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Bonus Ristrutturazioni per il comodatario: detrazione ok anche se cessa la detenzione dell'immobile

Il comodatario può beneficiare dell'intero importo di detrazione sulle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio (Bonus Ristrutturazioni), anche se il comodato cessa prima che termini l'intero periodo di detrazione.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che il comodatario può fruire integralmente del Bonus Ristrutturazioni anche se il contratto di comodato cessa prima della conclusione del periodo di detrazione. La condizione essenziale è che il comodato sia regolarmente registrato e che il comodatario abbia sostenuto le spese ed esercitato la detenzione dell’immobile al momento dell’avvio dei lavori o del pagamento. Il venir meno della detenzione non incide sul diritto a detrarre le rate residue, che restano in capo al soggetto che ha sostenuto i costi.


Un comodatario che, in forza di contratto registrato, sostiene le spese per manutenzione straordinaria dell'immobile, se cessa il contratto di comodato prima del recupero totale dei crediti, può continuare a detrarre le rate residue?

A questa interessante e gettonatissima domanda ha risposto di recente l'Agenzia delle Entrate tramite "La Posta di FiscoOggi", in un chiarimento che toglie diverse ombre dalla possiblità pressochè totale del comodatario di 'scaricare' le spese per il Bonus Ristrutturazioni.

 

Bonus Ristrutturazioni 2026, brevissimo recap: come funziona?

La Legge di Bilancio 2026 ha prorogato la possibilità di beneficiare del Bonus Ristrutturazioni nelle medesime condizioni del 2025.

In pratica, per le spese sostenute nel 2026:

  • detrazione 50% per interventi sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, se la spesa è sostenuta dal proprietario o da titolare di un diritto reale di godimento;
  • aliquota 36% negli altri casi;
  • tetto di spesa agevolabile: 96.000 € per unità immobiliare.

Riassumendo: la detrazione 'base' è pari al 36% delle spese sostenute nell’anno 2026 e al 36 per cento delle spese sostenute negli anni 2027 e 2028, ma si innalza al 50 per cento delle spese sostenute nell'anno 2026 e al 36 per cento delle spese sostenute negli anni 2027 e 2028 nel caso i lavori di ristrutturazione, appunto, riguardino le abitazioni principali.

 

Bonus Ristrutturazioni per il comodatario: le regole

L'Agenzia delle Entrate ha chiarito più volte che, per beneficiare di una detrazione edilizia, è necessaria la disponiblità del bene.

Per questo motivo, ad esempio, il comodante non può usufruire del Bonus Ristrutturazioni per eventuali lavori edilizi, la detrazione delle spese dei quali spetta invece al comodatario.

Infatti, il comodatario di un immobile può legittimanente usufruire delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia sullo stesso edificio, se il contratto è regolarmente stato registrato presso l'Agenzia delle Entrate prima dell'inizio dei lavori.

Il comodatario, infatti, è uno dei soggetti ammessi alla detrazione, in quanto detentore dell’immobile oggetto di ristrutturazione in base a un titolo idoneo (comodato) e sempre che ne sostenga le relative spese.

Importante: il comodatario/detentore deve avere l'ok (consenso) all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario, approvazione da acquisire in forma scritta anche successivamente all’inizio dei lavori ma formalizzato entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale si richiede la detrazione.

 

Il chiarimento: ok alle rate residue anche se si 'perde' la detenzione in corso d'opera

Le Entrate evidenziano ancora una volta che tra i soggetti che possono beneficiare della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio rientrano anche i comodatari dell'immobile, in possesso del consenso all'esecuzione dei lavori da parte del proprietario, a condizione che la detenzione dell'immobile risulti da un atto regolarmente registrato al momento di avvio dei lavori e sussista al momento del sostenimento delle spese ammesse alla  detrazione, anche se antecedente lo stesso avvio.

Ma la parte importante del chiarimento arriva sul finale: infatti, se cambia la titolarità dell'immobile sul quale sono stati effettuati gli interventi, ovvero la detenzione cessi prima che sia trascorso l'intero periodo di fruizione della detrazione, il comodatario conserva il diritto alla detrazione medesima.

Insomma: il comodatario potrà beneficiare dell'intero importo di detrazione sulle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, anche se il comodato cessa prima che termini l'intero periodo di detrazione.

 

Bonus Ristrutturazioni comodatario: FAQ

Il comodatario può accedere al Bonus Ristrutturazioni?
Sì. Il comodatario rientra tra i soggetti ammessi alla detrazione, in quanto detentore dell’immobile sulla base di un titolo idoneo, purché sostenga direttamente le spese e il contratto di comodato sia regolarmente registrato.

Il proprietario può detrarre le spese sostenute dal comodatario?
No. La detrazione spetta esclusivamente al soggetto che sostiene le spese e ha la disponibilità dell’immobile. In presenza di comodato, il beneficio fiscale compete al comodatario e non al comodante.

È necessario il consenso del proprietario ai lavori?
Sì. Il consenso del proprietario è indispensabile e deve risultare da atto scritto. Può essere acquisito anche dopo l’inizio dei lavori, purché formalizzato entro la presentazione della dichiarazione dei redditi.

Cosa accade se il comodato termina prima della fine della detrazione?
La cessazione della detenzione non fa perdere il beneficio. Il comodatario conserva il diritto a portare in detrazione tutte le rate residue, anche se non detiene più l’immobile.

Qual è il requisito temporale fondamentale per mantenere la detrazione?
È necessario che il comodatario abbia la detenzione dell’immobile al momento di avvio dei lavori o del sostenimento delle spese agevolate. Il mantenimento della detenzione per l’intero periodo di fruizione non è richiesto.

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