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Codice degli appalti: pubblicata la versione definitiva del Consiglio di Stato

Codice degli appalti: rispettate le previsioni, il testo definitivo del consiglio di stato è stato reso disponibile prima delle vacanze.

Schema del nuovo Codice dei contratti pubblici, elaborato dal Consiglio di Stato (versione definitiva)

Il Consiglio di Stato ha reso disponibile lo Schema del nuovo Codice dei contratti pubblici, elaborato da Palazzo Spada e trasmesso al Governo il 7 dicembre 2022, con le modifiche apportate anche tenendo conto dei lavori del Tavolo Tecnico congiunto tra il Consiglio di Stato, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Consiglio Superiore LLPP) e le altre amministrazioni interessate e rimesso al Governo per le proprie determinazioni.

Il testo è lungo 194 pagine (208 erano le pagine della bozza circolata ad ottobre) e contiene 229 articoli, al posto dei 230 della precedente bozza.

Secondo il testo l'entrata in vigore del nuovo Codice dei Contratti con i relativi allegati è prevista per il 1° aprile 2023.

I documenti:

Codice Appalti: iter per l'approvazione definitiva e l'entrata in vigore

Questi i passaggi obbligati:

  • parere della Conferenza Unificata (prima o dopo la prima approvazione del CdM, prevista venerdì 16 dicembre);
  • invio alle commissioni parlamentari per il parere (30-45 giorni);
  • seconda approvazione in CdM;
  • firma del Capo dello Stato e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale;
  • tempo di 'vacazione' di 15 giorni prima dell'entrata in vigore.

Le linee direttrici del nuovo Codice degli Appalti

I 4 pilastri su cui si fonda il nuovo Codice degli appalti, che sarà esaminato dal Consiglio dei ministri venerdì 16 dicemrbe, sono:

  • semplificazione e accelerazione delle procedure;
  • digitalizzazione di tutti i passaggi burocratici;
  • tutela dei lavoratori e delle imprese.

L'obiettivo finale del testo, che ricordiamo è ancora soggetto a possibili modifiche, è "favorire una più ampia libertà di iniziativa e di auto-responsabilità delle stazioni appaltanti, valorizzandone autonomia e discrezionalità (amministrativa e tecnica) in un settore in cui spesso la presenza di una disciplina rigida e dettagliata ha creato incertezze, ritardi, inefficienze".

Il lavoro del Consiglio di Stato e il nuovo Codice autosecutivo

Nella relazione si evidenzia che lo scorso 20 ottobre, nel pieno rispetto del termine che il Governo aveva assegnato, è stato consegnato uno “Schema preliminare di codice dei contratti”.

Dopo l’insediamento del nuovo Governo, sulla base di una nuova interlocuzione avvenuta con nota del 14 novembre del Presidente del Consiglio dei Ministri, la Commissione ha continuato a lavorare, in composizione più ristretta, con l’apporto soprattutto dei coordinatori, per affinare gli ultimi miglioramenti tecnici, curare il drafting, sciogliere alcune questioni giuridiche di particolare impatto, redigere un’accurata relazione illustrativa per ogni singolo articolo (che intende fornire anche le linee guida per l’applicazione delle nuove norme) e predisporre gli allegati che garantiranno l’autoesecutività del nuovo codice (cioè l'applicazione immediata da parte delle Stazioni appaltanti).

Lo “Schema definitivo di codice” che si sottopone al Governo ha un numero di articoli analogo a quelli del codice vigente, ma ne riduce di molto i commi, riduce di quasi un terzo le parole e i caratteri utilizzati e, con i suoi allegati, abbatte in modo rilevante il numero di norme e linee guida di attuazione.

Si è cercato - quindi . di scrivere un codice “che racconti la storia” delle procedure di gara, accompagnando amministrazioni e operatori economici, passo dopo passo, dalla fase iniziale della programmazione e progettazione sino all’aggiudicazione e all’esecuzione del contratto.

Le novità del testo ritoccato dal Consiglio di Stato

Rispetto alla bozza circolata ad ottobre, sono state confermate in linea di massima le novità già apportate su livelli di progettazione (due), BIM, Responsabile unico di progetto (RUP), appalto integrato ed equo compenso, ma ci sono tre documenti integrativi, ovverosia la relazione introduttiva, il testo a fronte con il d.lgs. 50/2016 attualmente in vigore e 35 nuovi allegati.

La relazione illustrativa, peraltro, è una sorta di 'guida' ai singoli articoli del Codice e per l'applicazione degli stessi: di fatto, si tratta di uno strumento attuativo perché spiega come si applicano le norme.

Tornando al 'vecchio' Codice del 2016, vengono cancellati 47 annessi alle direttive UE, 25 allegati al d.lgs. 50/2016 e 15 regolamenti che ad oggi sono vigenti.

Nel testo sono presenti novità su criteri ambientali minimi (CAM), clausole sociali e scorporo del costo del lavoro al minimo ribasso.

Per aiutare tutte le PA nella fase transitoria, inoltre, sarà attivato un apposito hel-desk dedicato (Palazzo Chigi) che risponderà ai dubbi degli operatori, fornendo al contempo FAQ e casi pratici.

Per quel che riguarda la revisione dei prezzi (art.60), nel nuovo testo c'è un riferimento diretto agli indici sintetici della variazione dei prezzi a cura dell'ISTAT.

Particolarmente rilevante è inoltre l'innalzamento, da 150 mila a 500 mila euro, della soglia sotto la quale i comuni possono affidare lavori anche senza la qualificazione della stazione appaltante.

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