • Aidia
  • Ala Assoarchitetti & Ingegneri
  • Federarchitetti
  • Federazione Nazionale Asso Ingegneri Architetti
  • Fidaf
  • Inarsind
  • ANTEC
  • Singeop

La richiesta: confronto politico urgente

Le organizzazioni firmatarie chiedono l'avvio di un confronto con le forze politiche per correggere le criticità evidenziate e restituire centralità alle professioni tecniche regolamentate, nel rispetto della normativa primaria e dell'interesse generale.

L'obiettivo dichiarato non è difendere interessi corporativi, ma garantire ai committenti — pubblici e privati — la certezza di interfacciarsi con professionisti responsabili, assicurati, aggiornati e soggetti a un codice deontologico. Una posizione che i firmatari definiscono esplicitamente come tutela della sicurezza dei cittadini e della qualità delle prestazioni.


FAQ - Professioni tecniche: allarme su Conto Termico 3.0 e perizie catastrofali | Ingenio

Perché le professioni tecniche sono preoccupate per il Conto Termico 3.0?

La preoccupazione riguarda il riconoscimento delle diagnosi energetiche ai fini degli incentivi. Secondo Confprofessioni e Fondazione Inarcassa, in alcuni casi le regole applicative del Conto Termico 3.0 valorizzerebbero figure certificate secondo norme volontarie, escludendo di fatto i professionisti abilitati iscritti agli albi.

Cosa sono gli esperti assicurativi catastrofali?

Sono figure previste dalla Legge 59/2026 e iscritte in un ruolo istituito presso CONSAP, chiamate a svolgere attività di accertamento e stima economica dei danni catastrofali subiti da beni immobili assicurati.

Qual è il rischio dei percorsi paralleli agli Ordini?

Il rischio è che attività già riconducibili alle competenze dei professionisti tecnici abilitati vengano subordinate a nuovi registri, certificazioni o ruoli esterni al sistema ordinistico, con possibili effetti su concorrenza, responsabilità professionale e tutela della committenza.

Le certificazioni volontarie sono alternative all’abilitazione professionale?

Le certificazioni volontarie possono attestare competenze specialistiche, ma non coincidono con l’abilitazione professionale. L’iscrizione a un albo comporta un sistema più ampio di responsabilità, obblighi deontologici, formazione continua e copertura assicurativa.

Cosa chiedono Confprofessioni, Fondazione Inarcassa e le associazioni tecniche?

Le organizzazioni chiedono l’apertura di un confronto politico urgente per correggere le criticità segnalate e restituire centralità alle professioni tecniche regolamentate, nel rispetto della normativa primaria e dell’interesse generale.

Fonte: Comunicato ufficiale Confprofessioni, 7 maggio 2026.

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