Fughe e stuccatura delle piastrelle ceramiche: le prescrizioni UNI 11493-1 per una posa a regola d’arte
I consigli di Assoposa per una corretta stuccatura e manutenzione delle fughe nelle piastrellature ceramiche secondo UNI 11493-1: indicazioni pratiche per garantire durabilità e prestazioni. La fuga non è solo un dettaglio estetico, ma un elemento funzionale determinante per la qualità del risultato finale.
Piastrellatura ceramica secondo la UNI 11493-1
La norma UNI 11493-1:2025 "Piastrellature ceramiche a pavimento e parete- Parte 1: Istruzioni per la progettazione, l’installazione e la manutenzione" definisce la piastrellatura ceramica come il sistema formato dalle piastrelle di ceramica, installate su idoneo supporto con relativo adesivo o malta ed il materiale di riempimento delle fughe, stabilisce inoltre le prestazioni delle piastrellature ceramiche in funzione della destinazione d’uso, fornisce tutte le istruzioni per la corretta progettazione, installazione e manutenzione, ed offre un metro di valutazione dell’opera finale.
La norma UNI definisce come componenti essenziali della piastrellatura:
- Supporto;
- Piastrelle ceramiche;
- Strato di allettamento (adesivo o malta);
- Materiale di riempimento delle fughe.
Tutti questi elementi, compresa la fuga, richiedono un’attenta fase di analisi e progettazione, e una fase esecutiva precisa e accurata. Solo così è possibile ottenere un risultato finale conforme alla norma di riferimento e capace di soddisfare sia i requisiti tecnico prestazionali sia le esigenze estetiche richieste dalla committenza.
Cos’è la fuga e perché è fondamentale nella posa delle piastrelle
La fuga è lo spazio che separa due piastrelle adiacenti misurato alla loro base. È importante sottolineare che la larghezza percepita in superficie può risultare leggermente maggiore a causa delle tolleranze dimensionali delle piastrelle o della loro lavorazione (bordo rettificato, bordo smussato, bordo svasato ecc…).
Fare questa distinzione è molto importante, poiché in sede progettuale, verrà calcolata la misura interstiziale minima che deve intercorrere tra una piastrella e quella a fianco.
Questo spazio viene anche definito “di sacrificio”, perché aiuta ad assorbire parte delle tensioni generate da diverse cause (dilatazione termica, assestamenti, ritiri igrometrici del supporto ecc..), abbassando il modulo elastico del manto ceramico, contribuendo quindi a ridurre il rischio di possibili rotture o distacchi nel rivestimento.
Una corretta progettazione della fuga deve tenere in considerazioni diversi fattori:
- Tipo, formato e colore delle piastrelle;
- Tolleranze dimensionali prescritte per le piastrelle;
- Destinazione d’uso e ambiente di destinazione;
- Localizzazione e percorso dei giunti;
- Tipo di supporto;
- Coefficienti di dilatazione degli elementi costitutivi della piastrellatura;
- Proprietà meccaniche dei materiali di posa.
La normativa UNI 11493 prescrive che la posa a giunto unito non è in nessun caso ammessa.
La larghezza minima delle fughe può andare da 2mm in situazioni di piastrelle rettificate, in ambiente interno, e con un supporto dimensionalmente stabile, fino a 6-8mm nella situazione opposta.
La corretta progettazione della fuga, finalizzata a dare durabilità dell’opera, assume maggiore significato con l’avvento, in epoca moderna, dei grandi formati. Essi rappresentano la risposta sul mercato dell’industria ceramica alle soluzioni continue quali resine, microcementi, etc. La posa dei grandi formati comporta, per forza di cose, la minore presenza di fughe, il che tende a rendere più rigido il rivestimento ceramico.
Un ulteriore aspetto funzionale della fuga è il contributo che, se opportunamente dimensionata, può offrire nell’aumentare il grip superficiale del rivestimento, soprattutto in contesti caratterizzati da un elevato rischio di scivolamento.
Lo stucco o sigillante per fughe: tipologie e classificazione secondo UNI 13888-1
Lo stucco o sigillante per fughe comprende qualsiasi materiale utilizzato per il riempimento delle fughe.
Negli anni passati veniva preparato direttamente in cantiere utilizzando prevalentemente leganti idraulici ed inerti, con il solo scopo di riempire gli interstizi tra le piastrelle. Successivamente con l’arrivo sul mercato di prodotti premiscelati, e con le migliorie che via via i produttori hanno apportato negli anni, la stuccatura raggiunge livelli estetici e prestazionali elevatissimi.
Diverse sono oggi le malte per fughe disponibili sul mercato, con caratteristiche meccaniche e chimiche molteplici, adatte a utilizzi differenti a seconda della destinazione d’uso prevista. Gli stucchi vengono classificati, secondo UNI 13888-1, sia in base al tipo di legante contenuto al loro interno, sia in base alle prestazioni che essi possono offrire.
