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Codice dei contratti pubblici: quando il RUP può discostarsi dalla verifica del progetto

Il parere MIT n. 4141/2026 analizza il dissenso del RUP rispetto agli esiti della verifica del progetto nel D.Lgs. 36/2023. Il RUP può discostarsi dalle risultanze tecniche ma deve sempre motivare in modo puntuale la propria decisione, in particolare nel provvedimento di mancata validazione.

L’articolo tratta il parere del MIT (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) n. 4141/2026 relativamente alla figura del RUP (responsabile unico del progetto). Secondo il Codice dei contratti pubblici il RUP può esprimere dissenso rispetto agli esiti della verifica del progetto e può, ove non condivida gli esiti della verifica, adottare un provvedimento di mancata validazione, purché adeguatamente motivato. Sebbene manchi una norma esplicita, l’obbligo di motivazione deriva da una lettura sistematica delle disposizioni del Codice e della legge n. 241/1990.


 

RUP e dissenso sugli esiti della verifica del progetto: cosa prevede il D.Lgs. 36/2023

Il RUP è la figura incaricata di assicurare il corretto svolgimento di tutte le fasi di un intervento pubblico, dalla programmazione fino all’esecuzione dei lavori.
Nel tempo, il suo ruolo, inizialmente definito come Responsabile Unico del Procedimento e successivamente come Responsabile Unico del Progetto, ha subito diverse evoluzioni in conseguenza delle varie modifiche normative (introdotte soprattutto dai diversi codici appalti susseguitisi negli anni) in coerenza con i principi del procedimento amministrativo introdotti dalla L. 241/1990.

Secondo l’art. 15 del D.Lgs. n. 36/2023 comma 1:

“Nel primo atto di avvio dell’intervento pubblico da realizzare mediante un contratto le stazioni appaltanti e gli enti concedenti nominano nell’interesse proprio o di altre amministrazioni un responsabile unico del progetto (RUP) per le fasi di programmazione, progettazione, affidamento e per l’esecuzione di ciascuna procedura soggetta al codice. (…)”.

Ogni intervento pubblico avviato tramite un contratto deve avere un RUP, nominato sin dall’inizio, che segue tutte le fasi di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione.

Tuttavia possono nascere dubbi riguardo alcune fasi di questo iter, come nel caso esaminato dal MIT ove risultano delle “visioni” discordanti in merito alla validazione del progetto.

Cosa deve fare il Responsabile unico del procedimento (RUP) quando non concorda
con gli esiti della verifica di un progetto?

Tale problematica è stata affrontata dal MIT con la risposta n. 4141/2026 dove è stato chiesto “quale sia la prassi da seguire ai sensi del d.lgs. 36/2023, nel caso in cui il RUP esprima dissenso rispetto agli esiti delle verifiche del progetto.
Nella fattispecie si ritiene che “il RUP debba motivare il proprio dissenso (…)?”

 

Validazione del progetto nel d.lgs. 36/2023: disciplina e ruolo del RUP

Secondo l’articolo 42 del d.lgs. 36/2023 comma 4 “La validazione del progetto posto a base di gara è l'atto formale che riporta gli esiti della verifica. La validazione è sottoscritta dal responsabile del relativo procedimento e fa preciso riferimento al rapporto conclusivo del soggetto preposto alla verifica e alle eventuali controdeduzioni del progettista. Il bando e la lettera di invito per l’affidamento dei lavori devono contenere gli estremi dell’avvenuta validazione del progetto posto a base di gara.”
La validazione del progetto è l’atto ufficiale con cui si certifica l’esito della verifica tecnica del progetto prima della gara e viene firmata dal responsabile del procedimento.
Gli estremi della validazione devono essere indicati nei documenti di gara, come bando o lettera di invito.
Tuttavia, rispetto alla normativa precedente, non è più presente una disposizione esplicita che regolava il caso del dissenso del RUP.

