Epigenetica e convivenza col costruito: come l’ambiente e gli edifici influenzano l’espressione dei nostri geni
L’epigenetica non riguarda soltanto geni che si accendono e si spengono. Riguarda soprattutto il modo in cui il corpo percepisce e traduce gli stimoli dell’ambiente. E il mezzo che rende possibile questa traduzione è l’acqua biologica. Il corpo umano è composto al 98% di molecole di acqua biologica. Da questa prospettiva emergono collegamenti profondi tra qualità dell’ambiente costruito, benessere e processi cellulari.
L’epigenetica ha rivoluzionato la biologia: non siamo “programmati” dal nostro DNA, ma dal modo in cui i nostri geni rispondono all’ambiente. Tuttavia, una domanda rimaneva aperta per molto tempo: come fa l’ambiente a diventare un segnale biologico?
Cosa permette a un microclima umido, alla luce, ai VOC, allo stress, alla qualità dell’acqua, di diventare informazione per le cellule?
La risposta più avanzata e ovvia oggi è: la trasduzione avviene attraverso l’acqua biologica, l’acqua strutturata e coerente che permea tutto il nostro organismo.
Senza questo mezzo, la comunicazione ambiente-cellula non esisterebbe.
Epigenetica: molto più del DNA
I meccanismi epigenetici più noti sono:
- metilazione del DNA;
- modifiche istoniche;
- rimodellamento della cromatina;
- RNA non codificanti
Sono interruttori biologici che rispondono agli stimoli ambientali. Ma il punto cruciale è come gli stimoli arrivano al nucleo. L’ambiente esterno non può comunicare direttamente con il DNA. Serve un mediatore. Serve un campo informazionale interno. È qui che entra in gioco l’acqua.
L’acqua biologica come mezzo di trasduzione epigenetica
L’acqua del vivente non è paragonabile all’acqua chimica da laboratorio.
Si presenta come:
- acqua strutturata;
- acqua in stato di coerenza;
- acqua capace di rispondere agli stimoli fisici e chimici con variazioni organizzate;
- acqua che funge da matrice per segnali elettrici, vibrazionali e metabolici.

In questa prospettiva:
- un aumento di umidità indoor;
- una maggiore presenza di VOC;
- la variazione dell’esposizione luminosa;
- campi deboli ambientali;
- qualità dell’acqua ingerita o inalata;
- microtossine, muffe, stress,
non agiscono direttamente sui geni.
Agiscono sull’acqua biologica, che a sua volta modula:
- ROS e stress ossidativo;
- costellazioni enzimatiche;
- attività delle metiltransferasi;
- dinamiche del calcio intracellulare;
- stati redox;
- conformazione della cromatina
In altre parole: l’acqua è il mezzo che rende l’epigenetica sensibile all’ambiente. Questo è il nodo centrale del nuovo paradigma.
Ambiente costruito → Acqua biologica → Epigenetica
Consideriamo il quadro globale:
Stressori ambientali indoor
- umidità di risalita;
- muffe e micotossine;
- VOC da materiali e arredi;
- instabilità termoigrometrica;
- campi elettromagnetici;
- qualità dell’acqua domestica;
- inquinanti chimici e particellari.
Effetto
Questi fattori generano variazioni nell’acqua biologica: densità, viscosità, strutture coerenti, dinamiche redox, organizzazione dei domini d’acqua.
Risposta epigenetica
L’acqua traduce le informazioni ambientali in segnali cellulari che raggiungono:
- nucleo;
- cromatina;
- mitocondri;
- pathways metabolici.
Si crea così un ponte diretto tra edificio e biologia.

Il contributo scientifico di Paolo Renati
Un contributo fondamentale a questa visione proviene dal lavoro dell’ing. PhD Paolo Renati, già responsabile R&D di Atena srl Società Benefit per diversi anni e, attraverso sperimentazioni con alcune università e con il CNR-Ispa, la verifica nella pratica di molte delle sue ipotesi.
Renati propone che l’acqua del vivente sia un mezzo elettrodinamicamente coerente, capace di organizzare materia, energia e informazione. Secondo lui: «La vita non emerge dalla somma delle molecole, ma dalle relazioni coerenti che le collegano.»
Questa coerenza dell’acqua:
- permette all’organismo di percepire segnali minimi;
- rende possibile la trasduzione informazionale;
- funge da matrice per la bioenergetica e per il metabolismo;
- si collega direttamente ai processi epigenetici.
Renati afferma:
«La salute è uno stato di coerenza. La malattia è una perdita di coerenza.»
E poiché la coerenza dell’acqua è modulata dall’ambiente:
- aria;
- materiali;
- umidità;
- campo EM;
- microclima;
- qualità dell’acqua.
tutto ciò che avviene nell’abitazione influenza la coerenza dell’acqua biologica e, tramite essa, l’espressione genica.
La collaborazione con Renati, unita alle sperimentazioni condotte con istituzioni di ricerca, ci ha permesso di osservare empiricamente questi fenomeni: cambiamenti nell’acqua e nei sistemi murari, cambiamenti nelle condizioni indoor, cambiamenti nelle risposte fisiologiche degli occupanti.

Verso un nuovo paradigma del costruire
La biologia moderna ci consegna tre verità semplici:
- l’epigenetica reagisce continuamente all’ambiente;
- il mezzo della trasduzione ambientale è l’acqua biologica;
- la qualità degli edifici determina la qualità dell’acqua che siamo.
Questo cambia radicalmente il nostro modo di vedere progettazione, restauro e manutenzione. Un edificio sano non è un lusso. È una condizione biologica.
L’acqua biologica è il ponte tra l’ambiente in cui viviamo e la nostra epigenetica.
Le case, gli uffici, gli edifici in cui trascorriamo la maggior parte della vita dialogano costantemente con la nostra biologia. La collaborazione con Paolo Renati e le sperimentazioni di Atena srl Società Benefit con istituti di ricerca hanno mostrato che questo dialogo avviene principalmente attraverso la coerenza dell’acqua.
Costruire, restaurare e progettare significa quindi creare habitat che parlano ai nostri geni nel modo più armonico possibile.
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