Considerando il tipo di legante utilizzato possiamo distinguere gli stucchi in due principali categorie:
- le malte a base di leganti idraulici cementizi classificate con la sigla CG,
- e quelle di natura reattiva riconoscibili dalla sigla RG.
Entrambe le tipologie vengono proposte in una grande varietà di colorazioni, periodicamente aggiornate dalle aziende, in modo da rimanere al passo con i trend dei produttori di ceramiche.
Le due tipologie di sigillante differiscono per:
- Resistenza meccanica;
- Resistenza agli attacchi chimici;
- Assorbimento d’acqua;
- Temperatura d’esercizio;
- Resistenza ai raggi UV;
- Resistenza al calore.
Sigillanti cementizi (CG): caratteristiche, vantaggi e limiti
I sigillanti di natura cementizia possono essere monocomponenti da miscelare solo con acqua o bicomponenti, solitamente forniti con lattici additivanti che migliorano le caratteristiche prestazionali del prodotto. Secondo la UNI 13888, se accompagnati dalle sigle CG2WA, il materiale risulta possedere prestazioni meccaniche migliorate, alta resistenza all’abrasione e un basso assorbimento d’acqua con effetto idrorepellente.
Le caratteristiche principali sono:
- Facile applicabilità, questo tipo di prodotti sono generalmente più facili da applicare;
- ottima resistenza al calore;
- buona resistenza alle aggressioni chimiche ad esclusioni per gli acidi ai quali risultano sensibili;
- ottima resistenza ai raggi UV, difatti mantengono la colorazione originale nel tempo;
- buona resistenza meccanica sia superficiale che massiva;
- resistenti alla formazione di muffe, contengono al loro interno degli additivi che contrastano la formazione di microorganismi;
Pur avendo un assorbimento d’acqua ridotto, quindi con un rallentamento della penetrazione di liquidi al loro interno, rimangono comunque dei materiali assorbenti, e sensibili alla macchiatura. Questo aspetto se da un lato potrebbe risultare un fattore negativo, dall’altro potrebbe venirci in aiuto.
Nella posa di rivestimenti inassorbenti quali ad esempio il gres porcellanato, una fuga riempita con sigillante cementizio, a maggior ragione se monocomponente, farebbe svolgere a quest’ultima una importante funzione di valvola di sfogo vapore, aiutando a smaltire eventuale umidità presente nei substrati del rivestimento.
Sigillanti epossidici (RG): prestazioni e campi di applicazione
I sigillanti reattivi (RG) vengono forniti con due o più componenti, di solito a base di resine epossidiche, il loro indurimento avviene per reazione chimica tra i due componenti base (resina + catalizzatore) da miscelare con un dosaggio preciso specificato nella scheda tecnica che accompagna il prodotto. Offrono delle prestazioni meccaniche e chimiche superiori.
Le caratteristiche principali sono:
- Buona lavorabilità, gli stucchi epossidici non sono di certo famosi per la facilità di applicazione, tuttavia le aziende hanno lavorato molto su questo aspetto arrivando oggi a fornire dei prodotti dalla lavorabilità migliorata quasi alla pari di un cementizio;
- Resistenza meccanica, superficiale e massiva, migliore rispetto ai cementizi;
Migliore resistenza alle aggressioni chimiche quindi fortemente consigliati negli ambienti esposti agli attacchi acidi; - Sono del tutto inassorbenti quindi antimacchia;
- Antimuffa e antialga, contrastano in maniera efficace la formazione di microorganismi;
- Buona resistenza al calore seppur inferiore ai prodotti cementizi;
- Resistenza ai raggi UV, i prodotti epossidici per loro natura hanno una bassa resistenza ai raggi UV presentando fenomeni di ingiallimento maggiormente evidenti sulle tonalità più chiare, tuttavia le aziende al giorno d’oggi hanno migliorato enormemente questo aspetto donando ai prodotti di ultimissima generazione una resistenza ai raggi UV di tutto rispetto.
Per concludere gli stucchi epossidici hanno un costo maggiore rispetto ai cementizi, ma si fanno apprezzare per le loro prestazioni. Il loro utilizzo è particolarmente indicato negli ambienti sanitari e alimentari.
Stuccatura delle piastrelle: fasi operative e accorgimenti pratici
La corretta progettazione di una piastrellatura ceramica se non seguita da una impeccabile fase esecutiva risulterebbe vana.
Un’esecuzione corretta della stuccatura potrebbe aiutare a rendere impercettibili piccoli difetti di posa o tolleranza dimensionale delle piastrelle (es. piccoli dislivelli, difetti di calibro, ecc….) esaltando le caratteristiche estetiche del rivestimento. Al contrario una stuccatura realizzata in modo approssimativo rischia di compromettere l’intero risultato. Secondo quanto previsto dal progetto, potrebbe essere eseguita con una colorazione a contrasto con il rivestimento, mettendo in risalto la geometria di posa, oppure tono su tono, donando un aspetto finale uniforme e continuo.
