Dalla locanda alla camera smart, dall’overtourism al SOFTOURISM®: invenzioni e brevetti che trasformano l’ospitalità
Hai mai pensato a quanto la storia dell’ospitalità sia legata alle invenzioni? Ascensori, climatizzazione, serrature elettroniche e camere smart hanno reso possibile ciò che prima non lo era. Oggi la sfida è diversa: misurare l’impatto del soggiorno senza perdere identità e qualità.
La ricettività nasce lungo la traiettoria del viaggio. Locande, ospizi, stazioni di posta e alberghi hanno risposto, in epoche diverse, allo stesso bisogno: offrire protezione, ristoro e continuità a chi è lontano da casa. L’evoluzione delle strutture ricettive è legata alle invenzioni che ne hanno modificato forma, uso e prestazioni: ascensori, climatizzazione, serrature, arredi, bagni, sistemi galleggianti e subacquei, fino alle piattaforme digitali e agli strumenti per misurare l’impatto del soggiorno. Oggi l’ospitalità torna alla sua funzione originaria - prendersi cura del viaggiatore - con strutture capaci di adattarsi alla persona, generare benessere, conservare l’identità dei luoghi e rendere misurabili i propri effetti costruendo la cultura sostenibile.
Il viaggio cambia, la ricettività si trasforma: dalle locande alla camera smart
Il viaggio tra allontanamento, ricerca e nuove connessioni
Il viaggio è prima di tutto un allontanamento. Si lasciano la propria casa, la lingua quotidiana, le abitudini e i luoghi che contribuiscono a costruire l’identità personale. Ma questa distanza non è un vuoto: è una ricerca.
Si viaggia per commercio, fede, studio, lavoro, cura, piacere, avventura o conoscenza; si parte per vivere un’esperienza, inseguire un sogno o verificare qualcosa che si era già immaginato.
Il World Wide Web ha modificato radicalmente le condizioni del viaggio. Ha reso possibile lavorare lontano dall’ufficio, mantenere relazioni professionali in tempo reale, prenotare, pagare, tradurre e orientarsi quasi ovunque. La rete, tuttavia, non ha cancellato la natura del viaggio: ha ridotto alcune distanze operative, non l’allontanamento fisico e culturale.
Il viaggio continua ad essere un passaggio tra un luogo di partenza, una traiettoria e una destinazione. È proprio lungo questa traiettoria che la ricettività diventa centrale ed inevitabile.
Dalle locande agli hotel: la ricettività come infrastruttura del viaggio
Le prime strutture ricettive non nascono come destinazioni, ma come infrastrutture del movimento. Le stazioni di sosta lungo le strade romane, gli ospizi religiosi sulle vie di pellegrinaggio, i fondachi commerciali, le locande e le stazioni di posta offrivano protezione, cibo, acqua, riposo e assistenza ai mezzi di trasporto.
Il valore originario non era il lusso. Era la possibilità di interrompere il viaggio senza interromperne il senso: recuperare energie, ricevere informazioni, incontrare altre persone, cambiare cavalli, attendere condizioni migliori e ripartire.
Per secoli il viaggiatore si è adattato alla struttura disponibile. Con l’evoluzione dei mezzi di trasporto, la ricettività si specializza: la diligenza consolida la stazione di posta; la ferrovia favorisce i grandi alberghi; l’automobile produce il motel; l’aereo genera gli hotel aeroportuali; le piattaforme digitali trasformano case, casali e stanze inutilizzate in una rete globale di ospitalità.
Non è l’edificio, da solo, a cambiare le regole. Cambiano il viaggiatore, il mezzo, la velocità, la durata, il rischio e il significato del viaggio. La struttura segue ed interpreta questa trasformazione.
La camera del futuro: quando la tecnologia immaginava un’ospitalità senza luoghi
Nel 2011 partecipai al concorso internazionale Marriott Room 2022 - The Future Room, promosso attraverso la piattaforma Jovoto. Undici anni “dopo” apparivano come un futuro lontano. Il bando invitava architetti e designer a mettere in discussione la camera tradizionale per immaginare lo spazio ideale dedicato al viaggiatore del “futuro”.
La proposta ideata e progettata insieme alla collega Benedetta Gargiulo Morelli (architetto), quindici anni fa, delineava una situazione estremamente dinamica… una “camera delivery” per una ricettività mobile e geolocalizzata, capace di raggiungere il viaggiatore ovunque, invece di attenderlo in un luogo prestabilito. Non più il cliente che cerca la camera, ma la camera che porta con sé riparo, comfort e servizi.

In quegli anni, il linguaggio dominante guardava soprattutto ad ambienti ipertecnologici, automatizzati, bianchi e privi di riferimenti geografici. Erano camere pensate per funzionare nello stesso modo a Roma, New York, Tokyo o Dubai. Oggi quel futuro è già passato. La tecnologia non è scomparsa, ma il viaggiatore cerca il contrario della neutralità asettica: materiali, colori, profumi, sapori, suoni, memoria e relazioni con il territorio.

Questa distanza tra futuro immaginato e futuro vissuto ricorda una regola essenziale del progetto: il futuro non si prevede, si prepara.

