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Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU): ruolo, norme e proposte di riforma 2026

L’articolo esamina le proposte di riforma 2026 sul Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), attualmente all’esame del Senato, che intervengono su accesso all’albo, formazione obbligatoria e sistema dei compensi. Le proposte legislative mirano a rendere più selettivo il percorso di iscrizione, rafforzare la preparazione tecnica dei consulenti e velocizzare la liquidazione dei compensi.

Chi è il CTU e norme di riferimento

L’articolo analizza la figura del Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), con riferimento ai principali articoli del codice di procedura civile (artt. 61 e 191 c.p.c.) e le proposte di riforma 2026 attualmente all’esame del Senato. Le modifiche riguardano:

  • accesso all’albo;
  • formazione obbligatoria;
  • sistema dei compensi.

Nell’ambito dell’edilizia, molte controversie richiedono valutazioni tecniche complesse che non possono essere risolte sulla base delle sole conoscenze giuridiche. In questi casi assume rilievo la figura del Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), quale ausiliario del giudice, con l'incarico di fornire un supporto specialistico su aspetti progettuali, costruttivi e urbanistici.
La consulenza tecnica d’ufficio costituisce uno strumento istruttorio essenziale per chiarire i profili tecnici di una determinata vicenda, ad esempio attraverso accertamenti e analisi affidate a un professionista qualificato.
La rilevanza della figura del CTU trova conferma proprio nel codice di procedura civile (c.p.c.), infatti:

  • l’art. 61 del c.p.c. stabilisce che “quando è necessario, il giudice può farsi assistere, per il compimento di singoli atti o per tutto il processo, da uno o più consulenti di particolare competenza tecnica. La scelta dei consulenti tecnici deve essere normalmente fatta tra le persone iscritte in albi speciali formati a norma delle disposizioni di attuazione al presente Codice.”;
  • l’art. 191 del c.p.c. prevede che “nei casi previsti dagli articoli 61 e seguenti il giudice istruttore (...) nomin(i) un consulente, formul(i) i quesiti e fissi l'udienza nella quale il consulente de(bba) comparire. Possono essere nominati più consulenti soltanto in caso di grave necessità o quando la legge espressamente lo dispone.”

Negli ultimi mesi si è riacceso il dibattito sulla figura del consulente tecnico d’ufficio (CTU), con diverse proposte normative volte a rafforzare la competenza di questa figura mediante un’apposita formazione e a semplificare i meccanismi di compenso.

Di seguito sono sintetizzate e chiarite le principali novità delle proposte normative approdate in Senato…

Riforma CTU 2026: accesso all’albo, formazione e nuovi criteri sui compensi

Quattro sono i disegni di legge all’esame del Senato, che intervengono su due direttrici principali:

  • da un lato l’accesso all’albo, con l’introduzione di percorsi formativi più strutturati e selettivi;
  • dall’altro la tutela economica dell’ausiliario del giudice, attraverso la revisione dei tempi di liquidazione, della responsabilità solidale delle parti e dei criteri di determinazione dei compensi nelle procedure esecutive immobiliari.

1- Il DDL 683/2023 riguarda il “corso base propedeutico all'iscrizione all'albo dei consulenti tecnici d'ufficio per gli appartenenti agli ordini dei geometri, degli architetti e degli ingegneri”.
Il corso, istituito presso ciascun tribunale, ha la finalità di formare e selezionare i Consulenti Tecnici d’Ufficio che affiancano il giudice nella decisione finale e possono accedervi geometri, architetti e ingegneri iscritti da almeno tre anni al proprio albo professionale. L’accesso è a numero chiuso con cadenza semestrale per le iscrizioni e al termine del corso è previsto un esame finale:

solo chi lo supera può ottenere l’iscrizione all’albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio.

Il corso base consiste nella frequenza obbligatoria per un periodo non inferiore a dodici mesi e avrà le seguenti caratteristiche:

  • durata fino a 200 ore con frequenza obbligatoria;
  • attività pratiche, ossia un incarico peritale, da svolgersi durante il corso, obbligatorio ai fini del superamento dell’esame finale;
  • la commissione esaminatrice sarà composta da esperti tecnici, giuridici e magistrati.

2- Parallelamente, un’altra proposta il DDL 1076/2024, “Istituzione di corsi di specializzazione per consulente forense in ambito civile, penale, amministrativo e tributario”, demanda al Ministero della Giustizia la definizione di corsi base di specializzazione per i diversi ambiti (civile, penale, amministrativo e tributario).

