Crisi energetiche: le priorità per ridurre i consumi e rafforzare il sistema
La FIRE ha elaborato un documento con proposte per migliorare l’uso dell’energia in Italia. Al centro: riduzione dei consumi nel breve periodo, rafforzamento dell’efficienza energetica e maggiore stabilità normativa. Tra le misure, estensione dell’obbligo di energy manager, recepimento delle direttive europee e continuità degli incentivi.
La crisi energetica evidenzia la necessità di interventi strutturali su consumi, regolazione e investimenti, come emerge dal documento della FIRE - Federazione Italiana per l'uso Razionale dell'Energia. Il tema riguarda la capacità del sistema di garantire sicurezza, sostenibilità e competitività. Le priorità individuate includono il miglioramento dell’efficienza energetica, la stabilità normativa e il rafforzamento degli strumenti di supporto agli investimenti. Il problema principale è l’incertezza regolatoria, che rallenta le decisioni di imprese e operatori. Per i professionisti del settore, il valore risiede nella comprensione delle leve operative e delle criticità che influenzano progettazione, gestione e pianificazione energetica.
Efficienza energetica e crisi: il contesto evidenziato da FIRE
La Federazione Italiana per l’Uso Razionale dell’Energia (FIRE) ha redatto un documento di proposte sull’uso dell’energia, evidenziando come il tema sia tornato “drammaticamente al centro del dibattito” per la seconda volta in pochi anni.
Secondo FIRE, questa situazione mette in luce il peso delle mancate scelte da parte di imprese, enti e cittadini, oltre a una governance caratterizzata da scarsa attenzione all’efficienza energetica e da un andamento altalenante sulle fonti rinnovabili.
In questo contesto, il tema della riduzione dei consumi energetici e del miglioramento dell’efficienza energetica assume un ruolo centrale nelle strategie di intervento.
Limiti delle soluzioni emergenziali adottate negli ultimi anni
FIRE sottolinea come le soluzioni emergenziali adottate negli ultimi anni risultino poco efficaci e caratterizzate da un uso inefficiente delle risorse economiche.
In particolare:
- le decisioni vengono assunte in condizioni di urgenza;
- la disponibilità dell’offerta fatica a rispondere alla domanda improvvisa;
- si determinano costi più elevati.
Inoltre, nelle fasi di crisi si registra una contrazione delle risorse economiche disponibili, che rende più difficile investire nell’uso dell’energia.
Questo scenario evidenzia la necessità di interventi strutturali orientati all’efficienza energetica e alla gestione più razionale dei consumi.
I tre obiettivi prioritari individuati da FIRE
Il documento elaborato individua tre direttrici principali sulle quali intervenire per migliorare l’uso dell’energia e affrontare le criticità emerse negli ultimi anni. Si tratta di obiettivi tra loro complementari, che riguardano sia il breve sia il medio periodo.
In particolare, FIRE indica la necessità di:
- ridurre i consumi nel breve periodo con interventi immediatamente attuabili;
- rafforzare strutturalmente il sistema energetico migliorando l’efficienza negli usi finali;
- aumentare la resilienza e la competitività del Paese nel medio periodo.
All’interno di questo quadro, l’efficienza energetica viene indicata come la leva più costo-efficace, in quanto consente di ridurre la domanda e, di conseguenza, la necessità di investimenti in capacità di generazione, infrastrutture e approvvigionamenti.
Rafforzamento della governance e stabilità normativa
Una parte centrale del documento è dedicata alle misure necessarie per rendere più efficace il quadro normativo e organizzativo. Secondo FIRE, la mancanza di stabilità e continuità nelle politiche energetiche rappresenta uno dei principali fattori di inefficienza del sistema.
In questo ambito, le proposte riguardano diversi livelli di intervento.
Estensione dell’obbligo di energy manager
Tra le misure indicate, viene proposta l’estensione dell’obbligo di nomina dell’energy manager:
- nel settore industriale a partire da 1.000 tep (rispetto agli attuali 10.000 tep);
- con allineamento al settore civile;
- includendo anche i settori dell’agricoltura e della pesca.
Recepimento delle direttive europee
Un ulteriore punto riguarda il recepimento delle direttive europee:
- accelerare il recepimento delle direttive EED ed EPBD;
- colmare il ritardo rispetto alle scadenze europee.
Il rinvio, secondo FIRE, genera incertezza per le imprese e comporta costi crescenti di adeguamento. La direttiva EED introduce, tra l’altro, l’obbligo dei sistemi di gestione dell’energia per le imprese oltre una certa soglia.
Continuità degli schemi incentivanti
Il documento evidenzia inoltre la necessità di garantire maggiore stabilità agli strumenti incentivanti:
- assicurare continuità e prevedibilità agli schemi esistenti;
- prevedere interventi tempestivi dei ministeri competenti in caso di problematiche e blocchi applicativi, come già accaduto con Transizione 5.0 e il Conto Termico.
La stabilità degli incentivi è considerata un elemento fondamentale per sostenere gli interventi di efficienza energetica.
Rilancio del Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica
Infine, viene proposta una revisione del Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica:
- rilancio del fondo istituito nel 2017 e mai pienamente operativo;
- semplificazione delle modalità di accesso;
- valorizzazione della componente di garanzia rotativa.
Altre proposte operative
Oltre agli interventi sulla governance e sul quadro normativo, il documento individua ulteriori ambiti di azione che riguardano sia il breve sia il medio periodo.
Questi ambiti contribuiscono al miglioramento complessivo del sistema energetico e alla riduzione dei consumi.
Tra questi, vengono indicati:
- strumenti finanziari per la mobilitazione degli investimenti;
- misure di riduzione immediata dei consumi;
- evoluzione del sistema energetico e dei mercati;
- ottimizzazione delle risorse energetiche;
- controllo dei data center.
Indice dei contenuti del documento FIRE
Premessa
Obiettivo delle proposte
Rafforzamento della governance dell’energia e stabilità del quadro normativo
Estensione dell’obbligo di nomina dell’energy manager
Recepimento delle direttive EED e EPBD
Continuità degli schemi di incentivazione esistenti
Strumenti finanziari e mobilitazione degli investimenti
Rilancio del Fondo nazionale per l’efficienza energetica (FNEE)
Misure immediate di riduzione dei consumi
Riduzione dei limiti di velocità per il trasporto su gomma
Modifica delle regole di accensione degli impianti di climatizzazione e riscaldamento
Smart working
Promozione del trasporto pubblico
Impiego dell’intelligenza artificiale
Evoluzione del sistema energetico e dei mercati
Promozione repowering impianti FER ed eolico offshore
Promozione dei PPA
Prezzi dinamici per l’energia elettrica e demand response
Ottimizzazione dell’uso delle risorse energetiche e data center
Utilizzo primario di biocombustibili, idrogeno e combustibili a basso contenuto di CO2
Supporto alla cogenerazione ad alto rendimento (CAR)
Controllo della crescita dei data center collegati all’IA
Misure emergenziali (in caso di necessità)
Conclusioni
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