Infatti secondo il MIT “(…) la lettura sistematica dell’art. 42, comma 4, dell’art. 12, comma 1, lett. a), del Codice e dell’art. 3 della legge n. 241/1990, in ossequio alle ragioni di semplificazione e razionalizzazione che hanno ispirato la redazione del Codice a vantaggio della discrezionalità amministrativa, consente al responsabile del relativo procedimento di dissentire rispetto agli esiti delle verifiche svolte dal soggetto preposto alla verifica della progettazione, riportando nel provvedimento di mancata validazione il medesimo preciso riferimento al rapporto conclusivo del soggetto preposto alla verifica e alle eventuali controdeduzioni del progettista - richiesto dall’art. 42, comma 4, citato per la validazione - e dando adeguatamente conto dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche poste a base della decisione.

Il RUP può non condividere l’esito della verifica, ma deve formalizzare il proprio dissenso nell’atto di mancata validazione, indicando chiaramente il rapporto di verifica e le eventuali osservazioni del progettista, oltre a motivare in modo completo la propria decisione.
Questa interpretazione trova riscontro nell’allegato I.2 del Codice, che prevede espressamente l’obbligo per il RUP di motivare adeguatamente il dissenso sugli esiti della verifica.

Il RUP può discostarsi dagli esiti della verifica del progetto, ma deve adottare un provvedimento di mancata validazione adeguatamente motivato, dando conto in modo puntuale delle ragioni del suo dissenso.

 

Scarica il parere del MIT in allegato

 

Keywords: RUP, dissenso verifica progetto, art. 15 D.Lgs. 36/2023, RUP, validazione progetto, codice appalti, 
articolo 42 D.Lgs. 36/2023.

 

FAQ TECNICHE - RUP VERIFICA PROGETTO E VALIDAZIONE

1. Che cos’è la validazione del progetto nel Codice dei contratti pubblici?

È l’atto formale con cui il RUP attesta gli esiti della verifica del progetto prima della gara.
Si basa sul rapporto del soggetto verificatore e sulle eventuali controdeduzioni del progettista.
Costituisce presupposto per la pubblicazione del bando o della lettera di invito.

2. Qual è il ruolo del RUP nella verifica del progetto?

Il RUP coordina e controlla il processo di verifica tecnica del progetto.
Non si limita a recepire gli esiti, ma ne valuta la coerenza complessiva.
È responsabile della successiva validazione o mancata validazione.

3. Il RUP può discostarsi dagli esiti della verifica?

Sì, secondo interpretazione sistematica del Codice e della L. 241/1990.
Può non condividere le risultanze tecniche del verificatore.
Deve però formalizzare il dissenso con adeguata motivazione.

4. Cosa deve contenere il provvedimento di mancata validazione?

Deve richiamare il rapporto di verifica e le controdeduzioni del progettista.
Deve indicare in modo puntuale i presupposti di fatto e diritto.
È necessario un apparato motivazionale completo e tracciabile.

5. Quali norme regolano il dissenso del RUP?

Non esiste una norma esplicita nel D.Lgs. 36/2023 sul dissenso.
Si applica l’art. 42 sulla validazione e la L. 241/1990 sulla motivazione.
Rileva anche l’allegato I.2 del Codice per i profili organizzativi.

6. Quali sono gli errori più frequenti nella fase di validazione?

Omissione della motivazione del dissenso del RUP.
Mancato richiamo agli atti del procedimento tecnico.
Validazione automatica senza valutazione critica degli esiti.

7. Quando il dissenso del RUP diventa critico per il procedimento?

Quando non è adeguatamente motivato o non è tracciato negli atti.
Può incidere sulla legittimità della gara e sugli affidamenti.
Richiede sempre coerenza tra verifica tecnica e decisione amministrativa.

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L’articolo nella sua forma integrale è disponibile attraverso il LINK riportato di seguito.
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