Bonus Mobili 2026 anche per la seconda casa: guida ufficiale aggiornata e infografica
Per ottenere il Bonus Mobili ed Elettrodomestici al 50% è indispensabile realizzare un intervento di recupero del patrimonio edilizio sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali. Necessario il pagamento tracciabile, il massimale è di 5.000 euro. Ok per le seconde case.
Il Bonus Mobili è stato confermato anche per il 2026 alle stesse condizioni del 2025: la Legge di Bilancio 2026 (art.1 comma 22) ha infatti prorogato di un'ulteriore anno la detrazione fiscale del 50% per chi acquista mobili o elettrodomestici per arredare un immobile già oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio (sia su singole unità immobiliari che su parti comuni di edifici residenziali), che siano iniziati a partire dal 1° gennaio 2025.
In virtù di ciò, l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la guida ufficiale e un'utile infografica, entrambe aggiornate al mese di gennaio 2026.
Importante: per il Bonus Mobili non si applica la regola della 'prima casa' valevole per la detrazione maggiorata degli altri bonus; la detrazione del 50%, quindi, vale per tutti i tipi di immobili, cioè anche per le seconde (e terze) case.
Bonus Mobili: cos'è
Il Bonus Mobili ed Elettrodomestici consiste in una detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio.
L'agevolazione si riferisce alle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 per acquistare mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori.
La detrazione va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro, che comprende anche le spese di trasporto e montaggio dei beni acquistati, purché le spese stesse siano state sostenute con le modalità di pagamento richieste per fruire della detrazione (bonifico, carte di credito o di debito).
La detrazione è ripartita in dieci quote annuali dello stesso importo.
Bonus Mobili: quali acquisti?
I beni ammessi a beneficio sono:
- mobili nuovi destinati all’arredamento (es. letti, armadi, divani, tavoli, sedie, librerie, materassi, lampade);
- grandi elettrodomestici nuovi con classe energetica minima richiesta (classe A per forni, classe E per lavatrici/lavastoviglie e classe F per frigoriferi/congelatori), purché destinati all’unità immobiliare oggetto di ristrutturazione.
Bonus Mobili in condominio, occhio: vale solo se i beni acquistati arredano le parti comuni
Quando si effettua un intervento di recupero del patrimonio edilizio sulle parti condominiali di edifici residenziali, compresi gli interventi di manutenzione ordinaria, i condòmini hanno diritto al Bonus Mobili, ciascuno per la propria quota, solo se i beni acquistati sono destinati ad arredare queste parti comuni.
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Bonus Mobili: la ristrutturazione è determinante. Gli interventi ammessi
Per beneficiare del Bonus Mobili è indispensabile realizzare un intervento di recupero del patrimonio edilizio sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali.
Attenzione: tale intervento deve essere iniziato a partire dal 1° gennaio dell'anno precedente a quello dell'acquisto dei mobili e degli elettrodomestici.
Quindi, con lavori edilizi o nell'anno stesso in cui si chiede il bonus o nell'anno precedente, l'agevolazione è concedibile.
NB - La detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio, oppure quando i mobili e i grandi elettrodomestici sono destinati ad arredare l’immobile ma l’intervento cui è collegato l’acquisto viene effettuato su una pertinenza dell’immobile stesso, anche se accatastata autonomamente.
Questi gli interventi 'propedeutici' alla fruizione del Bonus Mobili:
- manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al bonus ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
- restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile;
- manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.
Obbligo di pagamento tracciabile
Per avere la detrazione sugli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici occorre effettuare i pagamenti con bonifico 'parlante' o carta di debito o credito.
Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.
Se il pagamento è disposto con bonifico, non è necessario utilizzare quello (soggetto a ritenuta) appositamente predisposto da banche e Poste S.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia.
La detrazione è ammessa anche se i beni sono acquistati con un finanziamento a rate, a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con le stesse modalità prima indicate e il contribuente abbia una copia della ricevuta del pagamento.
Ecco i documenti che è bene conservare:
- ricevuta del bonifico;
- ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito);
- documentazione di addebito sul conto corrente;
- fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.
LA GUIDA E L'INFOGRAFICA DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE SONO SCARICABILI IN ALLEGATO
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