Dal viaggiatore alla struttura: verso un’ospitalità adattabile
Oggi il rapporto tra viaggiatore e struttura ricettiva tende ad invertirsi. Se per secoli è stato il viaggiatore ad adattarsi all’ospitalità disponibile, oggi è la struttura a dover rispondere ad esigenze, tempi e modalità di soggiorno sempre più differenti. La stessa camera può accogliere chi viaggia per una notte di lavoro, una famiglia, una persona con disabilità, un anziano, un atleta o un nomade digitale; allo stesso modo, la permanenza può durare poche ore oppure diversi mesi.
A cambiare sono gli ospiti e le loro esigenze, mentre alcune operazioni rimangono ricorrenti. Per il viaggiatore significa prenotare, accedere alla struttura, dormire, lavarsi, pagare e lasciare la camera; per la struttura, identificare l’ospite, garantire il comfort degli ambienti, gestire accessi, consumi e sanificazione. È nella necessità di rendere queste operazioni semplici, sicure e ripetibili che la standardizzazione incontra l’attività inventiva: la prima individua esigenze e problemi ricorrenti, la seconda sviluppa soluzioni per risolverli. Brevetti, modelli e modelli di utilità possono trasformare queste soluzioni in beni immateriali replicabili e trasferibili, in un processo nel quale progettisti e professionisti svolgono un ruolo fondamentale.
La struttura ricettiva come laboratorio di invenzioni e brevetti
Una struttura ricettiva contiene un numero sorprendente di invenzioni, molte delle quali sono diventate invisibili. Il cliente vede una porta, un letto, una doccia e una finestra; dietro questi elementi esistono decenni di ricerca su sicurezza, ergonomia, materiali, impianti, manutenzione, controllo dei consumi e organizzazione del servizio.
Le invenzioni più rivoluzionarie sono quelle che cambiano una condizione fondamentale dell’ospitalità: rendono accessibile un piano elevato, abitabile un clima estremo, sicura una camera, reversibile uno spazio, unica una doccia, trasportabile un modulo o misurabile un comportamento.
Ascensore: il brevetto che aprì allo sviluppo degli hotel in altezza
Il brevetto statunitense US31128A, concesso a Elisha Graves Otis nel 1861, descrive un apparato di sollevamento capace di sostenere il carico in caso di rottura della fune. La sicurezza trasforma l’altezza da rischio ad opportunità. Senza l’evoluzione dell’ascensore non avremmo alberghi verticali, camere panoramiche ai piani alti e una distribuzione dei servizi organizzata in sezione.

Dalla chiave alla smart lock: come cambia l’accesso alla camera
La struttura ricettiva deve garantire accesso rapido all’ospite, controllo al gestore, ingresso al personale autorizzato e invalidazione della chiave al termine del soggiorno. Il brevetto US4717816A, Electronic lock and key system for hotels and the like, pubblicato nel 1988 e attribuito a James W. Raymond e James A. Millet, descrive una serratura controllata da microcomputer e attivata mediante carta codificata.
Il sistema può aggiornare il codice per il nuovo ospite, rendere inefficace quello precedente, limitarne la validità e registrare gli accessi. Le evoluzioni successive portano alle smart card, all’RFID e allo smartphone. Il brevetto internazionale WO2014007870A1 descrive un sistema che consente all’ospite di accedere a camere, ascensori e servizi mediante un dispositivo mobile. La chiave diventa un’autorizzazione temporanea e ridisegna check-in, reception, sicurezza e privacy.
...CONTINUA A LEGGERE NEL PDF IN ALLEGATO.
FAQ
In che modo le invenzioni hanno trasformato le strutture ricettive?
Innovazioni come ascensori, climatizzazione, serrature elettroniche, sistemi HVAC e soluzioni digitali hanno modificato profondamente il modo di progettare e gestire hotel e altre strutture ricettive. Hanno permesso di migliorare sicurezza, comfort, accessibilità ed efficienza, rendendo possibile anche l’ospitalità in contesti prima difficilmente abitabili.
Che cosa si intende per “ricettività EXTRA”?
La ricettività EXTRA non rappresenta una nuova categoria normativa, ma un approccio progettuale e culturale orientato a offrire “qualcosa in più”. Può tradursi in ambienti adattabili, soluzioni innovative o brevettate, benefici misurabili, maggiore sostenibilità e un rapporto più autentico con il territorio.
Come può la tecnologia contribuire a contrastare l’overtourism?
Piattaforme digitali, sistemi di monitoraggio e strumenti per la misurazione dei consumi possono rendere più comprensibili gli effetti prodotti dal turismo sui territori. I dati possono così aiutare strutture, amministrazioni e viaggiatori a ridurre gli sprechi, distribuire meglio i flussi e adottare comportamenti più consapevoli.
Che cos’è SOFTOURISM® e come funziona?
SOFTOURISM® è una piattaforma italiana progettata per rendere misurabile l’impatto del singolo soggiorno. Il sistema analizza consumi e comportamenti, confrontandoli con parametri calibrati in funzione della durata, del numero di ospiti e della tipologia di struttura, per restituire al check-out un report comprensibile e favorire maggiore consapevolezza nell’uso delle risorse.
Quali innovazioni potrebbero caratterizzare gli hotel e le strutture ricettive del futuro?
Le principali aree di innovazione riguardano qualità del sonno, controllo acustico, ventilazione e purificazione dell’aria, accessibilità universale, recupero di acqua ed energia, moduli smontabili e gestione predittiva. Anche l’intelligenza artificiale potrà contribuire alla personalizzazione dei servizi, purché venga utilizzata in modo trasparente e rispettoso della privacy degli ospiti.
Comfort e Salubrità
Comfort e salubrità: su INGENIO articoli tecnici, guide e normative per progettare edifici sani, confortevoli e performanti.
Domotica
La domotica applicata all’edilizia integra tecnologia, intelligenza artificiale e sostenibilità. La sezione di INGENIO raccoglie approfondimenti tecnici, esempi e normative per edifici sempre più intelligenti.
Progettazione
La progettazione costituisce un passaggio fondamentale nell’intero processo edilizio, poiché determina in maniera significativa la qualità, la...
Condividi su: Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp
