CAM e principio DNSH come leva progettuale nel restauro sostenibile di Galleria Borghese
CAM e principio DNSH nel restauro della Galleria Borghese non sono stati trattati come requisiti amministrativi, ma come strumenti di progetto per integrare tutela del bene storico, sostenibilità ambientale e qualità esecutiva. Il caso evidenzia come criteri ambientali minimi, scelta dei materiali, verifiche prestazionali e controllo documentale possano orientare il recupero del patrimonio vincolato in chiave sostenibile.
Il restauro della Galleria Borghese, realizzato nell’ambito degli interventi finanziati con fondi PNRR, rappresenta un caso di particolare interesse per il settore del recupero del patrimonio costruito perché mette al centro un tema oggi sempre più rilevante: l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) e del principio DNSH (Do No Significant Harm) in un contesto storico vincolato. Dall’esperienza condotta dal gruppo di ricerca del Dipartimento Pianificazione Design Tecnologia dell’Architettura della Sapienza Università di Roma, guidato dal Prof. Fabrizio Tucci, emerge un approccio che interpreta i requisiti ambientali non come un vincolo aggiuntivo, ma come uno strumento per qualificare le scelte progettuali e costruttive.
CAM negli edifici storici: una verifica integrale dei criteri ambientali
Uno degli aspetti centrali del lavoro di supporto al progetto ha riguardato la verifica della conformità ai CAM edilizia senza ricorrere a selezioni o applicazioni parziali dei criteri previsti dalla normativa.
Come spiega la prof.ssa Serena Baiani, il lavoro di ricerca si è concentrato sullo sviluppo di approfondimenti e indagini capaci di assicurare una piena coerenza tra i requisiti ambientali e le specificità di un complesso museale di elevato valore storico e culturale.
L’obiettivo non è stato soltanto soddisfare obblighi procedurali legati al finanziamento PNRR, ma attivare quei meccanismi virtuosi che i CAM introducono nel processo progettuale, orientando le decisioni verso una maggiore qualità ambientale dell’intervento.
Per questo motivo l’attività ha coinvolto in maniera integrata aspetti ambientali, prestazioni energetiche, caratteristiche tecniche dei materiali e valutazioni sulle componenti edilizie, nella consapevolezza che anche il patrimonio storico è oggi chiamato a confrontarsi con obiettivi di sostenibilità e riduzione degli impatti ambientali.
Materiali, contenuto di riciclato e DNSH: come cambia il progetto di restauro
L’applicazione congiunta dei CAM e del principio DNSH ha inciso in modo diretto sulle scelte progettuali e sulle strategie di approvvigionamento.
Come evidenzia l’arch. Paola Altamura, uno degli indirizzi principali ha riguardato la massimizzazione del contenuto di riciclato nei prodotti utilizzati, attraverso una selezione particolarmente accurata di soluzioni compatibili con il contesto storico e con i requisiti prestazionali richiesti.
Questo ha comportato anche un’attività di esplorazione del mercato per individuare prodotti conformi sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello ambientale, evitando compromessi rispetto alla tutela del bene culturale.
La conformità non si è fermata alla fase progettuale: durante la verifica e contabilizzazione dei lavori è stato necessario attivare un controllo puntuale della documentazione tecnica e delle certificazioni disponibili, con l’obiettivo di garantire trasparenza, tracciabilità e rispondenza ai requisiti richiesti dal quadro normativo di riferimento.
Economia circolare e recupero delle risorse: il cantiere di restauro come laboratorio
Un secondo ambito strategico ha riguardato le logiche di economia circolare applicate al cantiere.
Secondo il gruppo di ricerca, il recupero degli elementi esistenti rappresenta già una componente intrinseca degli interventi di restauro; nel caso della Galleria Borghese questo approccio è stato ulteriormente rafforzato dai criteri CAM e DNSH.
La strategia adottata ha puntato a preservare il più possibile gli elementi recuperabili e a ridurre al minimo la produzione di rifiuti di cantiere, estendendo il principio della conservazione non solo al valore storico del manufatto ma anche alla gestione delle risorse materiali.
Ne emerge una lettura del restauro in cui sostenibilità ambientale, tutela e qualità progettuale non operano come obiettivi separati, ma convergono in un unico processo decisionale.
Restauro sostenibile del patrimonio: il caso Galleria Borghese
L’esperienza della Galleria Borghese mostra come l’applicazione dei CAM e del principio DNSH possa diventare un’occasione per ripensare il progetto di restauro oltre il mero adempimento normativo.
Negli interventi su edifici storici vincolati di proprietà pubblica, l’applicazione dei requisiti ambientali comporta un approccio integrato alla progettazione e all’esecuzione, basato sulla qualificazione dei materiali, sulla verifica prestazionale, sulla tracciabilità documentale e sull’adozione di criteri di economia circolare.
Un approccio che apre una riflessione più ampia sul futuro degli interventi sul patrimonio storico: integrare sostenibilità e conservazione non come esigenze contrapposte, ma come componenti complementari della qualità progettuale.
CAM
CAM: requisiti ambientali obbligatori per progettazione e appalti. Materiali sostenibili, salubrità, energia e gestione cantiere. Articoli tecnici per applicare correttamente i criteri nei lavori pubblici.
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