Quindi un professionista per iscriversi all’elenco dei CTU dovrà frequentare un corso con un minimo di 18 ore, comprendendo:

  • lezioni teoriche e/o esercitazioni pratiche;
  • esame finale.

Il corpo docente coinvolgerà magistrati, avvocati e tecnici qualificati iscritti nell'elenco nazionale dei consulenti tecnici istituito presso il ministero della Giustizia, mentre l’organizzazione dei corsi sarà affidata a ordini professionali, università o camere di commercio con l’obbligo di aggiornamento triennale.

Quindi il DDL 1076 ha un impianto più esteso in quanto riguarda tutti i Consulenti Tecnici d’Ufficio, non solo le professioni tecniche e prevede un modello più simile a una “formazione permanente”, non solo selettiva.
Infatti per mantenere l’iscrizione bisognerà frequentare corsi o seminari in materie giuridiche/processuali per almeno 12 ore ogni 3 anni, in caso contrario ci sarà la sospensione dall’Albo nazionale del CTU.

3- Il DDL 1068/2024 invece mira a semplificare il pagamento dei compensi ai CTU e in esso viene previsto un termine di tre mesi entro cui il magistrato dovrà emettere un provvedimento di liquidazione, con eventuale intervento sostitutivo del presidente del tribunale o del procuratore in caso di inerzia del primo. Viene inoltre prevista la responsabilità solidale delle parti per il pagamento delle somme dovute.

4- Con il DDL 1065 si interviene sulle procedure delle esecuzioni immobiliari, prevedendo l’abrogazione del terzo comma dell’art. 161 delle disposizioni per l’attuazione del C.P.C. (introdotto nel 2015) il quale prevede che “Il compenso dell'esperto o dello stimatore nominato dal giudice o dall'ufficiale giudiziario è calcolato sulla base del prezzo ricavato dalla vendita. Prima della vendita non possono essere liquidati acconti in misura superiore al cinquanta per cento del compenso calcolato sulla base del valore di stima.”

In questo modo il compenso dell’esperto dipende dal valore stimato dell’immobile, eliminando il limite attuale che restringe gli acconti al 50% del compenso..

Nel complesso, le riforme in discussione mirano a valorizzare il ruolo del CTU, rendendo più selettiva l'iscrizione all'elenco nazionale e prevedendo un aggiornamento professionale continuo, ma allo stesso tempo garantendo al tecnico incaricato una maggiore certezza e trasparenza sotto il profilo economico.

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Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) e proposte di riforma 2026: FAQ

1. Che cos’è il CTU nel processo civile?
Il Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) è un ausiliario del giudice nominato nei procedimenti civili.
Interviene quando sono necessari accertamenti tecnici specialistici.
Fornisce valutazioni su aspetti ingegneristici, edilizi, impiantistici o estimativi.
Supporta il giudice nella comprensione di fatti tecnici complessi.

2. In quali casi viene nominato un CTU?

Quando la controversia richiede competenze tecniche non giuridiche.
Tipico ambito: edilizia, strutture, impianti, stime immobiliari.
Il giudice lo nomina per chiarire elementi tecnici rilevanti ai fini della decisione.

3. Quali sono i riferimenti normativi principali del CTU?

Gli articoli di riferimento sono l’art. 61 e l’art. 191 c.p.c.
Regolano nomina, funzione e modalità operative del consulente.
Definiscono il ruolo ausiliario e la possibilità di consulenze specialistiche nel processo.

4. Cosa cambia con le proposte di riforma CTU 2026?

Le proposte intervengono su accesso all’albo, formazione e compensi.
Introducono percorsi formativi più strutturati e criteri selettivi di iscrizione.
Rivedono inoltre tempi e modalità di liquidazione delle parcelle.

5. Come si integra il CTU nel processo tecnico-edilizio?

Opera su incarico del giudice con quesiti specifici.
Svolge sopralluoghi, analisi documentali e valutazioni tecniche.
Le risultanze confluiscono nella consulenza tecnica d’ufficio depositata agli atti.

6. Quali criticità affrontano le riforme sui compensi?

Le criticità riguardano tempi di liquidazione e certezza del pagamento.
Alcune proposte introducono termini per il provvedimento del magistrato.
Si interviene anche sulla responsabilità delle parti nel pagamento.

7. Quali errori deve evitare il tecnico nominato CTU?

Errori di metodo nella valutazione tecnica o nella risposta ai quesiti.
Scarsa aderenza al contraddittorio tra le parti.
Interpretazioni non supportate da riscontri tecnici verificabili.

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