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Lavoro e responsabilità sociale: fattori chiave per la sostenibilità delle infrastrutture

Per il 4 ottobre, a Milano, AIS - l'Associazione Italiana per la Sostenibilità delle infrastrutture ha organizzato un convegno in cui imprenditori, sindacalisti ed esperti del mondo del lavoro si confronteranno sul rapporto tra organizzazione del lavoro, responsabilità sociale e infrastrutture sostenibili. Consulta il programma e iscriviti all'evento.

La sostenibilità delle infrastrutture non passa solo dalla riduzione dell'impatto ambientale

La sostenibilità delle infrastrutture non passa soltanto da una organica attenzione e da una varietà di strategie e di azioni in grado di ridurre gli impatti ambientali, ma anche da una organica e capillare attenzione a tutta una serie di aspetti di carattere sociale. E in particolare per quanto riguarda il lavoro.
Ecco perché ragionare e confrontarsi oggi sul rapporto tra ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO, RESPONSABILITÀ SOCIALE E INFRASTRUTTURE SOSTENIBILI costituisce un passaggio ineludibile per chi come AIS - l’Associazione Italiana per la Sostenibilità delle infrastrutture - intende svolgere un ruolo da protagonista sul piano delle idee e delle proposte per alzare l’asticella della qualificazione della filiera di chi opera nella pianificazione, promozione, progettazione, realizzazione e gestione di una infrastruttura.
L’occasione è un convegno che si terrà a Milano presso Assolombarda il prossimo 4 ottobre
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Dalla responsabilità sociale alla priorità della salute e della sicurezza

Questa attenzione alla responsabilità sociale è una costante della nostra attività, centrata su gruppi di lavoro a cui partecipano rappresentanti e tecnici delle più autorevoli aziende e società italiane. Nel position paper dedicato al rapporto tra ESG e infrastrutture è possibile trovare una sintesi di quelli che costituiscono i capisaldi comuni di un percorso dove la S di Social si integra profondamente con la G di Governance.

Tra essi l’impegno massimo ad “assicurare che le condizioni di lavoro siano conformi alle disposizioni legali e regolamentari nazionali e coerenti con le norme internazionali sul lavoro” garantendo “condizioni dignitose per quanto riguarda i salari, le ore di lavoro, il riposo settimanale, le ferie, la salute e la sicurezza, la protezione della maternità e la possibilità di combinare il lavoro con le responsabilità famigliari.” Cresce l’attenzione e la rilevanza per avviare “processi, sistemi, strutture e altri meccanismi che rendano possibile l’applicazione dei principi e delle pratiche della responsabilità sociale.”

È in questo contesto che trova una centralità la questione della sicurezza sul lavoro e della salute di chi opera nelle aziende, nei cantieri e nell’ambito dei processi produttivi. Un’attenzione che si concretizza in una costante analisi e in un rigoroso controllo relativamente “ai rischi generati dalle attività svolte; così come rispetto alla fornitura delle attrezzature di sicurezza necessarie, ad iniziare dai dispositivi di protezione individuale per la prevenzione di lesioni, malattie e incidenti di lavoro.”

Misurare la sostenibilità sociale in un cantiere

Ed è il cantiere il luogo privilegiato dove concretamente si riesce a fare la differenza. Per questo, nell’ambito dell’altro gruppo di lavoro dedicato proprio a definire le pratiche e le strategie necessarie a sviluppare un percorso concreto verso la sostenibilità, rispetto alle diverse attività che nel cantiere vengono svolte, il tema della sicurezza e della salute assume un’importanza specifica. Nella proposta per l’adozione di uno strumento di misurazione della sostenibilità è stato inserito un indicatore, di tipo qualitativo, in cui sono racchiusi tutti gli elementi connessi alla gestione della salute e della sicurezza all’interno del cantiere.

Scorrendo l’elenco si ritrovano tutte le principali azioni necessarie ad affrontare correttamente la sicurezza. Tra questi la formazione erogata ai dipendenti; la pianificazione e la gestione di aspetti che vadano anche oltre quanto richiesto dalle normative vigenti; un’analisi delle casistiche degli eventuali infortuni sul lavoro; fino all’eventuale esistenza di programmi di welfare per i lavoratori coinvolti nelle attività di cantiere.

Un monitoraggio per prevenire e ridurre gli infortuni

In questo percorso si colloca, altresì, l’iniziativa che verrà presentata proprio il 4 ottobre di avviare un monitoraggio sulle prestazioni relative alla sicurezza sul lavoro dei propri associati in una logica di benchmark. La rilevazione dei parametri per la classificazione dei casi di infortunio e per il calcolo degli indici si baseranno sulla Norma UNI 7249:2007. L’indagine periodica consentirà di acquisire in maniera anonima dati relativi, oltre che al numero degli infortuni, anche alle ore lavorate, al numero medio di lavoratori e dei giorni di lavoro persi. 

In questo modo sarà possibile valutare l’incidenza degli infortuni che si verificano in un dato periodo di riferimento, parametrata sia al numero di lavoratori che alle ore lavorate (indice di frequenza). Egualmente misureremo gli effetti degli infortuni rispetto alla regolarità lavorativa parametrati in giornate di assenza sul numero di ore lavorate. Ogni associato riceverà soltanto i dati relativi agli indici cumulativi, così da consentire a ciascuno di valutare i propri risultati rispetto al totale degli associati. In questo modo si intende offrire un contributo rispetto alle strategie dei singoli operatori della filiera che si riconosce in AIS, ma anche arricchire la conoscenza e l’insieme delle informazioni e delle analisi sui processi attualmente in atto rispetto agli infortuni.

L’appuntamento del 4 ottobre

Il 4 ottobre questo percorso verrà valutato e troverà l’opportunità di essere verificato nel confronto con imprenditori, sindacalisti ed esperti del mondo del lavoro, ma anche con operatori in grado di portare esperienze dirette, sia in Italia che in altri Paesi europei. L’obiettivo è quello di essere sempre più consapevoli e attenti al tema della sicurezza, favorendo comportamenti e scelte alla cui origine ci siano un pieno rispetto delle regole e una crescita culturale verso la responsabilità sociale nelle relazioni tra le persone e nei modelli organizzativi, così da garantire un sempre maggiore contenimento dei rischi e degli infortuni.

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