La norma UNI 11493-2:2016 stabilisce le competenze, le abilità e le conoscenze del posatore. Affidarsi a posatori qualificati risulta fondamentale per non rischiare di cadere in spiacevoli situazioni.
La norma UNI 11493-1:2025, invece, stabilisce le tolleranze massime accettate. Nello specifico l’esame prevede la rilevazione visiva di effetti di disturbo, che possono riguardare eventuali difformità della larghezza delle fughe, altresì scostamenti di linearità.
Nelle zone in cui gli effetti di disturbo sono maggiormente visibili si procede a campione alla loro misurazione. Il tutto deve rientrare entro certi valori, nello specifico, per la larghezza delle fughe gli scostamenti ammissibili sono:
- 1 mm per la larghezza prescritta delle fughe fino a 4 mm.
- 2 mm per la larghezza prescritta delle fughe maggiore o uguale a 5 mm.
Per quanto riguarda la rettilineità, la misurazione viene effettuata stendendo un filo sull’asse preso come riferimento, con una lunghezza pari all’80% della dimensione del locale e per un massimo di 10 mt lineari. Lo scostamento massimo ammissibile è 3 mm.
Stuccatura delle piastrelle: 12 passaggi fondamentali
Per ottenere una perfetta stuccatura occorre impostare una corretta serie di passaggi sequenziali al fine di perseguire il miglior risultato possibile. Questi passaggi sono:
- Controllo delle prescrizioni progettuali: controllare se il tipo ed il colore del materiale di riempimento delle fughe risulta conforme a quanto prescritto nel progetto;
- Attendere il corretto tempo di stuccatura: tempo che intercorre tra la fine della fase di posa del rivestimento e l’inizio della fase di stuccatura, generalmente fornito nella scheda tecnica dell’adesivo utilizzato per la posa;
- Protezione dagli agenti atmosferici: operare sempre nelle condizioni specificate nelle schede tecniche, rispettare la temperatura di applicazione del prodotto, proteggere la malta fresca da irraggiamento diretto o intemperie, in caso di pioggia prima della stuccatura, attendere la completa evaporazione dell’acqua depositata;
- Rimuovere eventuali distanziatori;
- Pulire le fughe da residui di adesivo, detriti, etc;
- Svuotare le fughe per almeno 2/3 dello spessore del rivestimento per piastrelle di spessore normale; per lastre di spessore sottile (≤ 6mm) svuotare la fuga per l’intero spessore del rivestimento. Questo garantirà allo stucco uno spessore sufficiente per raggiungere le prestazioni meccaniche previste;
- Controllare il tempo di stoccaggio del prodotto;
- Miscelare il prodotto rispettando modalità e dosaggi previsti nella scheda tecnica fornita dal produttore;
- Eseguire una prova preventiva: alcuni tipi di rivestimento presentano delle porosità superficiali dalle quali risulta difficile la rimozione dello stucco in eccesso. Esistono in commercio dei prodotti pre-fuganti che possono aiutare a risolvere questo tipo di problemi;
- Riempire la fuga avendo cura di evitare punti di vuoto;
- Attendere il giusto tempo prima di iniziare la fase di pulizia. Generalmente per i fuganti reattivi la pulizia avviene subito appena terminata la fase di stesura, utilizzando abbondante acqua, mentre per i cementizi, la pulizia verrà effettuata appena lo stucco inizia a rapprendere, utilizzando il minor quantitativo di acqua necessario. In ogni caso, per entrambe, il consiglio è quello di eliminare il più possibile i residui fin da subito;
- Prevedere un eventuale lavaggio dopo posa. Gli adesivi ma altresì gli stucchi di ultima generazione contengono delle quantità importanti di additivi che risultano difficili da eliminare totalmente nella prima fase di pulizia, utilizzare il detergente più adatto al tipo di sigillante utilizzato;
- Per gli stucchi cementizi è consigliabile valutare l’applicazione di trattamenti protettivi antimacchia.
Manutenzione della piastrellatura: pulizia e ripristino fughe
La UNI 11493-1:2025 prevede gli interventi di manutenzione ordinaria come fattore indispensabile al fine di mantenere lo stato di salute della piastrellatura. Questi interventi riguardano operazioni di pulizia periodica eliminando depositi di sporco, agenti di degrado depositati sulla superficie. La frequenza e l’intensità di tali operazioni devono rispettare le caratteristiche chimiche e meccaniche degli elementi che costituiscono la piastrellatura.
Il controllo periodico delle fughe: eventuali fughe che risultano totalmente o anche parzialmente svuotate vanno ripristinate.
In conclusione, un risultato di qualità si ottiene solo dalla sinergia derivante dalla collaborazione di tutte le figure professionali. Ogni lavoro può raggiungere livelli di eccellenza quando ciascun professionista svolge al meglio il proprio ruolo.
ndr. Ringraziamo il Comitato Tecnico Assoposa per aver trasmesso a Ingenio questo articolo dedicato alle fughe e alla corretta stuccatura delle piastrelle ceramiche.
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