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Rischio sismico negli edifici industriali: la corretta progettazione degli interventi locali di rafforzamento

Il documento realizzato da ASSOBETON descrive i principali aspetti peculiari da considerarsi nella fase di progettazione degli interventi di riduzione del rischio sismico.

In un documento pubblicato da ASSOBETON, l’Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi mette in luce alcuni aspetti peculiari di cui tener conto nella progettazione di interventi di riduzione del rischio sismico, che devono essere concepiti nel pieno rispetto della filosofia progettuale originale.


Ridurre il rischio sismico degli edifici industriali prefabbricati 

La riduzione della vulnerabilità sismica delle costruzioni destinate ad attività produttive è un impegno chiave sia dal punto di vista del rispetto del valore della salvaguardia della vita umana, sia da un punto di vista sociale ed economico per gli effetti che un blocco dell’attività produttiva porrebbe. All’importante tema della salvaguardia della vita, pertanto, si associa l’altrettanto prezioso tema della salvaguardia del valore – intendendo qui il valore delle attrezzature, dei materiali, dei prodotti e della struttura stessa della “fabbrica”- nonché della continuità operativa delle aziende.

Le Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle strutture, unitamente al Sismabonus, costituiscono lo strumento operativo messo in campo dallo Stato italiano in un’ottica di prevenzione e di cura del territorio nazionale.

Le Linee guida consentono, per le strutture assimilabili ai capannoni industriali, il ricorso ad un metodo di valutazione semplificato secondo il quale è possibile ritenere valida una riduzione del rischio sismico eseguendo solamente interventi locali di rafforzamento.

Si tratta sicuramente di un’opportunità per il vasto settore produttivo italiano. Ma la facilità con cui è possibile accedere alla detrazione fiscale è solo apparente. Indubbiamente il dispendio in termini di analisi numeriche è ridotto, ma non è altrettanto ridotta la facilità con cui realizzare interventi efficaci.

 

Gli interventi locali di rafforzamento delle strutture prefabbricate in calcestruzzo

Il documento realizzato da Assobeton, parla di interventi locali di rafforzamento nel rispetto delle prescrizioni volte ad eliminare:

  • le carenze nelle unioni tra elementi strutturali;
  • le carenze della connessione del sistema di tamponatura esterna degli edifici prefabbricati;
  • le carenze di stabilità di macchinari, impianti, scaffalature.

Questi sono gli stessi tre punti messi in evidenza dal terremoto dell’Emilia del 2012, che ha messo in ginocchio un vasto comparto produttivo per la maggior parte, peraltro, non progettato per azioni sismiche.

La semplice aggiunta di vincoli, laddove non presenti o comunque non ritenuti efficaci, può generare situazioni molto pericolose. Nel caso specifico delle strutture prefabbricate in calcestruzzo, infatti, gli interventi locali di rafforzamento devono essere concepiti nel pieno rispetto della filosofia progettuale originale: introdurre un vincolo meccanico, laddove non presente, potrebbe causare modifiche sostanziali nello schema strutturale, spostare le zone di plasticizzazione in zone non specificatamente predisposte e provocare danni locali o globali non previsti.

Se ben concepiti e realizzati, invece, gli interventi locali di rafforzamento porteranno sicuramente ad una riduzione della vulnerabilità della costruzione.

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Le Figure riportate sopra e quelle del documento sono meramente indicative.

 

Un documento a supporto dei tecnici ma non un manuale o un catalogo di soluzioni

Questo documento si pone pertanto come supporto per i Tecnici operanti sul patrimonio esistente costruito con elementi prefabbricati in calcestruzzo, nel pieno e assoluto rispetto dell’autonomia e della titolarità delle scelte progettuali.

Il documento descrive i principali aspetti peculiari da considerarsi nella fase di progettazione degli interventi di riduzione del rischio sismico.

Questo testo non è un manuale di progettazione di interventi di rafforzamento, né un catalogo di soluzioni tecniche e nemmeno una guida alla pratica per l’ottenimento del Sismabonus: la variabilità e la complessità del patrimonio costruito non consente infatti di proporre soluzioni standardizzate che, al contrario, devono essere progettate e dettagliate caso per caso per meglio inserirsi nel singolo contesto strutturale.

Resta ferma la possibilità, anche per le strutture assimilabili ai capannoni industriali, di avvalersi del metodo convenzionale, a cui non si fa riferimento in questo documento.

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