L'abuso edilizio si demolisce anche in assenza di un'abitazione alternativa e dopo svariato tempo
L'assenza di una dimora alternativa non è motivo sufficiente per evitare la demolizione dell'edificio abusivo, poiché a fronte di un abuso edilizio non può esservi alcuno spazio per la tutela dell'affidamento e delle esigenze del privato, pure qualora versi in condizioni di criticità.
Anche in assenza di una casa alternativa nella quale vivere, non si può evitare la demolizione dell'edificio abusivo.
Lo ha chiarito il Tar Palermo nella sentenza 987/2024, relativa al ricorso contro la demolizione, impartita dal comune, per delle opere edilizie costruite senza titolo.
Demolizione dell'abuso edilizio: se non c'è un'altra dimora dove poter vivere?
I ricorrenti, in primo luogo, lamentano il difetto di adeguata motivazione, in particolare con riguardo al legittimo affidamento maturato dai ricorrenti per effetto dell’inerzia della P.A. e all’interesse pubblico sotteso alle determinazioni assunte;
Inoltre, si fa leva sul fatto che i ricorrenti non disporrebbero di alcuna altra dimora dove poter vivere e si contesta, infine, che l'ordinanza, senza individuare in maniera puntuale l'opera abusiva da abbattere, disporrebbe genericamente la demolizione dell'intero secondo piano.
La demolizione è legittima anche dopo tanto tempo
Il TAR evidenzia in primis che nel caso di specie non è dato apprezzare alcun legittimo affidamento dei ricorrenti al quale riferire uno specifico onere motivazionale in capo alla Pubblica Amministrazione procedente, posto che, indipendentemente dal tempo decorso dalla realizzazione delle opere abusive, resta salvo l’esercizio del potere repressivo in capo all’ente territoriale, che costituisce, anzi, attività doverosa e vincolata;
Sul punto, precisa a rinforzo il Tribunale amministrativo, si è affermato che “L'ordinanza di demolizione di opere abusive non richiede una motivazione basata su un interesse pubblico concreto e attuale al ripristino della legalità violata. Il decorso del tempo non implica un affidamento legittimo da parte dei proprietari dell'abuso, poiché la tutela del legittimo affidamento si riferisce a provvedimenti amministrativi che generano aspettative stabilite e rapporti giuridici certi, cosa che non si verifica nel caso in cui le opere abusive non abbiano i titoli prescritti” (cfr. Consiglio di Stato sez. VII, 24/01/2024, n.659).
L'assenza di una dimora alternativa non è un motivo valido per evitare la demolizione dell'abuso
Arrivando al punto focale della qiuestione, il TAR reputa "ininfluennte", ai fini del vaglio relativo alla legittimità dell'ordine di ripristino impartito, la circostanza che "i ricorrenti non dispongono di una soluzione abitativa alternativa, posto che, come osservato in giurisprudenza, a fronte di un abuso edilizio non può esservi alcuno spazio per la tutela dell'affidamento e delle esigenze del privato, pure qualora versi in condizioni di criticità, né il trascorrere del tempo, anche considerevole, può neutralizzare i poteri repressivi della pubblica amministrazione diretti al ripristino della legalità e di natura necessitata, non essendo pertanto predicabile alcun bilanciamento tra l'interesse pubblico e quello privato, dovendo il primo, in tale contesto, essere sempre e obbligatoriamente perseguito nella sua pienezza" (cfr. Cons. St., sez. II, 02/10/2023, (ud. 28/03/2023, dep. 02/10/2023), n.8617).
Inottemperanza all'ordine di demolizione: conseguenze, acquisizione al patrimonio comunale, sanzione pecuniaria
Di recente, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha fornito diversi e importanti chiarimenti sulla natura dell'illecito della mancata ottemperanza all'ordine di demolizione e sul connesso atto di acquisizione al patrimonio comunale.
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Come evitare la demolizione di un piano intero?
In ultimo, il TAR sottolinea che non è stato dimostrato quale parte del piano in sopraelevazione sia stato legittimamente edificato, oltre al fatto che il condono (denegato dall’Amministrazione con il provvedimento con cui si è, al contempo, disposto l'abbattimento dell’abuso) si riferisce, appunto, all'intera sopraelevazione del secondo piano.
LA SENTENZA INTEGRALE E' SCARICABILE IN ALLEGATO
Abuso Edilizio
L'abuso edilizio rappresenta la realizzazione di opere senza permessi o in contrasto con le concessioni esistenti, spaziando da costruzioni non autorizzate ad ampliamenti e modifiche illegali. Questo comporta rischi di sanzioni e demolizioni, oltre a compromettere la sicurezza e l’ordine urbano. Regolarizzare tali abusi richiede conformità alle normative urbanistiche, essenziale per la legalità e il valore immobiliare.
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